Rassegna Stampa

Opizzi dopo le dimissioni 'Estranea, lo dimostrero''

Data: 12/02/2022

L'ex assessora all'Urbanistica respinge l'accusa di avere favorito l'imprenditore Susino per la gestione del posteggio pubblico di via Genova

Ringrazia la sindaca Barbieri «per la fiducia concessami in questi anni » in cui «ho svolto il mio ruolo sempre ispirandomi ai principi di trasparenza e di giustizia, senza mai aver compiuto atti contrari al bene pubblico o che potessero inficiare il lavoro dell'Amministrazione di cui sono onorata di aver fatto parte». E d'altro canto, è «in nome dello stesso principio di trasparenza» che Erika Opizzi, «pur ritenendomi estranea al reato contestatomi», due giorni fa si è dimessa da assessora all'Urbanistica: «Ho ritenuto giusto assumere questa sofferta decisione sia per tutelare il prosieguo dell'attività dell'Amministrazione, ma soprattutto per lavorare tranquillamente al fine di raccogliere la documentazione necessaria per dimostrare inequivocabilmente che non ho compiuto alcun atto contrario ai doveri del mio ufficio, né ho mai tratto o fatto trarre intenzionalmente e consapevolmente alcun vantaggio a chicchessia ». «Confido, come sempre, nell'azione della magistratura perché possa chiarire quanto prima gli esatti contorni della vicenda». Opizzi nell'inchiesta della procura che ha sconquassato la politica locale ci entra come indagata per corruzione con l'accusa di avere favorito, in cambio di denaro o altre utilità, imprenditori privati tra cui quel Nunzio Susino indicato dagli investigatori come il perno di un'attività criminale nel settore degli appalti (e non solo) dai contorni di associazione a delinquere. Nelle carte dell'ordinanza del gip Luca Milani l'assessora di Fratelli d'Italia viene descritta (da Susino) come «gestita» dall'onorevole Tommaso Foti, nel senso che «sia espressione politica del più illustre esponente di FdI». La vicenda che direttamente le viene contestata riguarda il palazzo di via Genova sorto sulle ceneri di un distributore Agip. Il progetto edilizio, presentato dalla "Via Genova srl", aveva avuto l'ok del consiglio co- munale a marzo 2017 - erano gli ultimi mesi di mandato della giunta Dosi - e prevedeva due piani di parcheggi a uso pubblico: 30 posti auto (in aggiunta ai garage condominiali nell'interrato) con tariffa pari ai parcometri comunali. A Opizzi, preme «evidenziare», scrive nella nota inviata ieri alla stampa, «che gli atti fondamentali (delibera giunta comunale n.91/2017, delibera consiglio comunale n.20 del 31/03/2017 e permesso di costruire n.12 del 12/04/2017) sono stati assunti dalla precedente amministrazione». A tale proposito diamo conto che nell'ordinanza è riportato un dialogo dell'ottobre 2019 in cui Susino, nel frattempo entrato nella "Via Genova srl", «afferma che i suoi soci avevano ricevuto un "favore" dall'allora sindaco Dosi al fine di rilevare la vecchia proprietà (Eni, ndr) su cui poi è sorto il condominio». «Tuttavia in merito a quest'ultima affermazione non sono stati raccolti ulteriori riscontri», rileva il gip. Ciò su cui, d'altra parte, gli inquirenti hanno acceso i riflettori non è il via libera al progetto edilizio, ma la convenzione per la gestione del parcheggio pubblico. Siglata nel novembre 2019, a palazzo ultimato, e dopo un prolungato pressing dei soci della "Via Genova" «al fine di ottenere vantaggiose condizioni contrattuali ». E se Opizzi nella sua nota rimarca che quella convenzione «è stata approvata con delibera di giunta del 28/11/2019 all'unanimità, visionata da ben due direttori generali dell'Ente e dal notaio stipulante nonché sottoscritta dal dirigente» dell'Urbanistica, l'ordinanza riporta le intercettazioni nelle quali Susino (l'11 maggio 2019) «afferma di avere corrisposto una dazione corruttiva di 3mila euro a Foti affinché intercedesse presso l'ufficio Urbanistica per la convenzione dei parcheggi » nonché gli incontri sia nella sede di FdI sia «quello avuto con Foti» all'Urbanistica in via Scalabrini (il 5 aprile 2019). Dal negoziato nei mesi successivi escono, tramite e.mail, bozze di convenzione intercettate dagli inquirenti. Uno dei nodi, si legge nelle carte, è la certificazione di agibilità dello stabile, un altro il numero dei posti auto destinati a parcheggi in abbonamento, «ragione per la quale, a fronte delle resistenze dell'ufficio», Susino, riferisce l'accusa, «aveva chiesto al Foti di sbloccare la situazione definitivamente». Di posti in abbonamento - affittabili annualmente, dunque sottratti all'utilizzo a tariffa oraria o giornaliera - la "Via Genova" punta ad averne «almeno dieci». L'11 novembre l'imprenditore «riceve» dall'onorevole di FdI «l'assicurazione che quello stesso giorno avrebbe invitato» l'assessora «a risolvere il problema», e ai suoi soci dice di avere letto una e.mail di Opizzi che «avrebbe chiesto» a Foti: «Dimmi cosa devo fare». Il 14 novembre 2019 i carabinieri documentano l'arrivo in via Scalabrini di due soci della "via Genova", Lino Girometta e Alessandro Pignacca: «Si intrattenevano per alcuni minuti », e «poco dopo viene vista uscire l'assessora». Il giorno seguente Pignacca riferisce a Susino di «avere ricevuto garanzie» che la pratica per il condominio «sarebbe stata approvata dopo il passaggio in giunta, previsto per il giovedì successivo». Due giovedì dopo in realtà. La convenzione per la gestione dell'autosilo viene costruita, si legge nella delibera, sulla base sia della «costituzione di servitù a beneficio della collettività con diritto di passaggio pedonale e carrabile avente ad oggetto il portico in fregio a via Genova e i parcheggi al secondo e terzo piano fuori terra» (30 stalli) sia della determinazione delle tariffe (non più di euro 1,50/ora) nonché degli abbonamenti che «possono essere riservati al numero massimo di 10 posti auto» (come da richiesta di Susino e soci), e questo «al fine di garantire quanto deciso dal consiglio comunale » all'atto del disco verde al piano edilizio (marzo 2017) «relativamente all'aumento dell'offerta parcheggi che si attestano a ridosso del centro storico e in particolare nella zona sud-ovest». Di 25 anni la durata della gestione, con la "Via Genova" chiamata a versare al Comune il 10% di un incasso annuo «indicativamente stimato tra 50 e 60mila euro, al lordo delle spese di gestione». Così si legge nella delibera di giunta dove «la tipologia di parcheggio ad uso pubblico in oggetto realizzata previo accordo con il Comune che ne regoli l'uso presso un complesso privato residenziale» viene definita «un unicum nell'ambito del territorio comunale». E i cartelli affissi fuori dal parcheggio informano l'utenza che il costo dell'abbonamento annuale è di 1.500 euro.

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