Il "team" degli stakanovisti dell'aula: Buscarini, Chiappa, Pecorara, Rabboni, Colla, Rabuffi, Levoni, Zanardi, Pavesi e Dagnino
Presenti e assenti, dopo tredici
mesi di attività amministrativa
è possibile tracciare un primo bilancio
sulla produttività dei consiglieri
comunali piacentini. Le
pedine immancabili a Palazzo
Mercanti, quelle che non si sono
mai sottratte al consiglio comunale
nelle 33 sedute totali, sono
Giorgia Buscarini (Pd), Ivan
Chiappa, Sergio Pecorara e Francesco
Rabboni (Forza Italia), Roberto
Colla (Piacenza Più), Luigi
Rabuffi (Piacenza in Comune),
Antonio Levoni (Liberali), Gloria
Zanardi (gruppo misto), Nelio
Pavesi (Lega Nord) e Sergio Dagnino
(M5s). Sul fondo della classifica,
invece, si trovano Paolo
Rizzi (Piacenza Più) con 21 presenze,
Filippo Bertolini (Fdi) con
24 presenze, Mauro Monti (Liberi)
con 27 presenze e Christian
Fiazza (Pd) con 29 presenze. I dati
fanno riferimento al periodo
compreso dal 28 giugno 2017 al
27 agosto 2018. «Sono un professore
universitario, non riesco a
seguire tutto. E poi non mi considero
un uomo d'opposizione,
preferisco costruire», dice Rizzi,
replicando anche ai malumori di
chi si sarebbe aspettato un impegno
maggiore per il ruolo ricoperto
da ex-candidato a sindaco del
centrosinistra.
Un altro indicatore per misurare
il rendimento dei consiglieri comunali
è la partecipazione alle
commissioni consiliari, suddivise in servizi sociali, sviluppo economico,
assetto istituzionale e
utilizzazione del territorio, oltre
alla commissione speciale di garanzia
e controllo. Al primo posto
per la dedizione nelle commissioni
c'è Luigi Rabuffi (Piacenza
in Comune) con 32 presenze,
motivate anche dal fatto
che - essendo l'unico rappresentante
eletto per la sua lista - cerca
di essere ubiquo. Seguono
Gloria Zanardi (gruppo misto)
con 28 presenze, Andrea Pugni
(M5s) con 27 presenze e Antonio
Levoni (Liberali) con 25 presenze.
Solo una presenza nelle commissioni
per il puntiglioso Tommaso
Foti (Fratelli d'Italia),
senz'altro a causa anche degli impegni
avuti in Regione prima e in
Parlamento da qualche mese.
Con 5 presenze, gli fanno compagnia Mauro Saccardi (Forza
Italia ) e i leghisti Marvin Di Corcia,
Davide Garilli e Marco Montanari.
Il gettone di presenza ammonta
a 81 euro in consiglio comunale
e 63 euro in commissione.
La medaglia d'oro per gli atti
ispettivi depositati - come mozioni,
interrogazioni e risoluzioni indirizzate
alla Giunta - va a Christian
Fiazza (Pd), che ha recapitato
ben 40 documenti al sindaco
e agli assessori per vederci
chiaro sulle istanze cittadine: «Sono
stato meno presente in consiglio
comunale perché ero occupato
a scrivere le interrogazioni»,
commenta con ironia l'esponente
dem, incredulo di fronte alla
mole d'inchiostro che ha riversato
sui fogli. Poco distanti da Fiazza
- con uno scarto netto da tutti
gli altri colleghi - ecco Gloria Zanardi
(gruppo misto) con 31 atti,
Giulia Piroli e Stefano Cugini (Pd)
rispettivamente con 28 e 27 atti
sottoscritti.
La Zanardi - detta "Super G" sui
social network - rientra nei migliori
piazzamenti di tutti gli ambiti
trascinati sotto la lente d'ingrandimento.
I suoi interventi
toccano le problematiche ordinarie:
dall'asfalto a gruviera alle
buche sui marciapiedi, dalla segnaletica
ai litigi stradali... «I numeri
parlano chiaro - commenta
soddisfatta -, cerco di garantire
un lavoro concreto per Piacenza.
Ci sono consiglieri comunali
che, nonostante le presenze in
aula, non portano alcun contributo
nella discussione».
Libertà
