Rassegna Stampa

Liberta' di pensiero - Serve solidarieta' di territorio

Data: 18/03/2017

Lettera aperta a Libertà di Tommaso Foti, Consigliere Regionale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale

PER SALVARE GLI OSPEDALI serve solidarietà di territorio  
Mai come oggi, la locuzione latina divide et impera la sta facendo da stella polare nell'ambito della sanità piacentina. Volendo - più che dovendo - fare scelte penalizzanti per tutto il territorio provinciale, la locale (in vero, l'importata, almeno per quanto riguarda il direttore generale) dirigenza dell'Ausl ha pensato - e ci sta riuscendo - di mettere territori contro territori, sindaci contro sindaci, così da potere fare e disfare a proprio piacimento. La riprova la si ha leggendo l'opinione resa dalla Giunta Comunale di Fiorenzuola - talmente ricca di tecnicismi da alimentare il dubbio che sia stata scritta a più (Ar)mani - e la piccata e condivisibile replica del Comitato nato per difendere detta struttura ospedaliera. Ma così era stato anche, pochi giorni prima a Castel San Giovanni, comune in cui - per altro - il sindaco di centrodestra, l'avv Lucia Fontana, ha subito messo in chiaro che non si farà mettere i "piedi in testa" da nessuno, tanto meno dal 'Ausl. A tacere di Villanova, comune in cui il sindaco di centrodestra (Romano Freddi) sta disperatamente e meritoriamente difendendo un'eccellenza ospedaliera del territorio - nonostante che negli anni la Regione non abbia impegnato un euro per renderla più funzionale sia strutturalmente che tecnicamente - proprio nel mentre, a Fiorenzuola, la giunta di centrodestra si mostra disponibile ad ospitarla (anche se non si sa dove) sul proprio territorio. Non ci vuole Einstein per capire che, nel contro contro tutti, a vincere sarà sempre quella dirigenza del 'Ausl piacentina che come unica missione ha quella di rendere il migliore servizio possibile al committente bolognese, cioè alla Regione. Pare impossibile, ma a nessuno viene in mente che solo una amplia e decisa contrapposizione alla volontà regionale di liquidare la sanità pubblica piacentina può evitare o limitare i danni. Con un indispensabile ritorno a quella che una volta si chiamava solidarietà di territorio, cui oggi si contrappone la vanità, che poi l'illusione, di chi pensa che il territorio della nostra provincia coincida - sempre e solo - con quello del proprio comune!!! Stupisce quindi che la giunta comunale di Fiorenzuola abbia ripreso argomentazioni che sono le stesse dell'Ausl nel commentare l'utilizzazione, da parte dei cittadini, del presidio ospedaliero che il detto comune ospita. Non c'è dubbio che, se si lascia un ospedale in condizioni di semi chiusura per 5 o 6 anni ed in precedenza si è fatto di tutto per non portarvi, ad esempio, la rianimazione, i pazienti abbiano finito, ma lo faranno anche in seguito, per rivolgersi altrove. Ma ciò che è più grave è che se detti dati si accettano supinamente, allora si rischia chela ragione ce l'abbia l'Ausl a fare (come è sua intenzione di fare) dell'ospedale di Fiorenzuola un contenitore senza contenuto, una sorta di sinecura in attesa che venga pronto il nuovo ospedale di Piacenza. Nei fatti però ben altro avevano promesso gli assessori regionali succedutisi (tanto Lusenti, come Venturi: II nuovo blocco B del Presidio Ospedaliero della Valdarda è stato progettato per consentire, sin dal suo collaudo, il rientro di tutte le attività precedentemente svolte in tale Presidio. ). Anche per quanto riguarda Villanova, l'ospedale che II c'è perché II lo volle non la Regione (che fortunatamente ancora non c'era) ma Giuseppe Verdi, a parole avrebbe dovuto continuato ad assolvere la sua funzione. Poi, pian piano qualcuno, a partire dall'assessore Venturi, qualche parola in più se l'è fatta scappare ( Su Villanova bisognerà fermarci a ragionare. In questi anni ha fatto tanto e non abbandoneremo questo patrimonio di competenze e professionalità. Possiamo anche pensare alla valorizzazione di una riabilitazione in senso sportivo, anche in collaborazione con il Coni. Per ora però siamo ancora in fase di proposte ed idee ) e da quel giorno la sua chiusura (perché di questo si tratta!!!) si è fatta più vicina. Al di là dei giochetti bolognesi, o in salsa piacentina su ricetta bolognese, sarà la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria a decidere, nei prossimi giorni, il futuro della rete ospedaliera della nostra provincia. Saranno cioè i sindaci del nostro territorio e il presidente della provincia che, con il loro voto, stabiliranno se la provincia di Piacenza potrà continuare ad avere una sanità pubblica (ancorché penalizzata dal fatto che il numero di posti letto per abitante è il più basso della Regione) oppure se i piacentini la sanità - pubblica o privata - se la dovranno andare a cercare in Lombardia, a Fidenza e/o a Parma. Detta decisione, che riguarda tutti noi, sarà pubblica: cioè sapremo di certo come ognuno dei componenti la Conferenza avrà votato. Giusto appunto perché - in futuro - potremo ricordarci di chi ha tentato di salvare la sanità pubblica piacentina e di chi, complice dei voleri e degli ordini bolognesi, l'ha invece voluta affossare.

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