Ex sindaci (Pareti e Benaglia), amministratori e funzionari comunali di ieri e di oggi, tanti amici: un commosso ricordo al Farnese
A volte il tempo è maestro sapiente, a tratti tira fuori la saggenza perduta e poi ritrovata: questo
si è verificato l'altra sera a Palazzo
Farnese (Anticamera del Trono)
quando dopo i saluti del sindaco
Patrizia Barbieri e dell'assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, che ha coordinato l'incontro,
ex amministratori, professionisti e
amici di una vita, hanno ricordato
la figura di Franco Tei, indimenticato segretario generale del Comune di Piacenza dal 1987 al 1998 e
vicesegretario dal 1965 al 1987.
Si sono alternati per un ricordo diversi personaggi che hanno fatto
parte della storia di questa città:
Franco Benaglia, sindaco di Piacenza dal 1990 al 1992, Padre Secondo Ballati, Guardiano del Convento dei Frati minori di Santa Maria di Campagna, Giorgio Braghieri, oggi presidente dell'Opera Pia
Alberoni, ma in passato vicesegretario del Comune, Elio Castellazzi, avvocato e vicesindaco di Piacenza dal 1970 al 1975, Mara Conti, figura rappresentativa dell'immagine comunale e Capo di Gabinetto di lungo corso, Carlo Mazza,
presidente del Consiglio Comunale dal 1994 al 2002, Stefano Pareti,
sindaco di Piacenza dal 1980 al
1985 e Corrado Sforza Fogliani, oggi presidente di Assopolari e del
Comitato esecutivo della Banca di
Piacenza, in passato – più precisamente dal 1964 al 1975 e dal 1980
al 1998 – consigliere comunale. Assente per impegni parlamentari
l'onorevole Tommaso Foti, che ha
inviato una nota per ricordare la figura di Tei.
In Franco Tei "La forma è sostanza" - è stato detto –, un assioma che
ha origini filosofiche da Aristotele
in poi, fino a toccare aspetti della
filosofia del diritto. Non solo le doti giuridiche di Tei hanno avuto
spazio, ma è emersa una figura
gonfia di umanità che si è laureata con il massimo dei voti, che ha
vissuto l'infanzia e l'adolescenza
in piazza Borgo dove era nato e che
grazie alla propria volontà ha saputo emergere, come servitore
dello Stato per la sua grande cultura giuridica e amministrativa.
E ancora, le sue passioni: la lettura, le conversazioni, l'arte e in particolare la pittura, le frequentazioni artisti quali Cinello e Xerra, il
rapporto con la fede e la frequentazione quasi quotidiana della basilica di Santa Maria di Campagna.
E, ancora, il cibo a cui non sapeva
rinunciare, l'amore per la famiglia
e i figli Daniele e Isabella, presenti
e a tratti commossi per tanti ricordi messi insieme. Da Mara Conti a
Elio Castellazzi le testimonianze
più familiari, da Corrado Sforza Fogliani e Giorgio Braghieri la profondità intellettuale, da Stefano Pareti e Franco Benaglia le doti amministrative e infine l'amicizia con
Carlo Mazza. Un uomo tutto d'un
pezzo, esempio di un tempo andato, è vero, i cui ideali e la cui cultura sono però universali.
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