Sui fondi non ottenuti da Piacenza il M5S attacca. Foti (FdI): «Logica
clientelare.
Ha citato il Laboratorio Pontieri,
la via Francigena e le piste ciclopedonali il consigliere comunale Sergio Dagnino, del Movimento 5 stelle, rilanciando una polemica nei
confronti dell'amministrazione Barbieri non nuova alle opposizioni: un
po' troppi gli appuntamenti mancati con i bandi regionali, si perdono
finanziamenti quanto mai preziosi
in tempi di vacche magrissime per
i bilanci degli enti locali.
Piacenza fanalino di coda
Dagnino lo ha fatto lunedì scorso in
consiglio comunale, quando è stata discussa - e poi approvata all'unanimità - la mozione dei Liberali piacentini per la costituzione a Palazzo Mercanti di un ufficio Europa che
punti a recuperare fondi Ue proprio
per dare respiro alle esangui casse
municipali. E il riferimento ai bandi regionali perduti si è tradotto nella critica politica sull'inefficacia progettuale delle domande presentate
a Bologna. A partire da quelle sulla
Rigenerazione urbana che è costato la bocciatura del piano di riqualificazione del Laboratorio Pontieri, l'ex area militare tra piazza Cittadella, il Farnese e via Maculani
(44mila metri quadri) per la quale il
Comune contava di ottenere 1,5 milioni di euro di contributo regionale che avrebbe dovuto coprire la metà del costo totale dell'intervento (3
milioni): «Ci siamo fatti bagnare il
naso da Comuni ben più piccoli,
Piacenza è stato l'unico capoluogo
dell'Emilia-Romagna a non essere
entrato in graduatoria», è stato l'affondo di Dagnino.
«Clientelisti a Castelvetro»
Ma se questo accade c'è una "ragione", anzi, una "Regione", è stata la replica della maggioranza di centrodestra per voce di Tommaso Foti
(FdI), e cioè l'amministrazione regionale guidata dal centrosinistra
sceglie a chi destinare i finanziamenti non guardando al merito dei
progetti, ma alla vicinanza politica
di chi li presenta: «Chi ha giudicato
aveva più a cuore Castelvetro per affinità politica che Piacenza. Riqualificare il Laboratorio Pontieri significa portare alla città una rigenerazione urbana vera, tutto il resto è
clientelismo», è stata l'accusa di Foti che ha richiamato i fondi che in
quel bando si è aggiudicato il Comune del sindaco Luca Quintavalla, del Pd (838mila euro per nuove
piste ciclabili tra il centro del paese
e la periferia, attraversamenti pedonali, marciapiedi e un collegamento al parco dell'istituto Biazzi).
E' a metà dicembre 2018 che il bando sulla Rigenerazione urbana si è
chiuso. A ottenere lo stanziamento
sono stati 37 progetti, non quello di
Palazzo Mercanti che, con 51,417 punti, si è fermato in 74esima posizione tra le 112 candidature pervenute da tutta l'Emilia-Romagna, a
quasi dieci unità di distanza dai 60
punti ottenuti dall'ultimo dei piani
finanziati, unico capoluogo di provincia tagliato fuori dalla graduatoria che conta. Tra i Comuni del Piacentino che sono stati premiati non
c'è solo Castelvetro. Un milione di
euro è andato al progetto centrato
sulla promozione della Via Francigena, scritto in cordata tra Alseno,
Cadeo, Calendasco, Fiorenzuola,
Gragnano e Pontenure, municipalità che per almeno la metà non fanno riferimento al centrosinistra. E
Dagnino in Consiglio ha citato anche finanziamenti regionali per piste ciclabili conquistati da Villanova e Rottofreno, che pure sono politicamente nell'area di centrodestra.
I progetti scolastici falliti
Il caso dei bandi regionali perduti
ha "illustri" precedenti. Un anno fa,
per incompletezza delle carte, non
ha avuto accesso a risorse regionali il progetto di costruzione di un polo 0-6 anni funzionale alla riapertura dell'asilo di Borgotrebbia chiuso
dal luglio 2017 per motivi di sicurezza strutturale. Lo scorso autunno è
finita in coda alla graduatoria delle
erogazioni la proposta di sistemazione anti-sismica e di ampliamento della elementare Carella per farne un polo scolastico "verticale" con
anche una media, un intervento da
6,6 milioni di euro, finanziato con
fondi della Regione tramite Bei
(Banca europea di investimenti). Pd
e Liberi partirono all'attacco della
giunta Barbieri parlando di «carenze progettuali che si cronicizzano»
(v. "Libertà" del 26 novembre 2011).
Libertà
