L'emozione è stata percepita un po' da tutti. C'era chi ha dovuto lottare per riuscire ad esprimere la preferenza pigiando i tasti giusti del proprio banco, chi si è dovuto far aiutare, chi parlava distante un miglio dal microfono. Avranno tutti modo per prendere confidenza. Il primo Consiglio comunale va in archivio: è stata la sedute delle aperture. Il sindaco Patrizia Barbieri ha chiesto collaborazione da parte di tutti: la maggioranza ha concesso la vicepresidenza dell'aula all'opposizione (è finita ai 5 Stelle) e non ha vantato il brillante e largo successo elettorale. «Sono emozionatissima – ha esordito Barbieri, che ha prestato giuramento -. Non nascondo questo momento di grande emozione nel votare oggi. È un momento in cui si inizia un grande percorso per la città, un percorso che intendo fare con la massima collaborazione. Siamo qui per il bene della città. In queste due settimane ho preso contatto con questa situazione – si riferisce all'inchiesta sui furbetti - all'interno del Comune. Una gestione del Comune che già il mio predecessore aveva definito "difficoltosa": ahimè le difficoltà sono aumentate il giorno stesso della mia proclamazione. Ma con senso di responsabilità siamo qui per dare le nostre risposte alla città». Barbieri ha risposto anche ad alcune critiche emerse in questi giorni. Da più parti è stato fatto notare il numero di avvocati della Giunta Barbieri: cinque. «Non si è voluto fare una composizione da studio legale – ha replicato il sindaco - o di genere, ma di persone che ritengo che abbiano tutti i requisiti per amministrare. Se poi anche il vicesindaco è donna la trovo una cosa bella. Il centrodestra è stato sensibile nel scegliere una donna come candidato sindaco e poi ne ha scelto ancora un'altra come vice. Penso che faremo tutti bene nell'interesse della città. Ciascuno dei miei assessori darà il massimo dell'impegno». Durante la prima seduta – inizialmente i lavori consiliari sono stati condotti da Stefano Cugini (Pd) - è stato ricordato con un minuto di silenzio Carlo Mazzoni, esponente storico di Forza Italia deceduto per un malore proprio l'11 giugno, giorno di voto delle Amministrative per il primo turno. L'inno di Mameli non è stato cantato da nessun esponente della Lega Nord. «L'inno – ha rimproverato Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - è di tutti, italiani e piacentini». Cugini, che sarà capogruppo Pd, ha speso qualche parola per i colleghi del Consiglio. «L'augurio che faccio è quello di tradurre il ruolo di consiglieri in un lavoro fecondo, con un impegno leale e instancabile. Un augurio pesante che voglio fare per questi cinque anni. Saranno tante le sfide da affrontare nell'interesse esclusivo dei cittadini. Auspico un comune impegno, bisogna adattare l'azione amministrativa nel contesto economico e sociale cittadino». Dall'opposizione non si sono mosse critiche sulle scelte del sindaco in merito alla Giunta. Le osservazioni sono arrivate perlopiù dai giornali e dai social. «Sicuramente in termini numerici – ha preso la parola anche Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) parlando del suo partito - potevamo chiedere una maggiore rappresentanza in Giunta. Ma avevamo interesse a partire bene. Dico all'opposizione che è inutile disquisire, la risposta l'han data gli elettori. Chiedo fattiva collaborazione su alcuni temi per la città. Ricordo fra tutti l'impegno per la candidatura di Piacenza Capitale della Cultura 2020, i cui termini per la presentazione scadono a settembre. Questo è un obiettivo che coralmente può essere raggiunto. Penso che l'apertura vera sul piano politico è affrontare le sfide che interessano la città. Piacenza merita di poter crescere. Questa è una Giunta che nasce senza condizionamenti, senza alcun tipo di spartizione, senza alcuna velina. Ce lo siamo potuti permettere, perché abbiamo vinto largamente, quando si vince di poco, bisogna sottostare a tanti. Il sindaco Barbieri in termini percentuali è stato il sindaco più votato di sempre. La campagna elettorale è finita, forse se ne aprirà una per le Politiche a breve. Ma questo non è un luogo per continuare a farla». L'opposizione non ha incalzato su questo tema: per la minoranza non ci sono gli estremi per ravvisare forzature dall'esterno così particolari. «È normale che ci sia dibattito suoi nomi degli assessori – ha detto Stefano Cugini (Pd) -, poi un sindaco deve fare sintesi. Ne hanno parlato i giornali e noi della minoranza non siamo intervenuti. Sono rimasto sorpreso un po' dallo spacchettamento delle deleghe. Sembrate che vi volete controllare un po' a vicenda. Al sindaco promettiamo un'opposizione ferma, non faremo sconti. Io sono molto legato al welfare, ad esempio. Ma non faremo sgambetti». «Sulla presenza degli avvocati – ha dichiarato il grande nemico della campagna elettorale, Massimo Trespidi (Liberi) - sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano. Non si giudica una Giunta dalla professione che svolgono. Li giudicheremo dalla qualità delle loro risposte sulla città. La città ha subito un declino soprattutto negli ultimi cinque anni. La nostra sarà un'opposizione che entrerà nel merito delle proposte». Trespidi ha ricordato il dato dell'affluenza. «Il 56 per cento del primo turno e il 46 per cento del secondo turno ci interrogano. Dobbiamo superare l'autoreferenzialità che la politica spesso dimostra di avere». Trespidi ha parlato anche dei presunti condizionamenti. «Che un sindaco subisca pressioni è normale, non ne ho mai visto uno che non è costretto a subirle». Unico a rimarcare questo fatto – la presenza di cinque avvocati su dieci componenti della Giunta – il solo Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). «In campagna elettorale viene detto che saranno rappresentati tutti i piacentini, poi vediamo solo liberi professionisti. Dobbiamo rappresentare tutte le categorie nella gestione della cosa pubblica, non solo i liberi professionisti: anche studenti, impiegati, operai, casalinghe». Rabuffi ha anche chiesto all'Amministrazione di dedicare il suo impegno alla cura del verde, all'ambiente, alla lotta all'inquinamento. Da registare la critica di Stefano Cavalli (Lega Nord) all'indirizzo della precedente Amministrazione. «Con orgoglio – ha preso la parola Cavalli - rappresento il gruppo più numeroso. Oggi riponiamo i vessilli e le bandiere e iniziamo a lavorare per la città. Siamo giovani e meno giovani. Vediamo una città rassegnata, abbiamo l'impegno morale di collegare legalità e giustizia, le stelle polari della Lega Nord». Cavalli ha battibeccato con Giorgia Buscarini. «Vedo che quando parlo scuote la testa, proprio lei che era assessore al commercio e non sapeva neanche cosa voleva dire il commercio». Ha incalzato già l'attuale Giunta il consigliere di Forza Italia Mauro Saccardi. «Dobbiamo già fare qualcosa nei primi 30 giorni, non aspettare i cento giorni. Soprattutto sulla viabilità. Bisognerà pensare al terminal dei bus, al commercio, al Corso Vittorio Emanuele e a piazza Cittadella». Si dimostra già sulle barricate Giulia Piroli, ex assessore e oggi consigliere Pd. «Ho sentito una narrazione diversa tra il sindaco – chiamata "prima cittadina" e "sindaca" da Piroli – e alcuni interventi. Sento il vento dell'antipolitica, del lamento. Con questa propaganda si vincono le Elezioni ma non si governa la città. È facile criticare e molto più difficile amministrare. Sentirete la responsabilità».
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