L'intervista dell'esponente dei Liberali scuote il centrodestra. Tutti tacciono, ma c'è l'ultimatum del capogruppo leghista
«Levoni scelga cosa intende fare:
o sta in maggioranza oppure esce.
Ma così non si può andare avanti».
Nel giorno in cui tutti i principali
esponenti del centrodestra e
dell'amministrazione tacciono, sindaco Patrizia Barbieri compreso,
l'unico a lasciarsi andare a un commento è il capogruppo della Lega in
consiglio comunale, Carlo Segalini.
Le cui parole suonano più o meno
come un ultimatum al capogruppo
dei Liberali piacentini intorno a cui
si è aperto ufficialmente un caso.
Com'era logico prevedere, l'intervista a Libertà (v. edizione di ieri) di
Antonio Levoni ha scatenato un putiferio nella coalizione di governo.
Non solo per il merito delle dichiarazioni, e cioé la secca contrarietà
alle politiche di bilancio attuate
dall'assessore Paolo Passoni, a partire dalla volontà di vendere le quote di Iren; ma anche per i toni duri,
quasi da sfida, adottati nei suoi confronti e in quelli del dirigente Vittorio Boccaletti, tanto da spingersi a
lanciare il sospetto che i due «abbiano gonfiato le voci di bilancio». Ma
Levoni è andato oltre, prendendo di
mira anche il vicesindaco Elena
Baio («non è mai stata la nostra rappresentante in giunta, vorrei capire
meglio cosa fa» ha detto) e le altre
componenti della maggioranza. Di fatto ha salvato solo il sindaco pur
mettendo pesantemente in dubbio
l'efficacia dell'ultimo rimpasto, «diciamo che la ciambella non è venuta con un buco perfetto».
Acque agitate, quelle in maggioranza, che si insericono nel dibattito più
ampio e complesso su come reperire risorse funzionali ad attuare le
politiche senza toccare le tasche dei
cittadini, così come promesso dal
centrodestra in campagna elettorale. Anche per questa ragione, nei
mesi scorsi, si erano scatenate le polemiche intorno alla necessità o meno di aumentare l'addizionale Irpef
(che tra mille fatiche si è deciso di
tenere bloccata fino al 2021) e, ancor più di recente, sui presunti sprechi che si annidano nelle uscite
dell'ente. Discussioni che hanno
provocato fratture nella coalizione
di governo.
Ma se finora in maggioranza si era
provato a ingoiare i rospi senza esasperare troppo le frizioni, par di capire che stavolta qualcosa si sia rotto irrimediabilmente e che la questione vada affrontata di petto. Soprattutto per il fatto che il gruppo dei
Liberali piacentini, pur risicato numericamente (oltre a Levoni c'è
Gianpaolo Ultori), risulta assai influente. Tutti gli indizi lasciano supporre dunque che domani in consiglio, quando si affronterà il tema
dell'alienazione di una parte delle
quote Iren, vi sia la resa dei conti. Ieri il sindaco Barbieri non ha voluto commentare. Non l'ha fatto nemmeno Gianpaolo Ultori, collega di
gruppo di Levoni. E neppure Tommaso Foti (Fdi), leader della maggioranza, il quale però ha lasciato intuire che in aula qualcosa accadrà.
Di certo il Levoni-pensiero ha provocato uno scossone anche in casa
Lega, principale forza della coalizione. Tanto che dopo una serie di consultazioni Segalini ha annunciato
che volere «subito un confronto in
maggioranza per avere un chiarimento». E il primo nodo da sciogliere è proprio il caso Levoni: «Ho letto quelle dichiarazioni, mi pare ovvio che debba chiarire cosa vuole fare: intende allinearsi alla maggioranza oppure no?».
Libertà
