Rassegna Stampa

Il vallo ridotto a un pantano Iren: 'Tornera' come prima'

Data: 23/01/2019

Aperto in ottobre, il cantiere lungo le mura per rifare la fognatura finirà a metà febbraio Fdi in consiglio comunale: «Prato sventrato»

Il vallo delle mura in condizioni così pietose non si era mai visto: manto erboso brutalizzato dai cingoli delle ruspe, terreno bucherellato in profondità dalle pale degli escavatori, macro manufatti cilindrici (2,5 metri di lunghezza per 1,85 di diametro) parcheggiati all'ombra di Bastione Borghetto in attesa di essere piazzati nel sottosuolo. Il cantiere di Ireti, società del gruppo Iren, per - così tecnicamente si chiama - la "riabilitazione di alcuni tratti dei collettori fognari di via XXI Aprile a Piacenza con tecnologia Slip Lining", è aperto dall'1 ottobre. E da quel momento il vallo è un pantano di fango. Stando al cronoprogramma iniziale avrebbe dovuto chiudersi il 6 gennaio. Si prolungherà invece a metà febbraio, «condizioni meteo permettendo». E i piacentini non temano, perché «alla fine dei lavori l'area verde verrà poi completamente ripristinata e restituita alla città». A garantirlo è una nota diffusa ieri dall'ufficio stampa di Iren nella quale si fa il punto sul cantiere lungo la circonvallazione spiegandone la portata. Sul tavolo ci sono 1,8 milioni di euro da investire in «600 metri di fognatura ammalorata che necessitavano di una urgente sistemazione e tecnologia all'avanguardia per limitare l'impatto». I lavori «mirano a risanare completamente un tratto della rete fognaria che costeggia via XXI Aprile: nella zona sorgono due dei collettori fognari principali della città di Piacenza che raccolgono le acque reflue di una parte rilevante del centro storico e di una parte della periferia ovest per poi convogliarle al depuratore di Borgoforte». La tubatura da sanare «si estende nel tratto che va da porta Borghetto all'ingresso di Borgotrebbia». All'atto della progettazione dell'intervento», spiega la nota di Iren, «si è preferito utilizzare la tecnica dello "slip lining", una modalità nodig, ossia con scavi molto limitati rispetto all'estensione lineare dell'intervento. Questa tecnica, all'avanguardia per il risanamento delle condotte interrate, consente di limitare gli scavi e garantisce il minimo impatto. Nello specifico, attraverso lo slip-lining, è stata inserita una tubatura in vetroresina a doppia volta (di misura 2,5 metri x 1,85) all'interno del tubo esistente, garantendo tuttavia la medesima portata idraulica. Tramite poi opportune iniezioni di malta fibrata, tutto il sistema è stato consolidato in un corpo unico». Ed è «grazie all'utilizzo di questa tecnica», rimarca il comunicato, che «per tutta la durata dei lavori non si è interferito con la circolazione di via XXI Aprile e la tubatura è rimasta comunque in esercizio: si tratta di uno dei primi casi in Italia in cui questa tecnologia viene applicata per una tubatura di così grandi dimensioni». A lamentare l'altro ieri in consiglio comunale quello che ha definito lo «sventramento» del vallo delle mura è stato Tommaso Foti (Fdi), che, nel chiedere polemicamente «se alla Soprintendenza va bene», ha ricordato quando le Belle Arti guidate da Garzillo «vietarono l'utilizzo dell'area per farci due concerti perché l'erba preziosa non si poteva toccare». 

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