NEL MIRINO IL DIRETTORE DEL DEMANIO ROBERTO REGGI
E' tornato a formarsi in consiglio
comunale l'asse di ferro tra Massimo
Trespidi (Liberi) e Tommaso
Foti (Fdi). Ancora una volta nel mirino
è finito in particolare il direttore
dell'Agenzia del Demanio Roberto
Reggi per il ruolo avuto nella
sigla del protocollo d'intesa interistituzionale
sulla realizzazione del
nuovo ospedale.
Trespidi ha parlato di pre-operazione
elettorale contraddistinta da
«lacune, superficialità e pressapochismo».
«Scontiamo il problema
che il direttore del Demanio è di
Piacenza e qualsiasi operazione
deve per forza coinvolgere un'area
demaniale o militare. È partita male perché c'è stata da subito questa
intenzione, di costruire su queste
aree, non ci siamo chiesti se
quello attuale va bene o male e cosa
farne in futuro, quale sia il modello
di ospedale e le risorse della
Regione», ha attaccato Trespidi
ribadendo il no di "Liberi" alla
sede nella Pertite perché «qua i cittadini
hanno già deciso con un
Referendum che vogliono un parco».
Ea ancora: «Sento un "ricatto":
facciamolo alla Pertite che è
l'unico modo per bonificare l'area
senza pagare. La Lusignani è
un'area troppo piccola e già è in
un'area intasata. Però non vogliamo
che a decidere del nuovo
ospedale siano i "soliti" piacentini:
persone che cambiano incarichi
e ruolo ma sono sempre al tavolo
delle trattative. Prima di tutto
deve decidere questo Consiglio
comunale, eletto dal popolo. Gli
altri sono tutti "portatori di interesse"».
Anche il consiglio comunale si è
espresso sulla Pertite, ha sottolineato
Foti annotando che «il problema
iniziale, giustificazione della
proposta di un nuovo ospedale,
era di avere una struttura su un
unico piano per rispondere dei bisogni
della sanità moderna»,
mentr «ora leggiamo nel documento
di ospedali di quattro e sette
piani». L'esponente di Fdi ha attaccato
il direttore generale
dell'Ausl Luca Baldino («Nessuno
dica che sta gestendo bene la partita
dell'ospedale: chi lo dice è un
suo amico o è in malafede») e ammonito
dal rischio di «avere un
buco nel cuore di Piacenza» con
la dismissione del vecchio ospedale
(«Ricordiamoci che fine ha
fatto l'ex clinica Belvedere»).
Quindi la sponda a Trespidi: «A
Piacenza alcuni vogliono condizionare
da fuori il tavolo del progetto».
«Dal punto di vista tecnico e di struttura il nuovo ospedale deve
essere fatto», è la posizione espressa
da Lorella Cappucciati (Lega
Nord) che, da dipendente
dell'Ausl, ha evidenziato che «ci
troviamo ad operare in strutture
non idonee, i reparti e le strutture
sono lontane tra loro, è difficile trasportare
i pazienti, l'attuale ospedale
non va bene. Ci vuole una
struttura idonea per accogliere i
pazienti e con servizi che funzionino
ci aspettiamo soprattutto che
i servizi funzionino, dobbiamo però
trovare una zona adeguata e la
Regione in questo non deve metterci
fretta».
Di «grande bufala e manovra elettorale
che non rispetta i cittadini
di Piacenza», ha parlato Davide
Garilli (Lega). Sulla stessa linea
Stefano Cavalli (Lega), per il quale
«l'ospedale deve essere valorizzato
da tutti i cittadini con un percorso
partecipativo per una scelta
ponderata e giusta».
Libertà
