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E Verri: 'Non sono Maradona ma neppure il pifferaio magico...'

Data: 10/09/2017

IL SUPER ESPERTO SOSTENITORE DEL "METODO" - VOCI PRO E CONTRO

«Non sono Maradona, ma neppure il pifferaio magico» avverte simpaticamente il piemontese Paolo Verri che è il facilitatore in capo di tutta l'operazione, l'esperto che ha accompagnato Matera a diventare capitale europea della cultura 2019, e già a 27 anni il più giovane direttore del Salone del Libro di Torino. E' di natura evidentemente molto proattiva e positiva (a Piacenza il suo incarico, a quanto si dice, supera i 25 mila euro, più o meno: «Non sono ottimista perché mi pagano, ma mi pagano perché sono ottimista» scherza alla fine). Al suo fianco c'è anche Roberto Arditti e altri due "tutor" chiamati per l'occasione. Il progetto si erge su quattro capisaldi, quattro tavoli di discussione che lavorano in mattinata. «Scriviamo un dossier per i sette esperti che giudicheranno». E servirà la retorica giusta per convincerli, spiega. In seguito alla consegna del dossier il 15 settembre (lo sta realizzando graficamente Santafranca60), saranno in agenda altre due tappe dopo la seconda metà di novembre per decidere la strategia del "dopo", sia che si entri nella rosa dei super candidati tra le decine di concorrenti, sia che non succeda. E se entrassimo? «Oltre al comitato promotore si farà un comitato sostenitore aperto a tutti». Un comitato d'onore e un comitato organizzatore «con un manager che trasformi le idee in programma». Se saremo in corsa, ci saranno due mesi per compilare il volume finale. «Non abbiamo migliaia di battute da inserire, il dossier oggi è già suddiviso in quindici capitoli» c'è la visione generale , sono state individuate le quattro aree di sviluppo (strategia, turismo, innovazione, inclusione) e il tema del crocevia da condividere e rilanciare. «Ci mancavano l'obiettivo e l'automonitoraggio»: e ieri sono arrivati, anche se è più un modo per dire "partecipate!" piuttosto che altro. Il turismo è un elemento-chiave dei prossimi decenni, siamo un luogo di passaggio, un crocevia della logistica nazionale, ma degli 8 milioni di potenziali utenti intorno, ne cogliamo il 5 per cento, possiamo arrivare al 10, si diceva, (la media nazionale è del 16). E se lavoriamo bene, a prescindere dal titolo «in tre anni Piacenza potrà raddoppiare la sua attrattività. E si torna al "metodo" e al "marketing", perché si dà il caso che l'attuale capitale della cultura, Pistoia 2017, sia stata un mezzo flop: «di Pistoia non si hanno notizie, nessuno è stato attirato, il progetto non era abbastanza attrattivo». 

Foti su Banca di Piacenza 
A margine, è arrivata in giornata una lunga nota del consigliere comunale di maggioranza Tommaso Foti, ne daremo meglio conto, ma fra le altre cose dice: «Va recuperato e da subito il rapporto con la Banca di Piacenza che da sempre  svolge un ruolo di promozione della cultura in ambito locale encomiabile, di grandissima qualità e senza alcun costo a carico della collettività, la cui inclusione tra i soggetti promotori dell'evento, ancora prima che dovuta appare naturale».

Esse: fumo negli occhi 
Alberto Esse assiste ai lavori ma giudica la proposta della candidatura «demagogica», «fumo negli occhi dei cittadini con cui i Partiti in modo bipartisan e consociativo vogliono nascondere il loro sostanziale disinteresse nei confronti della Cultura e dell'Arte».  

Cariparma 
In una breve nota, Crédit Agricole Cariparma ritaglia per sé in questa fase il ruolo di «ascoltatore attivo dei progetti e delle esigenze avanzate al Comitato Promotore», sempre attenta allo sviluppo economico.  

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