L'onorevole di Fdi: «Il coraggio dei pavidi che se la prendono con chi non può più replicare»
«Con il coraggio dei pavidi, approfittando della mia impossibilità
a replicare in quanto non più componente del consiglio comunale,
continuo a essere destinatario di attacchi inauditi - diretti o meno - in
detto consesso, come risulta anche
dai resoconti di stampa, con buona
pace di ogni regola di civiltà prima
ancora che del regolamento, che
pure sul punto è chiaro».
È l'incipit di un comunicato inviato
ieri dall'onorevole Tommaso Foti
(consigliere comunale di Fdi fino alle dimissioni di poche settimane fa)
«in relazione», si spiega nella nota,
«ad alcuni riferimenti alla sua persona nelle recenti sedute del Consiglio», compreso, è immaginabile,
quello fatto da Sergio Dagnino
(M5s) nell'ultima seduta. In coda
alle polemiche tra Fdi e il compagno di gruppo Andrea Pugni, Dagnino ha espresso «solidarietà a tutti i consiglieri comunali per tutte le
volte in cui in questi due anni hanno dovuto assistere a episodi con
urla che si sono sentite fino in piazza Cavalli o oltre». E tutti hanno inteso che il riferimento fosse a Foti.
Il quale così continua nella sua nota: «Tanto denuncio, anche all'opinione pubblica, affinché tutti sappiano di che pasta son fatti personaggi che si atteggiano a capitani
coraggiosi ma ricordano solo caporali codardi. Tuttavia, a chi si diletta
a sproloquiare su di me, non posso
che dedicare quanto scriveva Oscar
Wilde: «A volte è meglio tacere e
sembrare stupidi che aprire la bocca e togliere ogni dubbio».
Libertà
