L'assessore liquida la proposta Foti «Costa 20 milioni, l'obiettivo con la società è mettere a norma il Garilli»
«Quella del nuovo stadio è una
questione che non mi riguarda».
Ieri pomeriggio, ore 17,30. Stefano
Cavalli è assessore allo sport. In
quella veste è appena uscito dalla
riunione con il Piacenza Calcio «per
cercare di mettere a norma lo stadio». Così spiega a "Libertà" che telefonicamente lo interpella su
quanto il giorno prima è uscito in
consiglio comunale, vale a dire
l'esortazione a «mettere mano» alla realizzazione di una nuova arena per il Piacenza in sostituzione
del Garilli che, per quanto glorioso,
mostra tutti i segni del tempo . E'
stato Tommaso Foti (Fdi) a parlarne in aula come di una necessità,
perché «pensare che uno stadio costruito nel '69 possa essere lo stesso nel 2019 o si è ciechi o imbecilli». E perché, «al di là delle fortune
calcistiche che sono ondivaghe», «il
nostro compito è di fare delle scelte politiche che non solo fare bellissime strade a diciotto corsie, a volte può essere fare impianti sportivi».
Un intervento, quello di Foti, in qualche modo imbeccato da Andrea Pugni (M5s) che, nel sottolineare la dote di risorse portata nelle casse comunali dall'avanzo di bilancio 2018
(fino a 12,6 milioni di euro tenendo
conto dell'introito stimato dalla già
deliberata vendita di azioni Iren), ne
ha auspicato l'utilizzo per la realizzazione di «un'opera-segno, simbolo del mandato» della giunta Barbieri. E l'allusione - chiara, ma non detta esplicitamente per motivi di scaramanzia essendo alla vigilia della
partita decisiva per la promozione
del Piacenza in serie B - era tutta a un nuovo stadio per i biancorossi.
Ma per fare un nuovo stadio «si parla di circa 20 milioni e credo che anche con tutti i tesoretti si fa fatica, mi
sembra una questione molto prematura», spegne sul nascere gli entusiasmi l'assessore Cavalli: «Quella
di Foti è stata una fuga in avanti? Dovete chiederlo a lui, io sto lavorando per mettere a norma l'impianto per
il prossimo anno, e lo stadio nuovo
è un tema che non mi riguarda».
Messa a norma, dunque, è la portata degli interventi messi in cantiere
per il Garilli, tanto che il Piacenza
resti in Lega Pro quanto che salga in
B: nel secondo caso «le prescrizioni sono minori, però lo stadio deve
in ogni caso essere adeguato», spiega Cavalli che elenca una serie di
opere e manutenzioni: dal manto
erboso del campo alle panchine, dai
seggiolini sugli spalti al sistema di
videosorveglianza. Con l'obiettivo
di portare a oltre 10mila spettatori
una capienza che oggi è intorno a
7mila (per la partita di cartello con
l'Entella martedì scorso si è ottenuta una deroga per 2mila posti in più).
Di questo si è ragionato al vertice
con il presidente della società biancorossa Gatti. Un pacchetto di lavori che «dobbiamo quantificare, saranno dell'ordine di diverse centinaia di migliaia di euro», stima l'assessore i costi che sono «a carico del
Comune e del Piacenza Calcio che
ha possibilità di fare detrazioni». «Ci
sono anche bandi a cui partecipare, e con la società, con cui c'è massima collaborazione, vediamo come muoverci al meglio, anche perché i tempi sono stretti per farci trovare pronti all'inizio della prossima
stagione».
Libertà
