Dopo l'ennesimo dito puntato sul passato, l'ex sindaco e la sua giunta replicano all'amministrazione Barbieri: «Coprite la vostra incapacità»
Siete al governo da un anno e
mezzo, basta con il ritornello che è
tutta colpa dell'amministrazione di
prima, uno scaricabarile insopportabile che serve a nascondere le vostre pecche, a maggior ragione
quando si tratta di scelte la cui paternità è in capo proprio alla giunta
Barbieri.
E' il grido di battaglia con cui l'ex sindaco Paolo Dosi, che rompe un silenzio che durava dalle elezioni, e
la sua squadra quasi al completo
lanciano l'offensiva ai loro successori a Palazzo Mercanti. Il casus belli sono state le mosse dall'assessore
Erika Opizzi per i disservizi dello
sportello Sueap, che si occupa della digitalizzazione delle pratiche urbanistiche. «Ancora una volta siamo costretti a confrontarci con malfunzionamenti e inefficienze imputabili alle scelte della giunta Dosi,
che si ripercuotono sul lavoro degli
uffici e sulle attività dei cittadini», ha
scritto Opizzi in un comunicato (v.
"Libertà" del 16 gennaio), per poi
chiedersi su Facebook «come
un'amministrazione possa fare atti
che portano a selezionare soggetti
imbarazzanti a condizioni contrattuali vergognose». È per ribellarsi a quello che hanno
definito «l'ennesimo scaricabarile»
che Dosi e i suoi hanno convocato
una conferenza stampa. «La giunta
Barbieri in questi mesi ha spesso
chiamato in causa quella precedente, cioè noi, nel caso del servizio
Suaep lo ha fatto con una forzatura,
le tempistiche degli atti smentiscono in modo chiaro questa presa di
posizione dell'assessore Opizzi: il 20
giugno 2017 è scaduto il precedente bando, pochi giorni prima della
fine del nostro mandato, assegnato
poi a settembre 2017 e con i lavori
consegnati a novembre, c'è perciò
una compartecipazione della nuova giunta al bando che non si può trascurare, perché ha contribuito
questa amministrazione ad assegnare il servizio». E, in ogni caso, «se
ci si accorge che esiste un problema
a uno sportello dopo 19 mesi dall'insediamento, significa che non c'è
contezza dei problemi reali».
Così Dosi ha replicato nel merito del
caso Sueap per poi allargare lo
sguardo. La sua «impressione» è
«che ci sia un'incapacità a mettere
in campo risposte adeguate ai problemi». Ha parlato di «azione continua di rimando», di «manifesta impossibilità a prendere decisioni a temi attuali», di «situazione imbarazzante»: «Credo che nelle limitate
possibilità che hanno le amministrazioni comunali queste siano tutte manifestazioni di debolezza».
Meno leggero l'ex assessore e oggi
capogruppo Pd in Comune Stefano
Cugini. Al di là del caso Opizzi («Il
"soggetto imbarazzante" incaricato
del servizio è stato selezionato dagli
uffici in piena amministrazione Barbieri, e i bandi li decidono i tecnici,
non gli amministratori»), «mi pare
sempre più evidente l'inadeguatezza a gestire la cosa pubblica, le grandi questioni come piscina, piazza
Cittadella, Bando Periferie, Borgo
Faxhall vedono la nave del centrodestra non salpare dal porto». Cugini ha attaccato la giunta Barbieri anche nel caso Auchan sollevato da
Tommaso Foti (Fdi) nel derby con
Lodi: «Concordiamo con Foti sulla
necessità di prendere contatti con
Auchan per contribuire a una risagomazione di piazzale Milano e alla reintroduzione della navetta bus
per il centro commerciale, rimarchiamo però che così tira la giacca
al suo sindaco, il Comune non ha infatti risposto a ben tre inviti a partecipare al tavolo negoziale sull'ampliamento di Auchan arrivati da San
Rocco: viene spontaneo domandare chi prende le decisioni in Comune». Cugini ha sottolineato che Giulia Piroli (Pd) «riportò la questione
in Consiglio, nel silenzio di tutti, soprattutto della Lega, a Piacenza subalterna a Fdi, che si vede ritorcere
contro il suo slogan "Prima i piacentini" con "Prima i lodigiani" per
quanto riguarda l'assunzione dei dipendenti» da parte di Auchan.
Libertà
