Rassegna Stampa

L'assessore e' uno sceriffo? Scontro sulla sicurezza

Data: 01/08/2017

IL DECRETO MINNITI INFIAMMA L'AULA. FOTI EVOCA IL TAR SUI CENTRI ISLAMICI

Luca Zandonella assessoresceriffo? «Assolutamente no. Zandonella usa gli strumenti che ha a disposizione per riportare un po' d'ordine in questa città e tutelare le tante persone che hanno paura».

Lega Nord 
È stato il capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale, Stefano Cavalli, a fare scudo nei confronti del "suo" assessore quando da alcuni settori della minoranza iniziavano a cogliersi critiche, ancorché velate, nei confronti dell'operato del neo giovane amministratore che ha la delega alla sicurezza e che negli ultimi giorni si è visto in prima linea anche durante le operazioni anti-degrado messe in atto dalla Polizia municipale.  

Daspo urbano 
L'argomento che ha scatenato il dibattito in aula è stato il recepimento, nel regolamento di polizia urbana e convivenza civile, delle norme contenute nel decreto varato qualche mese fa dal governo e voluto dal ministro dell'Interno Marco Minniti. Un pacchetto di misure a disposizione dei sindaci e delle polizie locali legato per garantire maggiore sicurezza in città: tra queste l'ordine di allontanamento (oda), provvedimento che fa da preludio al cosiddetto "daspo urbano". Il Consiglio ha votato favorevolmente quasi all'unanimità, unico voto contrario quello di Luigi Rabuffi (Pc in Comune).

Le minoranze 
Dai banchi della minoranza si è arrivati a chiedere equilibrio nell'adottare i provvedimenti. «Giusto che si utilizzino questi strumenti, varati tra l'altro dal nostro governo, ma no a un accanimento cieco», ha detto il capogruppo del Pd, Stefano Cugini, manifestando «un forte dissenso politico nei confronti di alcuni toni usati dall'assessore Zandonella». Ancor più perentorio Luigi Rabuffi (Pc in Comune): «Bisogna colpire la vera criminalità e non trattare gli accattoni come se fossero Totò Riina. Piacenza è una città bella e accogliente. Si persegua chi delinque, non chi scappa dalla guerra e dalla miseria». Atteggiamento ben diverso da un'altra minoranza, quella di Liberi. Per Massimo Trespidi «il decreto Minniti è come un pacchetto di cracker dato a uno che sta morendo di fame. Serve più severità nei confronti di chi delinque». E la collega di gruppo Gloria Zanardi ha invece posto l'attenzione sulla necessità di essere «ancora più intransigenti contro il fenomeno della prostituzione».

La maggioranza 
Per Filippo Bertolini (Fdi) si «vogliono adottare dei provvedimenti che non aumentino l'astio nella comunità. Il buonismo ha fallito. Servono più ordine e più rispetto delle regole». Anche per Francesco Rabboni (Fi) «urge più severità». I 5 stelle hanno accolto con favore la possibilità di avere a disposizione queste nuove misure anche se con Sergio Dagnino hanno ricordato «che il 22% dei giovani è straniero e questo non si può fermare».

Comunità musulmane 
Nel corso della seduta è riemersa l'eterna questione urbanistica della sede dei centri islamici di via Mascaretti e della Caorsana, in particolare dopo che Zandonella stesso aveva dichiarato: «O smettono di pregare o chiudiamo». Per Tommaso Foti (Fdi) «ci vuole un pubblico ufficiale che attesti che urbanisticamente non sono in regola. E' una questione che va assolutamente risolta». E ha aggiunto, evocando il ricorso al Tar: «I responsabili delle due comunità sanno che non sono in regola, ma aspettano che il Comune faccia il ricorso al Tar per fare le vittime. E allora facciamogli fare le vittime». 

Ultimo consiglio 
Nonostante l'avventura dell'amministrazione Barbieri sia appena salpata, quello di ieri è stato l'ultimo Consiglio prima del rompete le righe per la pausa estiva. Il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Caruso ha riaggiornato i lavori dell'aula a settembre. Dopo le ferie verrà convocata una seduta della Conferenza dei capigruppo che avrà il compito di stilare l'ordine del giorno della seduta che segnerà la ripresa dell'attività.

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