MIGLI (FDI) FA IL BIS CON FIAZZA (PD) PER UN ATTACCO IN AULA NELLA POLEMICA SULL'ERBA ALTA
Passi per "fascista", ma su "ottuso" andiamoci piano. Giancarlo Migli ieri in Consiglio comunale ha
perfino citato la Cassazione. E' voluto tornare sul
velenoso botta e risposta della seduta precedente tra
lui, capogruppo di Fratelli d'Italia, e Christian Fiazza,
del Pd. «Lei è un fascista ottuso, la prossima volta che si
permette di parlare delle mie figlie si sciacqui la bocca»
aveva sbottato quest'ultimo dopo che l'altro gli aveva
rinfacciato di strumentalizzare il caso dell'erba alta nei
giardini pubblici con fotografie di bambini su panchine sommerse dalla vegetazione e finite in prima pagina su "Libertà". «Si sciacqui lei la bocca in futuro prima
di parlare del sottoscritto» è stata la replica di Migli a distanza di una settimana. «Perché se non è da ritenersi
offensivo utilizzare in certi ambiti il termine fascista, come sentenziato dalla Cassazione, potrebbe pesare dover scoprire che non è lo stesso per l'altro termine che
lei ha utilizzato». Come a dire: non ti querelo per il fascista, ma per l'ottuso potrei valutare. In realtà, querele
Migli non ha intenzione di farne perché «non è nel mio
stile», ha detto a "Libertà" a margine della seduta. E d'altra parte quella sottolineatura di indignazione per l'«ottuso» abbinato a «fascista» merita una spiegazione. Che
l'interessato ci ha dato così: in prima battuta un sorrisetto di smarcamento («Se lo dice la Cassazione...»), poi
un'argomentazione: «Un conto è dire fascista, un conto è dire fascista ottuso: a Fiazza che si indigna con chi
si permette di parlare delle sue figlie dico di mettersi nei
panni di mia figlia che legge sul giornale che il padre è
un fascista ottuso». «Ma se le avesse dato del fascista e
basta?» abbiamo chiesto ricordando che uno come Carlo Tassi mica l'avrebbe considerata un'offesa. «Se è per
questo nemmeno Foti...» è stata la risposta prima di allontanarsi con un bis dell'allusivo sorriso di cui sopra.
Libertà
