Rassegna Stampa

Caminata festeggia per l'ultima volta il Carmelo come Comune

Data: 17/07/2017

Il prossimo anno sarà fuso con Pecorara e Nibbiano. Presentato un libro sui negozi del paese tra Otto e Novecento

A Caminata la festa del Carmelo è stata l'occasione per celebrare il piccolo borgo, che con le sue 252 anime contate a inizio anno è uno dei più piccoli in Regione, e per salutare la nascita del nuovo comune nato dalla fusione con Pecorara e Nibbiano. Dopo il referendum di fine maggio, che ha dato il via libera al progetto (per ora unico in provincia) ieri è stata la prima occasione per ufficializzare il nuovo comune Alta Valtidone. «È l'ultima volta che festeggiamo come comune singolo - ha detto il sindaco Carmine De  Falco - visto che il prossimo anno saremo nel nuovo comune. Questo non vuole dire perdere la nostra identità. Caminata manterrà le sue radici». Un omaggio alle radici di questo borgo, ultimo lembo di territorio piacentino a ridosso della diga del Molato, lo ha fatto l'associazione il Cammino, presentando ieri una piccola pubblicazione, curata da Elvy Costa Clerici e Giovanna Scansani, sulla storia dei negozi e delle attività commerciali tra Otto e Novecento. Erano sarti, maniscalchi, verdurai, orologiai, mobilieri, botteghe alimentari. A condurre i lettori è una poesia di Luisella Ferrari che rievoca volti e nomi che animavano un ricco commercio oggi del tutto scomparso, a testimonianza del lento spegnersi di comunità montane un tempo fiorenti. «Il programma triennale per la montagna - ha detto l'assessore regionale Paola Gazzolo - ha l'obiettivo di creare condizioni perché la gente e le imprese restino sull'Appennino e nuove persone possano insediarvisi per costruire progetti di vita». Sia lei, sia il consigliere regionale Tommaso Foti, ospiti ieri a Caminata, si sono complimentati per l'esito del referendum. «I cittadini hanno voluto la fusione e i sindaci hanno saputo spiegare che non vuol dire togliere identità», ha detto Gazzolo. «Un segnale per tutta la provincia di cooperazione, che consente a territori a rischio abbandono di continuare a vivere» secondo Foti. Il borgo ha ospitato anche il vescovo, monsignor Gianni Ambrosio, che ha celebrato messa. E poi bancarelle, sfilate musicali, gazebo della Croce Rossa, mostre delle opere di Aldo Carobbio.

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