L'esasperazione degli inquilini che abitano gli alloggi in fondo al Pubblico Passeggio
Un giovane con in mano una
spranga di ferro che in piena notte
ne rincorre un altro gridando
«vieni qui, adesso ti ammazzo». Un
ragazzino che si infila nei sotterranei
dei garage e viene sorpreso da un residente a fumare uno spinello
nella semioscurità. Un altro giovanissimo
che a tarda sera si aggrappa
a un lampione quasi volesse
sradicarlo e che al rimbrotto di
un abitante dalla finestra replica
così: «Ma che ca... vuoi? Scendi e
ti faccio vedere io».
Scene di ordinaria follia avvenute
nelle ultime sere nei dintorni delle
case popolari del Pubblico Passeggio
e di viale Patrioti, al civico
81, vicino a Piazzale Libertà e
all'imbocco di Stradone Farnese.
Dove spesso protagonista, in negativo,
è un gruppetto di giovanissimi
tra i 15 e i 17 anni, italiani e
stranieri, diventato il terrore del circondario.
L'incubo baby gang torna a spaventare
chi abita quelle case e chi
frequenta il Facsal. O meglio: continua,
perché nonostante le denunce
(anche del giornale, vedi
edizione del 7 gennaio scorso),
non sembra esserci modo di porre
un freno alla deriva di un quartiere
in cui «una volta si viveva bene»:
«Spaccio quasi alla luce del sole,
delinquenza, inciviltà, strafottenza».
Giovani che da un paio
d'anni hanno eletto l'ultimo tratto
di Pubblico Passeggio e il cortile
interno degli alloggi popolari a loro
punto di ritrovo.
«Arrivano anche dai quartieri vicini
e stazionano nella zona dal primo pomeriggio fino a notte fonda»
riferisce un'inquilina degli alloggi
Acer che vuole restare nell'anonimato.
C'è il timore di ritorsioni,
«perché questi non scherzano» dice.
Come tutti gli altri che Libertà
ha incontrato ieri mattina e che
hanno dato sfogo a tutta la loro esasperazione per una situazione
ormai fuori controllo. «Non è la prima
volta che segnaliamo situazioni
di spaccio, specialmente nei garage.
Ma poi si picchiano spesso
tra di loro. L'altra sera qualcuno
spaccava delle bottiglie contro il
muro. Se per caso li guardi storto rischi grosso. Sono sempre gli stessi.
La gente ha paura a uscire di casa».
Per tutti questi episodi la centrale
operativa della polizia è subissata
di telefonate. «Ma poi le
pattuglie fanno quello che possono.
Il passaggio negli ultimi tempi
è frequente e anche le presenze moleste diminuiscono. Ma basta
mollare la presa per poco e la situazione
torna a degenerare».
Inquietante - anche se non c'è al
momento nulla che lasci pensare
a un collegamento con questo
gruppo di giovani - la violenta aggressione
avvenuta l'altra sera a un
giovane che portava in giro il suo
cane sempre sul Pubblico Passeggio,
in questo caso dal lato del liceo
Respighi. L'allarme però c'è e
la questione è rimbalzata all'attenzione
del presidente di Acer Patrizio
Losi, del questore Piero Ostuni,
del comandante provinciale dei
carabinieri Corrado Scattaretico e
degli amministratori locali. Durissimo
al riguardo il commento del
parlamentare e consigliere comunale
di Fdi, Tommaso Foti: «Non
è pensabile che vi sia una zona della
città, piuttosto che un'altra, off
limits perché qualche teppistello
ritiene che sia cosa sua. Vi è di certo
un deficit educativo di chi compie
questi atti di violenza, ma non
per questo si deve stare immobili
- osserva - Io dico che è ora di fare
pulizia: sul Pubblico Passeggio, così
come nell'area vicino alle scuole
industriali, confinante con il Palazzo
del Cheope. E altrettanto si
deve fare pulizia nei parcheggi
pubblici che sono rimasti nelle
mani di questuanti professionali,
stranieri e non di certo minorenni».
Foti aggiunge: «Chi deve provvedere
lo faccia perché è ora, oltre
che suo specifico dovere. Attenderò
ancora un paio di mesi ma se
nulla si muoverà non potrò che
portare la questione a livello ministeriale.
Serve a niente infatti continuare
a parlare di sicurezza se poi
non si interviene concretamente
per aumentarne il livello».
Libertà
