Rassegna Stampa

Commissione delle elette, nonostante i mal di pancia si' del centrodestra

Data: 21/11/2017

Istituito l'organismo formato dalle consigliere donne per la lotta alle discriminazioni. M5s e cinque della maggioranza votano no

Continua a esistere la commissione delle elette. Anche con il centrodestra al governo. Nonostante il centrodestra, verrebbe da dire forzando un po' la mano all'animata discussione di ieri in consiglio comunale. I voti a favore dell'istituzione della commissione speciale formata dalle sole consigliere di sesso femminile sono stati la larga maggioranza. I sette contrari arrivano dal M5s e dal centrodestra dove, non a caso, la linea prevalente è stata la libertà di voto. A introdurre il dibattito, caldeggiando la permanenza di un organismo chiamato a promuovere iniziative per le pari opportunità e contro le discriminazioni del sesso "debole", è stata Gloria Zanardi (Liberi). Le altre quattro esponenti in rosa dell'aula hanno tutte aderito: «E' un onore farne parte», ha detto Lorella Cappucciati (della Lega come anche Chiara Reboli), «Essere donne al giorno d'oggi non è facile», ha fatto eco Giulia Piroli (Pd) proponendo che il gettone di presenza per le sedute della commissione sia «devoluto alle associazioni che si occupano di questi temi». E Giorgia Buscarini (Pd) ha sottolineato come «cinque donne su 32 seggi consiliari non sia una rappresentanza granché numerosa». «Non riesco proprio a votare a favore, non c'è un minimo di razionalità», ha sparato Levoni sulla commissione portando l'elezione di un sindaco donna e la nomina poi di una vice donna come espressione già più che sufficiente a garanzia della massima tutela del entile sesso. «Non credo che le donne abbiano bisogna di una commissione per essere tutelate», gli ha dato man forte Filippo Bertolini (Fdi) che pure ha votato no come il compagno di partito Nicola Domeneghetti. Sì invece di Tommaso Foti (Fdi) che ha però esortato le elette a portare annualmente all'esame dell'aula la relazione dell'attività, così «rendersi conto se la commissione è utile o se ha esaurito la sua funzione». Se, secondo Foti, «non votarla sarebbe fornire l'alibi a chi ci vuole attaccare (è arrivato il centrodestra, hanno tolo l'organismo delle elette)», Stefano Cavalli (Lega) ha ammonito dal rischio che «serva solo per dare visibilità a qualcuno». La libertà di voto lasciata dal Carroccio si è tradotta in sei favorevoli e due contrari (Manuel Di Corcia e Davide Garilli). «E' discriminante», ha motivato Andrea Pugni il no del M5s, mentre Forza Italia, con Michele Giardino e Francesco Rabboni, ha dichiarato un sì convinto. Idem Piacenza in Comune, e Christian Fiazza (Pd), nel ricordare che il nuovo regolamento del consiglio comunale ha trasformato da obbligatoria a facoltativa l'istituzione della commissione delle elette, ha sottolineato come il senso non sia «ritagliare un recinto, ma sensibilizzare la parte maschile della società piacentina» sulle istanze in rosa. E durante la seduta di ieri proprio una mozione sottoscritta dalle cinque consigliere (Zanardi prima firmataria) è stata approvata all'unanimità. Impegna la giunta a «rafforzare le iniziative per prevenire e contrastare la violenza contro le donne», e a «promuovere la cultura delle pari opportunità». A Giulia Piroli (Pd), che ha citato Pulcheria tra gli eventi efficacemente organizzati sin qui sul tema, ha ribattuto il centrodestra rilanciando la polemica contro la rassegna annuale sui talenti delle donne: «Abbiamo già detto chiaramente che Pulcheria non si fa in alcun modo», ha tuonato Cavalli spalleggiato da Foti.

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