Cugini: ma si riconosca chi ha agito per cogliere una storica opportunità di finanziamento
Ai falchi della maggioranza che
hanno bollato come mossa «elettorale»
il protocollo d'intesa sul
nuovo ospedale siglato lo scorso
marzo - dunque a tre mesi dalle comunali
- tra Agenzia del Demanio,
Regione, Azienda Usl ministero
della Difesa e Comune (in carica
c'era l'amministrazione Dosi), ha
replicato ieri in consiglio comunale
il capogruppo del Pd, Stefano Cugini.
Ha chiesto rispetto e pari dignità
alle posizioni in campo perché
«chi ha governato Piacenza fino
alo scorso giugno ha colto la
grande opportunità di avviare il
percorso per dotare la nostra città
di un ospedale moderno».
Si eviti dunque di parlare di operazione
elettorale o di «ricatti», come
Massimo Trespidi (Liberi) e Tommaso
Foti (Fdi) interpretano la disponibilità
del Demanio di finanziare
la costosa bonifica sia della caserma
Lusignani sia e soprattutto dell'ex Pertite (il ricatto starebbe nel
farsi carico del costo solo se cadrà
su una di quelle due opzioni la scelta
della sede del nuovo ospedale).
«Il Pd attende le decisioni vere dopo
lo studio di pre-fattibilità tecnico»,
ha spiegato Cugini motivando
il favore a una sede in un'area pubblica,
militare o demaniale che verrebbe
recuperata». In caso contrario
la giunta viene invitata a «un riscontro
rapido per individuare, se
lo ritiene necessario, tra i privati
nuove aree con la massima trasparenza».
L'importante è intercettare il finanziamento,
non perdere un'occasione
storica: «Passeranno decenni
prima di avere l'opportunità di realizzare
un'opera del genere, cedendo
questa occasione ad altre realtà
perderemo per trent'anni la possibilità
di avere una sanità moderna
e saremo condannati a continuare
con una struttura pensata negli anni
'70, siamo concordi a valutare
tutte le possibilità sul tavolo».
«All'inizio mi ero espresso contro
perché mi sembrava una spesa inutile»,
ha osservato Roberto Colla
(Piacenza Più), poi ho parlato con
tanti professionisti del nostro ospedale e ho cambiato idea. Prima di
parlare del contenitore dobbiamo
però sapere che modello di ospedale
vogliamo».
«I soldi per l'edificio ci sono e quelli
per assumere professionisti no,
come lo finanzieremo il nuovo
ospedale? Vendendo quello attuale
in centro?», sono le domande dal
taglio polemico poste da Luigi Rabuffi
(Piacenza in Comune).
«Noi siamo sempre stati contrari al
nuovo ospedale», ha fatto eco Sergio
Dagnino (M5s), «più che altro
perché si tratta di un affare immobiliare,
abbiamo sempre pensato
che la Lusignani fosse uno spazio
ristretto e sulla Pertite sono vent'anni
che i piacentini dicono alla politica
che vogliono un parco».
Libertà
