Il prossimo anno sarà fuso con Pecorara e Nibbiano. Presentato un libro sui negozi del paese tra Otto e Novecento
A Caminata la festa del Carmelo
è stata l'occasione per celebrare
il piccolo borgo, che con le sue 252
anime contate a inizio anno è uno
dei più piccoli in Regione, e per salutare
la nascita del nuovo comune
nato dalla fusione con Pecorara e
Nibbiano. Dopo il referendum di fine
maggio, che ha dato il via libera
al progetto (per ora unico in provincia)
ieri è stata la prima occasione per ufficializzare il nuovo comune
Alta Valtidone. «È l'ultima volta che
festeggiamo come comune singolo
- ha detto il sindaco Carmine De
Falco - visto che il prossimo anno
saremo nel nuovo comune. Questo
non vuole dire perdere la nostra
identità. Caminata manterrà le sue
radici». Un omaggio alle radici di
questo borgo, ultimo lembo di territorio
piacentino a ridosso della diga
del Molato, lo ha fatto l'associazione
il Cammino, presentando ieri
una piccola pubblicazione, curata
da Elvy Costa Clerici e Giovanna
Scansani, sulla storia dei negozi e
delle attività commerciali tra Otto e
Novecento. Erano sarti, maniscalchi,
verdurai, orologiai, mobilieri,
botteghe alimentari. A condurre i
lettori è una poesia di Luisella Ferrari
che rievoca volti e nomi che animavano
un ricco commercio oggi
del tutto scomparso, a testimonianza
del lento spegnersi di comunità
montane un tempo fiorenti.
«Il programma triennale per la montagna - ha detto l'assessore regionale
Paola Gazzolo - ha l'obiettivo
di creare condizioni perché la
gente e le imprese restino sull'Appennino
e nuove persone possano
insediarvisi per costruire progetti di
vita». Sia lei, sia il consigliere regionale
Tommaso Foti, ospiti ieri a Caminata,
si sono complimentati per
l'esito del referendum. «I cittadini
hanno voluto la fusione e i sindaci
hanno saputo spiegare che non vuol
dire togliere identità», ha detto Gazzolo.
«Un segnale per tutta la provincia
di cooperazione, che consente
a territori a rischio abbandono di
continuare a vivere» secondo Foti.
Il borgo ha ospitato anche il vescovo,
monsignor Gianni Ambrosio,
che ha celebrato messa. E poi bancarelle,
sfilate musicali, gazebo della
Croce Rossa, mostre delle opere
di Aldo Carobbio.
Libertà
