IL DECRETO MINNITI INFIAMMA L'AULA. FOTI EVOCA IL TAR SUI CENTRI ISLAMICI
Luca Zandonella assessoresceriffo?
«Assolutamente no.
Zandonella usa gli strumenti
che ha a disposizione per riportare
un po' d'ordine in questa
città e tutelare le tante persone
che hanno paura».
Lega Nord
È stato il capogruppo della Lega
Nord in Consiglio comunale,
Stefano Cavalli, a fare scudo
nei confronti del "suo" assessore
quando da alcuni settori della
minoranza iniziavano a cogliersi
critiche, ancorché velate,
nei confronti dell'operato del
neo giovane amministratore
che ha la delega alla sicurezza
e che negli ultimi giorni si è visto
in prima linea anche durante
le operazioni anti-degrado
messe in atto dalla Polizia municipale.
Daspo urbano
L'argomento che ha scatenato
il dibattito in aula è stato il recepimento,
nel regolamento di
polizia urbana e convivenza civile,
delle norme contenute nel
decreto varato qualche mese fa
dal governo e voluto dal ministro
dell'Interno Marco Minniti. Un pacchetto di misure a disposizione
dei sindaci e delle
polizie locali legato per garantire
maggiore sicurezza in città:
tra queste l'ordine di allontanamento
(oda), provvedimento
che fa da preludio al cosiddetto
"daspo urbano". Il Consiglio
ha votato favorevolmente quasi
all'unanimità, unico voto
contrario quello di Luigi Rabuffi
(Pc in Comune).
Le minoranze
Dai banchi della minoranza si
è arrivati a chiedere equilibrio
nell'adottare i provvedimenti. «Giusto che si utilizzino questi
strumenti, varati tra l'altro dal
nostro governo, ma no a un accanimento
cieco», ha detto il
capogruppo del Pd, Stefano
Cugini, manifestando «un forte
dissenso politico nei confronti
di alcuni toni usati
dall'assessore Zandonella». Ancor
più perentorio Luigi Rabuffi
(Pc in Comune): «Bisogna
colpire la vera criminalità e non
trattare gli accattoni come se
fossero Totò Riina. Piacenza è
una città bella e accogliente. Si
persegua chi delinque, non chi
scappa dalla guerra e dalla miseria».
Atteggiamento ben diverso da
un'altra minoranza, quella di
Liberi. Per Massimo Trespidi «il
decreto Minniti è come un pacchetto
di cracker dato a uno che
sta morendo di fame. Serve più
severità nei confronti di chi delinque».
E la collega di gruppo Gloria
Zanardi ha invece posto l'attenzione
sulla necessità di essere
«ancora più intransigenti contro
il fenomeno della prostituzione».
La maggioranza
Per Filippo Bertolini (Fdi) si
«vogliono adottare dei provvedimenti
che non aumentino
l'astio nella comunità. Il buonismo ha fallito. Servono più ordine
e più rispetto delle regole».
Anche per Francesco Rabboni
(Fi) «urge più severità». I
5 stelle hanno accolto con favore
la possibilità di avere a disposizione
queste nuove misure
anche se con Sergio Dagnino
hanno ricordato «che il 22% dei
giovani è straniero e questo non
si può fermare».
Comunità musulmane
Nel corso della seduta è riemersa
l'eterna questione urbanistica
della sede dei centri islamici
di via Mascaretti e della Caorsana,
in particolare dopo che
Zandonella stesso aveva dichiarato:
«O smettono di pregare
o chiudiamo».
Per Tommaso Foti (Fdi) «ci
vuole un pubblico ufficiale che
attesti che urbanisticamente
non sono in regola. E' una questione
che va assolutamente risolta».
E ha aggiunto, evocando il ricorso
al Tar: «I responsabili delle
due comunità sanno che non
sono in regola, ma aspettano
che il Comune faccia il ricorso
al Tar per fare le vittime. E allora
facciamogli fare le vittime».
Ultimo consiglio
Nonostante l'avventura
dell'amministrazione Barbieri
sia appena salpata, quello di ieri
è stato l'ultimo Consiglio prima
del rompete le righe per la
pausa estiva. Il presidente del
Consiglio comunale Giuseppe
Caruso ha riaggiornato i lavori
dell'aula a settembre. Dopo le
ferie verrà convocata una seduta
della Conferenza dei capigruppo
che avrà il compito di
stilare l'ordine del giorno della
seduta che segnerà la ripresa
dell'attività.
Libertà
