PASSA LA PRATICA MACRO, MA SACCARDI (FI) E PAVESI (LEGA) VOTANO CONTRO
Non occorre essere esperti di
belle arti per accogliere la notizia
con soddisfazione: dopo 18 anni
lo "scheletro" della Madonnina,
alle spalle del Galassia, sarà demolito.
Lo ha deciso ieri il Consiglio
comunale concedendo alla
società sarda Macro il nulla osta
per costruire in deroga sulle sue
ceneri due store della sua catena
di giocattoli, cartoleria e articoli
da regalo. Saranno due strutture
commerciali di medie superfici,
una di 2200 metri quadrati circa
e l'altra di 800, che daranno lavoro
a venti persone.
L' «interesse pubblico»
Nessuno in aula ha messo in discussione
le abbondanti ragioni
di «interesse pubblico» di un'operazione
portata avanti e terminata
dall'assessore all'urbanistica
Erika Opizzi ma il cui terreno era
stato preparato dall'ex assessore
Silvio Bisotti con la decisiva modifica
al Rue: sparisce un "ecomostro"
considerato unanimemente
«una bruttura», «una ferita
aperta per la città»; un edificio abbandonato
diventato col tempo
«insicuro» dove oggi - è stato denunciato
- alcuni giovani annoiati vanno a farsi i selfie; il verde intorno,
che oggi assomiglia più a
una savana, sarà ampliato fino a
12mila metri e della sua cura si farà
carico la Macro stessa per 10
anni; sarà prolungato il parcheggio
del Galassia; e verrà inoltre rivista
e riordinata la complessa
viabilità tra via Gorgni, via Goitre
e Corso Europa.
Il nodo commerciale
Semmai il nervo scoperto su cui
si è consumato lo scontro in aula
è stato l'aspetto commerciale del la pratica, cioè un insediamento
di nuovi negozi in una realtà ritenuta
già «satura». Questo il motivo
che, in fase di voto, ha visto sfilarsi
dalla maggioranza di centrodestra
Mauro Saccardi (FI) e Nelio
Pavesi (Lega), non nuovi a
questo tipo di critica. «Non è sempre
vero che si riqualifica con il
commerciale, faccio fatica a votare
questa pratica», ha detto l'azzurro.
Variante al Rue
Non sono bastate a fargli cambiare
idea, almeno per ora, le rassicurazioni
arrivate dal sindaco Patrizia
Barbieri che ha annunciato
come allo studio degli uffici ci
sia una variante al Rue per contenere
le quote di commerciale previste
nelle cosiddette aree "polifunzionali"
(docet la vicenda della
pratica Terrepadane che, non
a caso, non approda in aula prima
della pausa estiva come invece
era nei programmi). «Sarà valutato
di volta in volta se la previsione
di nuovi negozi o supermarket
andrà a confliggere oppure
no con gli interessi della programmazione
commerciale della
città» ha spiegato il primo cittadino
aggiungendo «che bisogna
fare anche i conti con le disposizioni
delle leggi urbanistiche regionali
che vanno nella direzione di favorire il commerciale».
Il Pd e la "moratoria"
Una risposta anche alle feroci critiche
del Pd giunte per bocca di
Giorgia Buscarini: «Quello dello
"scheletro" era un problema da
risolvere e bene che si sia giunti
al termine di questo percorso - ha
osservato - ma come la mettiamo
col fatto che in campagna elettorale
avevate promesso una moratoria
commerciale? Questa pratica
non è di certo coerente con
quanto avevate annunciato».
Il dibattito
Insieme a Saccardi e Pavesi hanno
votato contro anche Luigi Rabuffi
(Pc in Comune) e Sergio Dagnino
(M5s). «Basta concedere
permessi in deroga, qualsiasi richiesta
di questo tipo verrà avanti
in futuro vedrà il mio no netto»,
ha annunciato Rabuffi. «Vorremmo
che si ponesse un freno al
commerciale, servono altre idee»
ha aggiunto il pentastellato. Astenuti
il Pd, Pc Oltre e Gloria Zanardi
(misto) con quest'ultima che
ha ravvisato «una serie di elementi
che non mi convincono».
Valutazioni positive sono arrivate
dal resto della maggioranza che
ha votato a favore al pari di Massimo
Trespidi (Liberi). In un articolato
ragionamento Michele
Giardino (FI) ha motivato la giunta
a farsi portatrice di una nuova
filosofia del commerciale che vada
verso i «distretti, perché il consumatore
sarà sempre più multicanale
e non per questo devono
scomparire i negozi di vicinato».
Per Tommaso Foti (FdI) «la riqualificazione
è fortemente motivata
da interesse pubblico». Trespidi
ha insistito sulla necessità di
mettere in sicurezza la viabilità in
corso Europa.
Libertà
