Rassegna Stampa

Lo 'scheletro' sara' demolito, ma sui nuovi negozi e' scontro

Data: 31/07/2018

PASSA LA PRATICA MACRO, MA SACCARDI (FI) E PAVESI (LEGA) VOTANO CONTRO

 Non occorre essere esperti di belle arti per accogliere la notizia con soddisfazione: dopo 18 anni lo "scheletro" della Madonnina, alle spalle del Galassia, sarà demolito. Lo ha deciso ieri il Consiglio comunale concedendo alla società sarda Macro il nulla osta per costruire in deroga sulle sue ceneri due store della sua catena di giocattoli, cartoleria e articoli da regalo. Saranno due strutture commerciali di medie superfici, una di 2200 metri quadrati circa e l'altra di 800, che daranno lavoro a venti persone.

L' «interesse pubblico» 
Nessuno in aula ha messo in discussione le abbondanti ragioni di «interesse pubblico» di un'operazione portata avanti e terminata dall'assessore all'urbanistica Erika Opizzi ma il cui terreno era stato preparato dall'ex assessore Silvio Bisotti con la decisiva modifica al Rue: sparisce un "ecomostro" considerato unanimemente «una bruttura», «una ferita aperta per la città»; un edificio abbandonato diventato col tempo «insicuro» dove oggi - è stato denunciato - alcuni giovani annoiati vanno a farsi i selfie; il verde intorno, che oggi assomiglia più a una savana, sarà ampliato fino a 12mila metri e della sua cura si farà carico la Macro stessa per 10 anni; sarà prolungato il parcheggio del Galassia; e verrà inoltre rivista e riordinata la complessa viabilità tra via Gorgni, via Goitre e Corso Europa.

Il nodo commerciale 
Semmai il nervo scoperto su cui si è consumato lo scontro in aula è stato l'aspetto commerciale del la pratica, cioè un insediamento di nuovi negozi in una realtà ritenuta già «satura». Questo il motivo che, in fase di voto, ha visto sfilarsi dalla maggioranza di centrodestra Mauro Saccardi (FI) e Nelio Pavesi (Lega), non nuovi a questo tipo di critica. «Non è sempre vero che si riqualifica con il commerciale, faccio fatica a votare questa pratica», ha detto l'azzurro.

Variante al Rue
Non sono bastate a fargli cambiare idea, almeno per ora, le rassicurazioni arrivate dal sindaco Patrizia Barbieri che ha annunciato come allo studio degli uffici ci sia una variante al Rue per contenere le quote di commerciale previste nelle cosiddette aree "polifunzionali" (docet la vicenda della pratica Terrepadane che, non a caso, non approda in aula prima della pausa estiva come invece era nei programmi). «Sarà valutato di volta in volta se la previsione di nuovi negozi o supermarket andrà a confliggere oppure no con gli interessi della programmazione commerciale della città» ha spiegato il primo cittadino aggiungendo «che bisogna fare anche i conti con le disposizioni delle leggi urbanistiche regionali che vanno nella direzione di favorire il commerciale». 

Il Pd e la "moratoria" 
Una risposta anche alle feroci critiche del Pd giunte per bocca di Giorgia Buscarini: «Quello dello "scheletro" era un problema da risolvere e bene che si sia giunti al termine di questo percorso - ha osservato - ma come la mettiamo col fatto che in campagna elettorale avevate promesso una moratoria commerciale? Questa pratica non è di certo coerente con quanto avevate annunciato».

Il dibattito 
Insieme a Saccardi e Pavesi hanno votato contro anche Luigi Rabuffi (Pc in Comune) e Sergio Dagnino (M5s). «Basta concedere permessi in deroga, qualsiasi richiesta di questo tipo verrà avanti in futuro vedrà il mio no netto», ha annunciato Rabuffi. «Vorremmo che si ponesse un freno al commerciale, servono altre idee» ha aggiunto il pentastellato. Astenuti il Pd, Pc Oltre e Gloria Zanardi (misto) con quest'ultima che ha ravvisato «una serie di elementi che non mi convincono». Valutazioni positive sono arrivate dal resto della maggioranza che ha votato a favore al pari di Massimo Trespidi (Liberi). In un articolato ragionamento Michele Giardino (FI) ha motivato la giunta a farsi portatrice di una nuova filosofia del commerciale che vada verso i «distretti, perché il consumatore sarà sempre più multicanale e non per questo devono scomparire i negozi di vicinato». Per Tommaso Foti (FdI) «la riqualificazione è fortemente motivata da interesse pubblico». Trespidi ha insistito sulla necessità di mettere in sicurezza la viabilità in corso Europa. 

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