Polledri e Putzu nel mirino della Barbieri. Capigruppo e segreterie di partito avvisati: due mesi di tempo. Cavalli verso la giunta?
Raccontano di una riunione di
giunta nervosa cui sarebbe seguito
un vertice di maggioranza altrettanto
teso. E di un sindaco particolarmente
accigliato. Patrizia
Barbieri avrebbe posto un ultimatum
mettendo nel mirino due dei
suoi assessori: «O si danno una regolata
entro i prossimi due mesi
oppure qui si cambia». A far irritare
il primo cittadino - che già
qualche mese fa aveva lanciato
un messaggio chiaro ai suoi - «La
ricreazione è finita» - sarebbero
stati il leghista Massimo Polledri
e l'azzurro Filiberto Putzu. Una
prima sfuriata sarebbe arrivata
venerdì in giunta. Ieri mattina, nel
corso della maggioranza, Barbieri
avrebbe rincarato la dose con la
comunicazione ai capigruppo e
ai segretari di partito di essere stufa
di questa situazione.
Ad ascoltarla c'erano Stefano Cavalli
e Gianluca Vinci per la Lega
Nord, Sergio Pecorara e Antonio
Agogliati (quest'ultimo al posto di Jonathan Papamarenghi) per
Forza Italia, Giancarlo Migli e
Tommaso Foti per Fratelli d'Italia,
Antonio Levoni e Antonino
Coppolino per i Liberali piacentini.
A loro il sindaco ha parlato con assoluta
franchezza confidando che
questo stato di cose non può andare
avanti. Pena, l'inevitabile decisione
di un rimpasto. Le polemiche
al centro delle quali è finito
(nuovamente) l'assessore alla
cultura e allo sport Polledri non le
sono piaciute. La questione del
cinema all'aperto, con l'iniziale
chiusura dell'assessore ai Cinemaniaci
e la successiva apertura
del sindaco, è solo l'ultima puntata
di un rapporto in giunta non
idilliaco che era già stato minato
da altre vicende: dalla disputa originaria
su Teatro Gioco Vita e Diego
Maj a quella dopo Natale con
Gianni Azzali del Piacenza Jazz
Fest per arrivare alla gestione delle
assegnazioni degli impianti
sportivi a quello del traballante
futuro della società di pallavolo
Wixo Lpr in serie A1 cui si sta cercando
disperatamente di allungare una ciambella di salvataggio.
Ancora una volta l'accusa che viene
mossa a Polledri è quella di agire
troppo in autonomia. A Putzu
verrebbe invece rimproverato di
non aver finora inciso su alcuni
fronti, in particolare quelli del Demanio
e del Patrimonio. Che fare
dunque? Ecco che sarebbe giunto
un ultimatum affinché i due
cambino rotta. Nel gruppo del
Carroccio in consiglio Polledri
vanta amicizie e appoggi consolidati,
ma deve vedersela con una fronda a lui ostile. Risulta che più
d'uno vorrebbe una sostituzione,
magari inserendo Stefano Cavalli
in giunta. Il quale però ieri in aula
ha negato vi siano «acque agitate
nel suo partito» e ha giurato
«fedeltà incondizionata al sindaco
Barbieri» arrivando a definirla
«una grande stilista, altro che sarta».
Le abilità da "sarta" del sindaco
erano state decantate nei giorni
scorsi dai consiglieri del Pd alludendo
alla sua capacità di ricucire
gli strappi in seno alla giunta.
Libertà
