Seppur ammorbidita, la mozione dei Liberali passa col voto di maggioranza e buona parte dell'opposizione. Contrari Pd e Pc in Comune
Un «auspicio», perché si gioca
in casa d'altri, cioè la Fondazione
di Piacenza e Vigevano che del palazzo ex Enel di via Santa Franca è
proprietaria e già da tempo ha deliberato di farci una sede espositiva di arte contemporanea. E d'altra
parte il Comune ci prova a convincere il presidente di via Sant'Eufemia Massimo Toscani e il suo cda
che quell'immobile sarebbe il naturale ampliamento per la galleria
d'arte moderna Ricco Oddi che sta
giusto accanto, in via San Siro, e che
da sempre lamenta l'insufficienza
di spazi adeguati per valorizzare le
sue opere.
Ci prova, anche se correggendo il
linguaggio che nella versione originaria, quella della risoluzione
presentata da Antonio Levoni (Liberali piacentini), suonava un po'
troppo ruvido all'indirizzo della
Fondazione. L'auspicio a «definitivamente decidere di porre a disposizione della Ricci Oddi il palazzo
ex Enel nella sua totalità o almeno
in parte, in adempimento» delle
«trattative» tra le passate amministrazioni comunali e l'ente di via
Sant'Eufemia «impegnatosi a suo
tempo» in tal senso, quell'auspicio
è diventato, nella formulazione finale frutto di un emendamento
della stessa maggioranza, a «che la
Fondazione voglia valutare la messa a disposizione» dell'immobile
di via Santa Franca alla galleria d'arte moderna «ed eventualmente anche ad altri soggetti interessati».
In questo modo ieri in consiglio comunale la maggioranza non solo
ha trovato la quadra al suo interno,
ma ha anche portato a convergere
sulla risoluzione un bel pezzo di
minoranza: M5s, Liberi, Piacenza
del futuro, Piacenza Oltre, e Gloria
Zanardi (gruppo misto). Contrari
Pd e Piacenza in Comune.
Se il documento di Levoni doveva
essere la cartina di tornasole del clima nella maggioranza dopo la bufera scoppiata la settimana scorsa
su Iren, la coesione al momento del
voto testimonia di una serenità ritrovata. In attesa dell'imminente e
decisivo banco di prova sul bilancio di previsione.
Il significato dell'emendamento
della maggioranza è stato il sindaco Patrizia Barbieri a spiegarlo. Anzitutto è servito a stralciare un coinvolgimento, quello del rappresentante del Comune nel consiglio
della Fondazione, che era richiesto
nella prima versione della risoluzione al fine del «raggiungimento
dell'obiettivo», ma che è stato giudicato incongruo dal momento che
in via Sant'Eufemia si viene nominati senza vincolo di mandato.
Dopodiché il sindaco ha parlato di
«iniziative per il rilancio della galleria che possano vedere insieme Ricci Oddi e Fondazione in un'ottica di collaborazione», dell'«auspicio di poter mettere a disposizione
della galleria dei locali» dell'ex Enel
«ed eventualmente di altre istituzioni come il Conservatorio Nicolini», di «mostre» nel palazzo di via
Santa Franca per «proporre un
pacchetto di offerte culturali all'insegna delle sinergie tra le due sedi». Barbieri, che, come ha ricordato polemicamente Luigi Rabuffi
(Piacenza in Comune), lo scorso
settembre aveva annunciato che
«il 2019 sarà l'anno della Ricci Oddi», ha ricostruito i punti che a suo
giudizio testimoniano l'impegno
dell'amministrazione: «Abbiamo
alzato da 150mila a 180mila il finanziamento annuale alla galleria,
importo che verrà implementato
in nel corso dell'anno, pensiamo a
un minimo di restyling della facciata esterna se troviamo i soldi, sappiamo bene che c'è l'esigenza di un
impianto di climatizzazione per
evitare che la struttura per tre mesi resti chiusa e che dovrà essere nominato un direttore per il quale sono state accantonate delle risorse».
