IL CONSIGLIERE DEM: «GIUNTA A CASA? NESSUNA PROVA DI COINVOLGIMENTO, I CITTADINI GIUDICHERANNO L'OPERATO»
Solo pochi giorni fa ha rivolto un accorato appello ai cittadini, a «fare fronte comune, di
provare la vicinanza tra le forze
sane del territorio. Dobbiamo
ricostruire insieme nuovi anticorpi». Chiedendo «a ogni piacentino, volontà e tempo permettendo, di partecipare». Il capogruppo del Pd in Comune,
Stefano Cugini, ha "caricato"
l'attesa per la seduta di domani.
Consigliere Cugini, è passata
quasi una settimana dall'alba in
cui è stato arrestato Giuseppe
Caruso con la pesante accusa di
associazione di stampo mafioso. Un danno d'immagine per le
istituzioni piacentine incalcolabile. Si è affievolito quel sentimento di sconcerto e delusione
oppure l'amarezza resta altissima?
«Direi che restano ancora grande sconcerto e amarezza. Anche perché colgo un nemmeno troppo velato tentativo di
normalizzazione e rimozione
che sono esattamente il contrario della presa di coscienza necessaria oggi».
Nei giorni scorsi ha fatto capire
che la seduta di consiglio comunale di lunedì non sarà come tutte le altra. Tra l'altro ha chiamato a raccolta i piacentini. Cosa
dobbiamo aspettarci?
«Spero in una presenza massiccia di piacentini, che da un lato faccia sentire la vicinanza
della gente ai consiglieri onesti
ma dall'altro dia l'idea di una
rinnovata volontà popolare di
controllare sempre più e meglio il nostro operato e la nostra
serietà».
In questi giorni, per la verità non
da forze politiche di opposizione, si è levata la richiesta di dimissioni in blocco dell'attuale
amministrazione facendo addensare su di essa le nubi
dell'ndrangheta che hanno coinvolto Caruso. Il Pd è tra quelle
forze che non l'ha fatto. Perché?
«Perché questa è un'amministrazione scelta democraticamente dai cittadini.
In assenza di prove di eventuali coinvolgimenti, eventualità
che oggi non esiste, spetta ai
piacentini giudicarne l'operato e decidere se non rinnovare
la fiducia data nel 2017».
Ha ragione Foti nel risentirsi in
maniera vibrante per l'equazione "Caruso accusato di essere
mafioso, quindi amministrazione infiltrata"?
«Ho letto un lungo sfogo
dell'onorevole Tommaso Foti,
dai toni per me inaccettabili.
Ha ragione lui a sostenere che
il sillogismo in sé è privo di senso. Ha torto nel voler escludere a priori, dato il ruolo di Caruso, la possibilità che ci siano
stati tentativi di condizionamento in questi due anni, a
prescindere dal loro esito».
La sindaca Patrizia Barbieri è rimasta profondamente scossa
dall'accaduto. Non ha nascosto
le lacrime. Fosse stato nei suoi
panni come si sarebbe comportato?
«Non sono nei panni della sindaca.
Di certo avrei emesso un comunicato meno pilatesco e mi
sarei guardato, stante la gravità della situazione, dal parlare di basse speculazioni politiche».
Nel frattempo si è aperta la partita della successione di Caruso
alla presidenza del Consiglio. Ha
qualche suggerimento per la
maggioranza?
«Facciano presto e bene. C'è
tanto bisogno di cominciare a
lavorare, dato che tutte le partite importanti per la città sono
ancora al palo».
Pare che il centrodestra non abbia intenzione di offrire la carica alle opposizioni. Risentiti?
Oppure preferite che l'"amaro
calice" resti tutto nel loro campo?
«Si sono ritenuti autosufficienti fino adesso, con i risultati sotto gli occhi di tutti.
Troverei incoerente e poco
spontanea un'inversione di
tendenza proprio ora».
Libertà
