Barbieri punta il dito contro i no ai progetti di recupero. Esposto di Italia Nostra e l'appalto dell'ex chiesa finisce nel mirino dell'Anac
«C'è qualcuno che vuole fermare Piacenza?». Quando la domanda del sindaco Patrizia Barbieri ha risuonato ammonitrice,
il consiglio comunale ha prestato l'attenzione dei momenti solenni. «In questo periodo me lo
sono chiesto», ha continuato sfoderando l'elenco di recenti contestazioni a importanti progetti
ereditati dalla precedente amministrazione: dalla riqualificazione della piazze Cittadella e Casali con il parcheggio interrato al restauro del Carmine e al piano di
recupero dell'area del consorzio
agrario Terrepadane.
«Nell'arco di poco tempo vedo sostenere che piazza Cittadella non
può andare avanti, è vero che io
ho detto che quel progetto non mi
piaceva e che andava migliorato,
ma non che si dovesse fermarlo.
Il Carmine non va bene neanche
quello. E su Terrepadane leggo
oggi interventi di chi vorrebbe far
diventare l'area un campus universitario. Ma Piacenza la facciamo crescere o non la facciamo
crescere? E' un discorso di responsabilità nell'interesse del territorio», ha concluso Barbieri con
una implicita chiamata in causa
anche dell'opposizione, quantomeno il versante di centrosinistra,
in una sorta di fronte comune a
difesa di progetti partiti con le
giunte precedenti e portati avanti da quella di centrodestra, anche
se in certi casi rivisti e modificati.
Uno scudo, quello alzato ieri dal
sindaco, a difesa dai poteri di interdizione scesi in campo nelle
ultime settimane. Il sindaco non
li ha nominati, ma è noto a tutti
che contro il progetto di piazza
Cittadella-Casali si sono scagliati in primis Legambiente e Italia Nostra, oltre ai residenti e negozianti della zona; che ancora Italia Nostra ha puntato duramente
il dito contro il soppalco realizzato all'interno del Carmine (ma
non va dimenticata un'interrogazione dei Liberali piacentini alla
giunta); che sempre in direzione
di Italia Nostra va il riferimento al
campus universitario pensato per
il sito di Terrepadane (v. articolo
a pag.15) che prevede invece un
mix di residenza e grande distribuzione (destinazioni già oggetto di ruvida polemica nella maggioranza di centrodestra per l'impatto sociale della residenza a
prezzi calmierati e per quello sui
negozi di vicinato di via Colombo e di tutto il centro storico).
Contestazioni lanciate a suon di
petizioni e comunicati stampa a
partire dalla fine del 2018 e che
oggi producono i primi effetti
concreti. Ne ha dato notizia Tommaso Foti (Fdi) nell'intervento
che, precedente a quello del sindaco, ne ha costituito un po' l'assist ideale. «Volete sapere perché
il Carmine è fermo?», ha chiesto all'aula in riferimento al cantiere
di restauro dall'autunno 2017 in
corso nell'ex chiesa tra via Borghetto e piazza Casali: «Perché, a
seguito di un esposto, è arrivata
una nota dell'Anac (l'Autorità nazionale anti-corruzione, ndr)che
dice che è stato appaltato a prezzi spropositati e quindi il Comune deve giustificare l'importo».
Quei lavori sono stati aggiudicati nell'estate del 2017 alla cordata
formata da Edilstrade, Cella Gaetano e Kairos: 5,2 milioni di euro,
1,2 dei quali stanziati dal Comune e 4 dalla Regione, ma di provenienza europea.
Chi ha fatto l'esposto? Foti non
l'ha detto, nemmeno risulta che
ne faccia menzione la comunicazione arrivata dall'Anac che, da
quanto si è appreso, si limita a
chiedere conto dell'importo a base d'asta facendo genericamente
riferimento a una segnalazione
pervenutale sul punto. In Comune non hanno comunque dubbi,
la convinzione diffusa è che la firma sulla segnalazione sia quella
di Italia Nostra.
Ma anche la riqualificazione di
piazza Cittadella con lo scavo del
parcheggio interrato che veniva
dato ormai vicino al definitivo disco verde, «volete sapere perché
non si fa?», è tornato retoricamente a domandare Foti: perché dal
ministero dei Beni culturali uno
dei dipartimenti apicali ha fatto
partire una richiesta di spiegazioni all'indirizzo della Soprintendenza regionale che in tutte le fasi di avanzamento ha alzato il disco verde al progetto.
E considerato che si tratta di fasi
di avanzamento che durano da
sette anni - risale al 2012 l'aggiudicazione dell'appalto alla cordata composta da Ccc di Bologna,
la piacentina Edilstrade building,
la Final di Palermo e la mantovana Apcoa - si giustifica il tono polemico di Foti verso una richiesta
di spiegazioni che giunge solo
adesso.
Libertà
