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Centrodestra, Trespidi sale ma Lino Girometta e' un ostacolo inatteso

Data: 13/03/2017

Trespidi quasi candidato ma spunta Girometta

• L'ingegnere Lino Girometta (ex An) apre a una sua candidatura a sindaco di natura civica che potrebbe rappresentare un ostacolo alle prospettive di Massimo Trespidi. Il nome dell'ex presidente della Provincia negli ultimi giorni ha preso sempre più quota nonostante le resistenze di certi ambienti di Forza Italia e della Lega. 

Centrodestra, Trespidi sale ma Lino Girometta è un ostacolo inatteso 
L'ex presidente della Provincia fa sul serio. A sorpresa l'ingegnere ex An apre a una sua candidatura a sindaco: se si vuole un civico ci sono  

PIACENZA • La candidatura a sindaco di Massimo Trespidi per il centro-destra avrebbe preso forma concreta. Chi lo frequenta dice che sta muovendosi già come se fosse in campagna elettorale. Sul professore di Castelsangiovanni, già presidente della Provincia dopo essere stato consigliere comunale a Piacenza e coordinatore dell'Udc, di Forza Italia e del Pdl, starebbero per venire meno le resistenze che in modo anche energico si erano manifestate inizialmente sul suo nome. Anzitutto all'interno di Forza Italia, dove contro l'opzione Trespidi si era levata la voce in primis del segretario provinciale Jonathan Papamarenghi. Tanto che il partito ha messo in campo, in contrapposizione, il suo vice segretario regionale Fabio Callori. Da superare, per Trespidi, anche le riserve della corrente della Lega che fa capo a Massimo Polledri, in conflitto con la segreteria provinciale retta da Pietro Pisani, che da parte del Carroccio avrebbe preferito l'indicazione di un suo militante anziché di un esponente dalla storia politica centrista. 
In convergenza su Trespidi risulta pure Fratelli d'Italia, nonostante tra i nomi circolati in questi giorni ci sia anche Patrizia Barbieri, ex assessore provinciale, data come molto vicina a Fdi.

Fdi esorta alla lista unica 
Non ha fatto riferimenti al candidato sindaco, ma in un post su Facebook il leader di Fratelli d'Italia, Tommaso Foti, ha esortato la coalizione a presentarsi alle comunali senza simboli di partito, ma «dando vita ad un'unica lista Centro Destra Unito» o "Alleanza di centrodestra". «Poi la strada sarebbe in discesa», scrive Foti in riferimento alle divisioni interne sia al centrosinistra sia ai 5 Stelle. Uno schema che potrebbe completarsi con l'affiancamento di una lista civica alla quale si starebbe già lavorando. Far digerire ai partiti la rinuncia ai simboli non sarà semplice. Ma prima ancora va sciolto in via definitiva il nodo del candidato sindaco. 
Chi resiste a Trespidi conta di poter avere frecce al suo arco da un sondaggio che si sarebbe deciso di commissionare. Oltreché da nuovi nomi di peso che dovessero emergere. 

La new entry 
Lino Girometta ad esempio. Il nome dell'ingegnere - titolare di un importante studio di progettazione, passato politico in Alleanza nazionale (è stato consigliere provinciale negli anni '90) con incarichi pubblici di rilievo locale e nazionale (presidente di Tesa, vicepresidente di Aler Milano e di Sea, ad di Difesa Servizi spa) - già nelle scorse settimane era finito nel toto-candidature. Ora torna in auge dal momento che, spiega l'interessato contattato da "Libertà", «alcune persone mi sono venute a fare questa proposta e, nonostante non abbia nessuna smania di lasciare la mia attività professionale, la cosa mi ha fatto riflettere un po' e mi ha fatto piacere, ma da qui a dire che sono tra i candidati in pectore ne corre, anche perché molti dei nomi che sono sul tavolo hanno la mia stima». E d'altro canto, «se è vero che da vent'anni non mi occupo più di politica, può darsi che sia venuto il momento di farlo», considera Girometta mostrandosi possibilista: «Se ci fosse un ampio numero di soggetti del centrodestra, che oggi è l'area politica in cui mi riconosco, che avessero voglia di confrontarsi con le mie idee per la città, perché no?». Per essere più espliciti, «allo stato non sono il candidato di nessuno, e siccome ci vuole l'assenso di tutte le forze politiche, la mia candidatura non esiste. Diverso sarebbe se si volesse andare su un candidato che nella vita si è occupato di lavori, di cose concrete». In altre parole, «la domanda vera è che cosa intendono fare le forze del centrodestra, se andare su un candidato politico, su uno della società civile o su uno della società civile che abbia un po' di senso politico, che abbia un'idea di città gestita in modo manageriale che corrisponde alla mia visione, e non so se questo è compatibile con le forze di centrodestra».

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