Foti: ritardi sui lavori pubblici per colpe passate. Pavesi difende Polledri e Putzu
«Questa maggioranza non è assolutamente
in difficoltà, è solida ed
è orgogliosa del lavoro fatto dall'assessore
Passoni che giustamente ci
ricorda che il Comune non naviga
nell'oro». Il capogruppo della Lega
Nord, Stefano Cavalli, non ha gradito
i riferimenti «agli imbarazzi leghisti»
fatti da Christian Fiazza durante
il dibattito sul consuntivo 2017 approvato
con i voti del centrodestra
e l'astensione delle opposizioni. Un
intervento in cui il consigliere del Pd
ha parlato di «una città governata da
una rappresentanza importante
della borghesia medio-alta» con il
Carroccio, «che si fregia di rappresentare
le classi medio-basse della
società», relegato al ruolo di «comprimario».
Così come Tommaso
Foti (Fdi), a giudicare dalla sua reazione
stizzita, non deve aver apprezzato
l'etichetta di «fuoriclasse» affibbiatagli
da Massimo Trespidi (Liberi) che gli riconosceva la grande capacità
di cementare la coalizione
nei momenti più complessi, visti anche
i diversi posizionamenti sull'aumento
dell'Irpef previsto per il 2019
(«Noi non la voteremo» ha promesso
Cavalli). Foti ha accusato di «falsità»
le opposizioni, di «aver scambiato
il voto sul consuntivo con le linee
di mandato» e di non «comprendere
i numeri». Sostenendo
inoltre che l'amministrazione ha attuato
«una spending review difficile
e attenta, che consente di recuperare
risorse da investire altrove». Dove?
Foti non ha dubbi: «In particolare
sui lavori pubblici perché questa
città è indietro in modo vergognoso
a causa di scelte attuate in
passato» ha detto invitando poi
l'esecutivo a ridurre «il clientelismo
che per anni è regnato nel welfare».
Eppure la Lega - che come dimostra
la vicenda Acer ha qualche crepa al
proprio interno - ha dovuto fare i
conti con Nelio Pavesi che, pur votando
a favore del consuntivo, non
ha risparmiato appunti: «Non ho
trovato giusta la soppressione della
gratuità dell'uso dei pullman per gli
over 65» ha detto aggiungendo che
«le buche nelle strade vanno chiuse
e che le risorse per queste cose
cui la gente bada vanno trovate
sempre». Per poi concludere schierandosi
in difesa degli assessori
Massimo Polledri e Filiberto Putzu,
fino a pochi giorni fa dati in bilico:
«Hanno idee e sono molto propositivi.
Trovo quantomeno strano che
siano gli unici a rischiare il rimpasto».
Libertà
