Rassegna Stampa

Foti citato negli atti 'Lui sa se si puo'...'

Data: 11/02/2022

IL PARLAMENTARE 
SUSINO NE PARLA NELLE INTERCETTAZIONI

Il deputato è indagato. L'imprenditore dice di avergli dato 3mila euro. FdI lo difende: è un galantuomo

IL CAPITOLO SUL COMUNE DI PIACENZA/ L'IMPRENDITORE CERCÒ APPOGGI ALL'URBANISTICA

Opizzi e Foti tra gli indagati l'assessora si è dimessa il deputato citato da Susino

IPOTESI DI AZIONI CORRUTTIVE E DI TRAFFICO DI INFLUENZE «GLI HO DATO 3MILA EURO»

Tommaso Foti ed Erika Opizzi sono indagati nell'inchiesta della Procura: l'ipotesi a loro carico è corruzione e traffico di influenze illecite per avere favorito, in cambio di denaro o altre utilità, operazioni immobiliari di imprenditori privati, tra cui quel Nunzio Susino indicato dagli investigatori come il pivot di un'attività corruttiva nel settore degli appalti (e non solo) dai contorni di associazione a delinquere. Foti e Opizzi sono entrambi di Fratelli d'Italia, il primo con un cursus honorum che dal consiglio comunale l'ha portato in Parlamento, la seconda con l'incarico nella giunta Barbieri di assessora all'Urbanistica, una delle deleghe più pesanti. Da quell'incarico ieri pomeriggio Opizzi si è dimessa, davanti a un quadro accusatorio che la descrive «"gestita" dallo stesso Foti», si legge nell'ordinanza del gip Luca Milani che riporta quanto emerge dalle intercettazioni di Susino. "Gestita" nel senso che «sia espressione politica del più illustre esponente di FdI». «Le mani su Piacenza». Così è intitolato il capitolo dell'ordinanza dedicato ai rapporti tra l'imprenditore originario di Gela e Foti, «personaggio di così elevata caratura politica» che nei piani di Susino poteva consentirgli di «puntare all'assegnazione in forma fraudolenta di gare d'appalto di rilevanza sempre maggiore, all'interno del Comune di Piacenza e non solo», scrive il gip sulla base di conversazioni intercettate. Conversazioni peraltro, quelle a cui avrebbe «preso parte l'onorevole», per il cui utilizzo a fini probatori la Procura chiederà la necessaria autorizzazione alla Camera dei deputati. Quelle intercorrenti tra Susino e altri indagati presentano ad avviso dei pm un «altissimo grado di attendibilità », tanto da potersi escludere che «vengano fatte a "beneficio di microfono"», cioè per ingannare chi fosse all'ascolto. Né gli inquirenti ritengono Susino incline alla millanteria. A partire dai «riscontri» in una delle due vicende per cui Foti e Opizzi sono indagati. Il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Ferriere, Carlo Bruno Labati, uno dei sodali di Susino, chiede a quest'ultimo di «intercedere presso Foti e altri funzionari» dell'Urbanistica di Palazzo Mercanti «al fine di ottenere l'edificabilità di alcuni terreni di famiglia» nella frazione di La Verza. E' la fne del 2019. Nell'ordinanza vengono documentati incontri di Susino nella sede di FdI (uffici nei quali si reca «per l'ennesima volta») e telefonate «al fine di ottenere l'edificabilità » dei terreni. L'imprenditore afferma di «avere dato all'onorevole la disponibilità a ricompensarlo economicamente mediante il finanziamento della campagna elettorale». La «conferma dell'accordo corruttivo a tre (Labati-Susino-Foti) », secondo i magistrati la dà un'intercettazione successiva in cui Susino racconta che all'incontro nella sede di FdI - dove c'erano anche «Fabio Callori, Giancarlo Tagliaferri e tale Gloria identificabile in Zanardi Gloria» - Foti «avrebbe affermato che Susino e Labati andavano "aiutati" e ricompensati per il sostegno economico garantito da Susino al partito: "Questo è quello che sta dando di più per tutta la situazione e dobbiamo dare una mano sia a lui e sia diciamo la famiglia Labati" ». Durante la conversazione l'imprenditore, continua l'ordinanza, «ripete più volte come abbia sancito con Foti un preciso accordo corruttivo, nel cui ambito