IL SUPER ESPERTO SOSTENITORE DEL "METODO" - VOCI PRO E CONTRO
«Non sono Maradona, ma neppure
il pifferaio magico» avverte
simpaticamente il piemontese Paolo
Verri che è il facilitatore in capo di
tutta l'operazione, l'esperto che ha
accompagnato Matera a diventare
capitale europea della cultura 2019,
e già a 27 anni il più giovane direttore
del Salone del Libro di Torino. E'
di natura evidentemente molto proattiva
e positiva (a Piacenza il suo incarico,
a quanto si dice, supera i 25
mila euro, più o meno: «Non sono
ottimista perché mi pagano, ma mi
pagano perché sono ottimista»
scherza alla fine).
Al suo fianco c'è anche Roberto Arditti
e altri due "tutor" chiamati per l'occasione.
Il progetto si erge su quattro capisaldi,
quattro tavoli di discussione che
lavorano in mattinata. «Scriviamo
un dossier per i sette esperti che giudicheranno».
E servirà la retorica
giusta per convincerli, spiega.
In seguito alla consegna del dossier
il 15 settembre (lo sta realizzando
graficamente Santafranca60), saranno
in agenda altre due tappe dopo
la seconda metà di novembre per
decidere la strategia del "dopo", sia
che si entri nella rosa dei super candidati
tra le decine di concorrenti,
sia che non succeda. E se entrassimo?
«Oltre al comitato promotore
si farà un comitato sostenitore aperto a tutti». Un comitato d'onore e un
comitato organizzatore «con un manager
che trasformi le idee in programma».
Se saremo in corsa, ci saranno
due mesi per compilare il volume
finale. «Non abbiamo migliaia
di battute da inserire, il dossier oggi
è già suddiviso in quindici capitoli»
c'è la visione generale , sono state
individuate le quattro aree di sviluppo
(strategia, turismo, innovazione,
inclusione) e il tema del crocevia da
condividere e rilanciare. «Ci mancavano
l'obiettivo e l'automonitoraggio»:
e ieri sono arrivati, anche se
è più un modo per dire "partecipate!"
piuttosto che altro.
Il turismo è un elemento-chiave dei prossimi decenni, siamo un luogo
di passaggio, un crocevia della logistica
nazionale, ma degli 8 milioni
di potenziali utenti intorno, ne
cogliamo il 5 per cento, possiamo
arrivare al 10, si diceva, (la media
nazionale è del 16). E se lavoriamo
bene, a prescindere dal titolo «in tre
anni Piacenza potrà raddoppiare
la sua attrattività.
E si torna al "metodo" e al "marketing",
perché si dà il caso che l'attuale
capitale della cultura, Pistoia
2017, sia stata un mezzo flop: «di Pistoia
non si hanno notizie, nessuno
è stato attirato, il progetto non
era abbastanza attrattivo».
Foti su Banca di Piacenza
A margine, è arrivata in giornata
una lunga nota del consigliere comunale
di maggioranza Tommaso
Foti, ne daremo meglio conto,
ma fra le altre cose dice: «Va recuperato
e da subito il rapporto con la
Banca di Piacenza che da sempre svolge un ruolo di promozione della
cultura in ambito locale encomiabile,
di grandissima qualità e
senza alcun costo a carico della collettività,
la cui inclusione tra i soggetti
promotori dell'evento, ancora
prima che dovuta appare naturale».
Esse: fumo negli occhi
Alberto Esse assiste ai lavori ma giudica
la proposta della candidatura
«demagogica», «fumo negli occhi
dei cittadini con cui i Partiti in modo
bipartisan e consociativo vogliono
nascondere il loro sostanziale disinteresse
nei confronti della Cultura
e dell'Arte».
Cariparma
In una breve nota, Crédit Agricole
Cariparma ritaglia per sé in questa
fase il ruolo di «ascoltatore attivo dei
progetti e delle esigenze avanzate
al Comitato Promotore», sempre
attenta allo sviluppo economico.
Libertà
