Aperto in ottobre, il cantiere lungo le mura per rifare la fognatura finirà a metà febbraio Fdi in consiglio comunale: «Prato sventrato»
Il vallo delle mura in condizioni così pietose non si era mai visto:
manto erboso brutalizzato dai cingoli delle ruspe, terreno bucherellato in profondità dalle pale degli
escavatori, macro manufatti cilindrici (2,5 metri di lunghezza per
1,85 di diametro) parcheggiati
all'ombra di Bastione Borghetto in
attesa di essere piazzati nel sottosuolo.
Il cantiere di Ireti, società del gruppo Iren, per - così tecnicamente si
chiama - la "riabilitazione di alcuni tratti dei collettori fognari di via
XXI Aprile a Piacenza con tecnologia Slip Lining", è aperto dall'1 ottobre. E da quel momento il vallo è un pantano di fango. Stando al
cronoprogramma iniziale avrebbe dovuto chiudersi il 6 gennaio.
Si prolungherà invece a metà febbraio, «condizioni meteo permettendo». E i piacentini non temano,
perché «alla fine dei lavori l'area
verde verrà poi completamente ripristinata e restituita alla città».
A garantirlo è una nota diffusa ieri dall'ufficio stampa di Iren nella
quale si fa il punto sul cantiere lungo la circonvallazione spiegandone la portata. Sul tavolo ci sono 1,8
milioni di euro da investire in «600
metri di fognatura ammalorata
che necessitavano di una urgente
sistemazione e tecnologia all'avanguardia per limitare l'impatto».
I lavori «mirano a risanare completamente un tratto della rete fognaria che costeggia via XXI Aprile: nella zona sorgono due dei collettori fognari principali della città di Piacenza che raccolgono le
acque reflue di una parte rilevante del centro storico e di una parte
della periferia ovest per poi convogliarle al depuratore di Borgoforte». La tubatura da sanare «si
estende nel tratto che va da porta
Borghetto all'ingresso di Borgotrebbia».
All'atto della progettazione dell'intervento», spiega la nota di Iren, «si
è preferito utilizzare la tecnica dello "slip lining", una modalità nodig, ossia con scavi molto limitati
rispetto all'estensione lineare
dell'intervento. Questa tecnica,
all'avanguardia per il risanamento delle condotte interrate, consente di limitare gli scavi e garantisce il minimo impatto. Nello specifico, attraverso lo slip-lining, è stata
inserita una tubatura in vetroresina a doppia volta (di misura 2,5
metri x 1,85) all'interno del tubo
esistente, garantendo tuttavia la
medesima portata idraulica. Tramite poi opportune iniezioni di
malta fibrata, tutto il sistema è stato consolidato in un corpo unico».
Ed è «grazie all'utilizzo di questa
tecnica», rimarca il comunicato,
che «per tutta la durata dei lavori
non si è interferito con la circolazione di via XXI Aprile e la tubatura è rimasta comunque in esercizio: si tratta di uno dei primi casi in
Italia in cui questa tecnologia viene applicata per una tubatura di
così grandi dimensioni».
A lamentare l'altro ieri in consiglio
comunale quello che ha definito
lo «sventramento» del vallo delle
mura è stato Tommaso Foti (Fdi),
che, nel chiedere polemicamente
«se alla Soprintendenza va bene»,
ha ricordato quando le Belle Arti
guidate da Garzillo «vietarono
l'utilizzo dell'area per farci due
concerti perché l'erba preziosa
non si poteva toccare».
Libertà