L'assessore alla cultura Jonathan
Papamarenghi ha rimarcato l'onerosità dei costi di gestione di via San
Siro che si mangiano tutto il contributo comunale: «Per gli accordi
iniziali», che volevano l'ampliamento della galleria nell'ex Enel,
«sono mancati i presupposti finanziari» dal momento che Palazzo
Mercanti avrebbe dovuto farsi carico di ulteriori stanziamenti che
non sono oggi alla sua portata. E
d'altra parte «la necessità di completare il percorso espositivo rimane», anche se «già l'ex direttore Stefano Fugazza invitava a pensare
all'arte contemporanea come naturale evoluzione», ha ricordato
l'assessore.
«Nell'ex Enel gli spazi ci sono, occorre un'intesa tra Ricci Oddi e
Fondazione con il Comune parte
attiva», ha considerato Massimo
Trespidi (Liberi) che era assessore
alla cultura nella giunta Guidotti
(1998-2002) quando con via Sant'Eufemia il ragionamento verteva sull'ex Enel come ampliamento della galleria (lo ha ricordato anche il leghista Nelio Pavesi): «Io resto di quell'idea, ma tenendomi alla larga da una deleteria logica di
opposte tifoserie» con chi per il palazzo di via Santa Franca perora a
spada tratta la causa del centro di
arte contemporanea, ha ammonito Trespidi, «le due cose non sono
in contrapposizione, ora che il Comune con la vendita di azioni Iren
avrà a disposizione dei fondi può
destinarne una parte a quegli investimenti - l'impianto di climatizzazione, sostegno a mostre ed eventi - necessari per il rilancio della Ricci Oddi».
Il Pd, con Stefano Cugini, Giorgia
Buscarini, Giulia Piroli e Christian
Fiazza, ha difeso la scelta della Fondazione di puntare sull'arte contemporanea che oggi ha maggiore
potere di attrattività culturale soprattutto in un pubblico giovane. E
d'altra parte non sono da escludere iniziative comuni e disponibilità di spazi, anche immaginando un
virtuoso effetto di reciproco volano di un polo artistico sull'altro. Lo
stesso tasto lo ha battuto Roberto
Colla (Piacenza Oltre) che, però, a
differenza dei dem, ha votato a favore. Idem Gianluca Bariola (Piacenza del futuro), che si è detto favorevole all'utilizzo dell'ex Enel a
beneficio della galleria di via San
Siro. Il suo no Rabuffi l'ha motivato condividendo la scelta di via
Sant'Eufemia di «non fare del palazzo spazi espositivi per la Ricci
Oddi, ma un contenitore per iniziative differenti», anche se «funzioni comuni tipo documentazioni di ricerca, laboratori, sale per
esposizini temporanee» possono
essere ammesse.
La maggioranza con Gian Paolo Ultori (Liberali piacentini) ha parlato di «occasione incredibile per un
accordo tra le parti utile alla città»
perché le due strutture «sono spazi contigui», senza contare che l'ex
convento di Santa Chiara, in stradone Farnese, sempre di proprietà della Fondazione, «può tranquillamente ospitare altre esigenze»
(leggi: l'arte contemporanea). Su
questa linea hanno dato man forte Michele Giardino (gruppo misto), Sergio Pecorara (Fi), Giancarlo Migli (Fdi), e Mauro Saccardi (Fi)
ha parlato di «rete di eventi tra soggetti anche privati come la Curia».
Carlo Segalini (Lega) ha puntato il
dito sullo scarso introito annuale
(20mila euro) dei biglietti venduti
alla Ricci Oddi «perché non la conosce nessuno». Secondo Tommaso Foti (Fdi), «il problema merita
forse un'intesa un po' più vasta»,
fermo restando che «la Fondazone farà comunque come riterrà di
fare»
Il M5s, con Andrea Pugni e Sergio
Dagnino, ha indicato come una criticità la governance della galleria e
la mancanza di piena sintonia con
il Comune che ne è l'ente di riferimento.
Libertà
