L'ORDINANZA / INTRECCIO DI RELAZIONI TRA PUBBLICO E PRIVATO
Il gip Luca Milani mette in luce i rapporti ritenuti collusivi nelle compagini di soci in affari
Fanno un inciso i magistrati quando aprono il capitolo via Genova sul parcheggio pubblico per la cui gestione la proprietà del nuovo palazzo sorto sulle ceneri dell'ex distributore Agip chiede, secondo l'accusa, l'intervento dell'onorevole Tommaso Foti e dell'assessora Erika Opizzi (Urbanistica) al fine di ottenere una convenzione economicamente vantaggiosa. Un inciso su «soggetti e società» interessate, a partire dalla "Via Genogettista va 3 srl" che ha realizzato il palazzo. Il presidente è Alessandro Pignacca che ha il 25% delle quote, socio di maggioranza è Lino Girometta, «uno degli ingegneri più in vista della città», viene descritto nell'ordinanza del gip Luca Milani, con un passato politico nell'Msi e in An e incarichi pubblici di rilievo locale e nazionale (presidente di Tesa, vicepresidente di Aler Milano e di Sea, ad di Difesa Servizi spa). Socio di minoranza è Gianluca Croce, consigliere comunale a Ottone, mentre il 15% di quote è in mano alla società "Scs Costruzioni" di cui sono titolari Nunzio ed Emanuele Susino e Massimo Campo, quest'ultimo anche nel cda della "Via Genova. «Appare palese», scrive il gip, «come Croce, ma soprattutto Girometta, si trovino nelle condizioni di evidente conflitto di interesse» con i due Susino. Il riferimento è alla vicenda della centralina di Cerignale di cui «il Girometta è il pro- (e di fatto direttore lavori): per tale opera pubblica Emanuele Susino risulta ufficialmente subappaltatore, ma di fatto i lavori sono stati gestiti da Nunzio Susino, al quale tutte le parti in causa (compreso il Girometta) fanno riferimento per la realizzazione delle opere». «Croce , invece, è consigliere comunale a Ottone», prosegue l'ordinanza, «Ente per il quale Nunzio Susino ha eseguito diversi lavori pubblici, alcuni dei quali oggetto di indagine per le collusioni registrate con l'architetto Simona Cerruti e il sindaco Federico Beccia ». «In ragione di siffatte relazioni, sarà doveroso», secondo l'accusa, «un approfondimento valutativo » su tutti i casi in cui i protagonisti in conflitto d'interesse avrebbero dovuto astenersi dal fornire pareri e altre procedure.
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