Gli umori delle "truppe" dentro il partito Qualcuno: «Non c'è nulla contro di loro» Si va avanti: «La lista è ormai chiusa»
«Lo conosco fin da quando è ragazzino... su Tommaso ci metto la mano sul fuoco... ne sono certo, si chiarirà tutto. E anche Erika ha tutta la nostra solidarietà». Sono giorni complessi dentro Fratelli d'Italia. Nessuno ha troppa voglia di parlare. Ma il coinvolgimento del deputato Tommaso Foti e dell'ex assessora Erika Opizzi nell'inchiesta dei carabinieri su appalti e corruzione, ha provocato grande stupore, almeno in una prima fase quando sono iniziate a circolare le notizie degli addebiti nei loro confronti. E tuttavia ciò non sembra scalfire la fiducia e la stima incondizionate nutrite dai loro colleghi di partito, in particolare nel loro leader indiscusso. Foti è da sempre l'anima del centrodestra piacentino, il punto di riferimento, l'uomo che indica la rotta da seguire senza tentennamenti, «di cui ci si fida e basta, per esperienza, carisma, capacità». Punto. Non a caso perfino la sindaca Patrizia Barbieri ne attendeva le dimissioni dall'ospedale (da dove venerdì è stato dimesso dopo il ricovero per Covid) per annunciare la sua ricandidatura a sindaca. E ancor di più Foti è il faro di Fratelli d'Italia, il partito che lui stesso ha contribuito a fondare ormai dieci anni fa e che da allora è cresciuto fino a contendere alla Lega il ruolo di partito egemone della coalizione anche a Piacenza. Basta captare gli umori tra le truppe a lui fedelissime per rendersi conto di come nulla possa intaccare l'immagine di un uomo e politico «onesto, specchiato, senza macchia». Alle attestazioni di solidarietà pubbliche dell'ex illustre collega di partito Guido Crosetto - "tra le tante che ho conosciuto una delle figure più limpide e pulite è Tommaso Foti. Non solo per me: chiunque lo conosca sa che galantuomo sia. Lo colpiscono mentre è debole. Ieri era un amico. Oggi è un fratello" - e del capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, si sono aggiunte quelle private di consiglieri, amministratori vari, amici di sempre. «Da quello che si legge sui giornali ci sono al- cune persone che parlano di Foti... stop. Non c'è nulla» sussurra qualcuno. Pausa. « Dai... Tommaso non è mai stato tenero con la magistratura... insomma si è esposto» quasi a lasciar passare il concetto di un possibile accanimento nei suoi confronti. Quasi ci si spazientisce: «Tutti sanno che a Foti non potevi chiedere un favore, perché non ha mai voluto menate di questo tipo. Ammoniva sempre: se sbagliate, guai a voi. Dimettetevi ». Insomma non c'è dubbio. Fratelli d'Italia è convinta che per Foti e Opizzi «tutto si chiarirà al più presto». E la risposta migliore è andare avanti. Perché c'è una campagna elettorale che incombe. L'incontro di sabato, assai partecipato, ha portato una ventata di ottimismo. Tanto che «lunedì - qualcuno avverte - si andrà in consiglio comunale con il coltello tra i denti» immaginando di dover ripondere a un fuoco di fila. «Siamo più compatti che mai». E anche in queste ore, stando a quanto si apprende, si registra «la fila» di persone che contattano il partito per entrare nella lista delle prossime elezioni comunali «lista che ormai è chiusa».
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