Rassegna Stampa

Foti: non saro' in lista pero' FdI fara' il pieno

Data: 21/04/2022

INTERVISTA IL LEADER DELLA DESTRA

Tommaso Foti conferma che non si candiderà («Lo dissi tre anni fa») ma è convinto che Fdi otterrà a Piacenza un risultato record. E su Patrizia Barbieri: «Sindaca presente e capace, vincerà ancora»

«No, non mi candido ma FdI farà il boom Liberali? Mai dire mai»

Conferma che non si ricandiderà, « Lo dissi tre anni fa e non ho mai cambiato idea». Ma nonostante l'assenza in lista del suo storico leader, « FdI raggiungerà il risultato più alto mai ottenuto a Piacenza da una formazione politica di destra alle elezioni comunali ». E il mancato accordo con i Liberali piacentini? « Anzitutto sono amici. E poi se si vuole c'è ancora lo spazio per confrontarsi e discutere. Mai dire mai». Tommaso Foti, parlamentare di Fratelli d'Italia di lungo corso, fa le carte alla campagna elettorale appena iniziata e si dice sicuro: « La sindaca Patrizia Barbieri è stata presente, si è assunta grandi responsabilità e ha commesso pochi errori. Vincerà ancora. Chissà, forse anche al primo turno».

Onorevole Foti, anzitutto come sta? 
« Lotto, mi curo, guardo avanti con speranza. Sono conscio di essere di fronte a un percorso lungo, con alti e bassi che la malattia provoca. Tuttavia, sentendomi meglio rispetto ad alcuni mesi fa, cerco di tornare alla vita normale. Con evidente più fatica, ma va bene così. D'altra parte sono sempre stato abituato ad essere molto in movimento, cerco di starci».

E' vero che ha deciso di non candidarsi? 
«Nonostante le sollecitazioni dei vertici del mio partito, confermo che non figurerò tra i candidati alle prossime elezioni comunali. È una decisione che avevo già annunciato e assunto tre anni fa quando lasciai il consiglio comunale. Non vedo ragione alcuna per cambiare idea. Anche e soprattutto perché mai vorrei che qualcuno pensasse che dietro un mio ripensamento ci fosse il tentativo di speculare sulla mia malattia, una sorta di captatio benevolentiae da cui rifuggo da sempre»

Che campagna elettorale si aspetta? 
« Più di che cosa mi aspetti dalla campagna elettorale, dirò ciò che auspico. La pandemia ha indubbiamente inciso anche sui rapporti tra elettori ed eletti. Una separazione fisica che rischia di alimentare l'astensionismo. È quindi auspicabile che più che nascondersi dietro i partiti o puntare su vicende personali, i candidati – soprattutto quelli a sindaco – dicano ai piacentini, senza pretattiche o infingimenti, cosa realisticamente potranno fare per la nostra città. Il resto è spettacolo, o avanspettacolo ».

Nell'alleanza a sostegno di Patrizia Barbieri mancheranno i Liberali piacentini. Lei ha fatto di tutto per tendere la mano, è stato il garante. Cosa è accaduto? Avete davvero fatto di tutto? 
«Prima di una forza politica, con la mancata presenza dei Liberali, il centrodestra perderebbe degli amici. Proprio per evitare che ciò accada, allo stato con evidente insuccesso, ritengo che siano da evitare separazioni di sorta. Le risposte che ho reso alle richieste dei Liberali non rappresentano, un diktat, ma la premessa su cui confrontarsi e discutere. Del resto nella mia missiva ciò era scritto a chiare lettere. E, dunque, mai dire mai»

Gli osservatori dicono che la Lega sia in caduta libera e Fdi, almeno a Piacenza, non scoppi di salute. È così? 
«Che quello espresso sia un desiderio dei nostri avversari, come di chi cerca uno spazio politico di sopravvivenza, mi pare evidente. Che le urne diranno ben altro ne sono certo. Così come del fatto che Fratelli d'Italia raggiungerà il risultato più alto mai ottenuto a Piacenza da una formazione politica di destra alle elezioni comunali. Intanto abbiamo messo in campo una lista altamente competitiva e in cui le sorprese non mancheranno. Il 12 giugno notte saranno in molti a rosicare (chissà che non si riferisca anche agli alleati della Lega nel derby interno alla coalizione, ndr)».