avrebbe ricevuto la richiesta del parlamentare di una dazione di 15mila euro a fronte del buon esito della pratica» sui terreni. La seconda vicenda nel mirino degli inquirenti chiama direttamente in causa Opizzi. Ritiene l'accusa che Susino abbia consegnato a Foti 3mila euro «al fine di ottenere il compimento di atti contrari ai doveri d'ufficio» da parte dell'assessora all'Urbanistica. Al centro c'è la convenzione per la gestione del parcheggio del nuovo palazzo sorto in via Genova sulle ceneri del preesistente distributore Agip. Opizzi avrebbe «agevolato la stipula» della convenzione, «a condizioni favorevoli per il privato». Il progetto edilizio aveva avuto il via libera del consiglio comunale nella primavera 2017 (giunta Dosi) e prevedeva due piani di parcheggi a uso pubblico: 30 posti auto ricavati su due livelli sopraelevati (in aggiunta ai garage condominiali nell'interrato) con tariffa di utilizzo pari ai parcometri comunali. La proprietà dell'immobile, la società "Via Genova srl", ha tra i soci Susino che «chiede la mediazione di Foti affinché intervenga presso Opizzi» al fine di «garantire alla società favorevoli vincoli contrattuali» e aumentando il numero dei posti auto convenzionati. Tra i soci della "Via Genova", e con quote di maggioranza, c'è anche Lino Girometta, «uno degli ingegneri più in vista della città», viene descritto nell'ordinanza. Un passato politico nell'Msi e in Alleanza nazionale (è stato consigliere provinciale negli anni '90), con incarichi pubblici di rilievo locale e nazionale (presidente di Tesa, vicepresidente di Aler Milano e di Sea, ad di Difesa Servizi spa), Girometta è tra gli indagati dell'inchiesta. «Il signore di Forza Italia», lo indicano i soci nelle intercettazioni rimarcandone il forte legame politico delle origi- ni con Foti (« Allora erano come fratelli»). Contattato ieri da "Libertà", l'onorevole di FdI, che in questi giorni è ricoverato perche contagiato dal Covid, non ha ritenuto di rilasciare dichiarazioni. Ha parlato invece la sindaca Barbieri, in generale sull'inchiesta: «Siamo tutti sotto choc, noi sindaci ci siamo sentiti e dobbiamo ancora realizzare quanto è accaduto. È stato davvero un pugno allo stomaco», ha commentato dicendo di «confidare nel lavoro della magistratura che possa fare chiarezza e soprattutto, se ci sono equivoci, che questi ultimi vengano chiariti. Naturalmente noi non sappiamo nulla di come stiano le cose, se non quello che abbiamo appreso dalle informazioni della stampa». Da FdI ha parlato il capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida: «Tommaso Foti è un galantuomo. In questo momento è ricoverato in ospedale e questo indebolisce la sua possibilità di rispondere personalmente con il carattere da sempre dimostrato. Nonostante in questi mesi il nostro collega abbia dovuto sopportare una terribile battaglia personale contro una grave patologia non ha fatto mai mancare il suo prezioso impegno nel territorio e in Parlamento. Attenderemo con fiducia nella magistratura che si concluda l'inchiesta che marginalmente lo coinvolge. Nel frattempo rinnoviamo la nostra stima e vicinanza a Tommaso Foti certi della sua estraneità ai fatti che gli vengono imputati». Gli h fatto eco Guido Crosetto con un tweet di solidarietà a Foti che pubblichiamo qui a lato. 

Il quadro accusatorio descrive l'assessora "gestita" da Foti Convenzione   "pilotata" per il parcheggio del palazzo in via Genova Documentati incontri di Susino nella sede  di FdI Il parlamentare avrebbe  affermato che andava   aiutato « Tommaso    è un galantuomo,    gli rinnoviamo    la stima» (Lollobrigida  - FdI)

IL TWEET
di Guido Crosetto co-fondatore di Fratelli d'Italia per esprimere solidarietà a Tommaso Foti. "Fra le tante persone conosciute in politica - scrive - Foti è una delle figure più limpide e pulite"

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