Perché un piacentino dovrebbe rivotare Patrizia Barbieri? Dove sono i segni tangibili della sua amministrazione? 
« Potrei rigirare la domanda, chiedendo: perché un piacentino non dovrebbe votare Patrizia Barbieri? Nei fatti, gli unici che contano, i piacentini, confermeranno Patrizia Barbieri perché è stata una sindaca presente, che si è sempre assunta le proprie responsabilità, che non ha avuto difficoltà a riconoscere anche i pochi errori che ha commesso, che i piacentini hanno visto in campo in prima persona ad affrontare la pandemia, contraendo per tale ragione per ben due volte il Covid»

Come giudica la candidatura di Katia Tarasconi? 
« Avevo letto un'intervista di Katia Tarasconi, proprio su Libertà, in cui, richiamando anche alcune comprensibili ragioni personali, escludeva di candidarsi a sindaca. Ci deve avere ripensato, ci sta. Voto per Patrizia, buona fortuna Katia»

La frattura con Cugini può essere decisiva per il centrodestra? 
« Il centrodestra non deve minimamente contare sulle cosiddette "divisioni a sinistra". In questa area politica alla fine il votare contro il centrodestra e chi lo rappresenta diventa un imperativo categorico. E ciò nonostante Cugini, con indubbio coraggio, si sia fatto carico di portare avanti nella città quel progetto che aveva fatto nascere sui banchi del consiglio comunale e che gli altri consiglieri del Partito Democratico avevano condiviso. Ciò detto il centrodestra deve mettere in risalto, in primo luogo, le tante attività di progettazione che ha attivato in questi anni, per altro premiate anche a livello statale e nazionale con la concessione di finanziamenti per circa 70 milioni di euro. Per il resto, occorre che il centrodestra presenti un programma di pochi e concreti punti, non è più tempo di illusioni».

Tutti dicono che vogliono vincere al primo turno. Solo un tentativo di galvanizzare le truppe? 
«Non è la prima volta che in Italia un sindaco uscente viene eletto al primo turno. Se a Piacenza non si è ancora verificato, ciò non significa che non possa accadere. Ma non perché lo dicono i sondaggi, ma perché c'è un candidato sindaco come Patrizia Barbieri, che non solo è apprezzata nell'area politica che la sostiene, ma anche - e non poco - al di fuori. E sono convinto che sarà la lista civica del sindaco Barbieri determinante in questa azione di intercettare anche molti elettori che non si riconoscono nel centrodestra, locale e nazionale. Dopo di che vorrei ricordare agli immemori che Barbieri è stata eletta al secondo turno, senza fare accordi con nessuno, partendo dal 34% del primo turno e vincendo con il 60% dei voti. Giusto perché le parole e le fantasie affascinano, ma sono i numeri che contano».

Quanto sarà decisivo l'astensionismo? 
« Mi auguro che i piacentini vadano a votare anche se le elezioni si terranno un giorno, il 12 giugno, in cui molti saranno tentati di sottrarsi alla calura volgendosi altrove, anziché recarsi alle urne. Dico questo perché un sindaco acquista tanta più autorevolezza quanto più vasto è il corpo elettorale che lo esprime. Non solo, ma se qualcuno vuole fare scontare alla politica supposte manchevolezze, la risposta non può essere di certo il disertare le urne. Infine, anche se nessuno ancora lo dice, sarà bene spiegare che la scheda per l'elezione del consiglio comunale e del sindaco non sarà l'unica che verrà consegnata all'elettore: vi saranno anche le schede che riguardano alcuni quesiti referendari. Il non dirlo potrebbe infatti creare disorientamento e confusione agli elettori nella cabina elettorale, così concorrendo alla proliferazione delle schede nulle».

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