PAOLO RIZZI
Io credo in Piacenza, Barbieri vuole una città chiusa e vecchia»
IL CANDIDATO A "FUORI SACCO" ANNUNCIA UNA GIUNTA RINNOVATA E CRITICA I SERVIZI SOCIALI "PRIVATI" DELLA BARBIERI
<<Modificheremo il piano occupazionale, perché ci siano addetti alle manutenzioni, a disposizione dei cittadini»
Ha messo da parte quell'atteggiamento conciliante e di mediazione cui ci si era abituati da settimane. E ha indossato l'elmo e imbracciato spada, dati e progetti. Quello di questi giorni è un Paolo Rizzi che muove all'attacco. Registro e toni, infatti, sono decisamente cambiati. Rizzi va all'assalto, non molla, combatte; lo ha fatto anche ieri sera durante il faccia a faccia a "Fuori Sacco; cercando di stanare la contendente Patrizia Barbieri sulle presunte contraddizioni e defaillance contenute nel suo programma, in particolare su servizi sociali (l'accusa è di una gestione troppo privata della tariffa dei servizi) e immigrazione (dove Rizzi ha rimarcato il ruolo di controllore dello Sprar, dove, in un sistema di regole rigide, sono accolti 21 profughi). Ne è nato un confronto franco e a tratti acceso, durante il quale Rizzi ha annunciato una città moderna, capace di prendersi cura soprattutto degli aspetti che stanno più a cuore ai cittadini: «Modificheremo il piano occupazionale, avremo nuovi addetti alla manutenzione da mandare nelle frazioni. Vogliamo avere una squadra direttamente a disposizione dei cittadini», ha annunciato su Telelibertà.
1. La Piacenza del 2022
Sulla Piacenza del futuro, Rizzi ha detto: «Noi vogliamo una Piacenza più moderna, più europea e attrattiva. IL punto centrale è la qualità della vita e fondamentale sarà aumentare il benessere diffuso. Abbiamo pronte iniziative in campo economico, vogliamo rafforzare fortemente il nostro apparato produttive, confermando il nostro sistema di servizi sociali con un mix pubblico-privato efficiente. E poi c'è tutto il tema urbanistico attraverso il quale ci riapproprieremo di tante porzioni della città per rilanciarle e riprogettarle».
2. Non è la città del male
Rispondendo a una punzecchiatura della Barbieri, il candidato del centrosinistra ha precisato: «Io amo Piacenza e non voglio descriverla, come fanno altri, come la città dove tutto va male. Non ci sto. Nelle indagini sulla qualità della vita, Piacenza da sempre è posizionata nelle prime 20 città d'Italia Noi vogliamo addirittura migliorare questa posizione».
3. «Giunta rinnovata»
Sul gioco di accuse tra chi più "nuovo" di altri, Rizzi parte con una stoccata: «Lo slogan 'Aria nuova" di Barbieri è leggermente fuorviante. È una donna che fa politica da 25 anni; è stata dieci anni sindaco di Castelvetro; per cinque anni assessore in Provincia; nel 1996 fu candidata alla Camera per il Polo delle libertà. Nomi come Foti, Levoni, Putzu, Cavalli, Caruso, Polledri non rappresentano certo una ventata di novità vista la mole degli incarichi che hanno già ricevuto». Poi ha sottolineato: «Sono totalmente indipendente dai partiti, è stata la prima condizione che ho posto. Rinnoverò la squadra di giunta e sarà scelta da me. La mia esperienza in politica da consigliere comunale nel 1994-1998? Quella fu un'esperienza civica di cui vado fiero, perché credevo nei progetti dell'allora sindaco Giacomo Vaciago; e la mia scelta risale, comunque, a 25 anni fa».
3. Troppe auto in centro
«Tutte le città europee hanno centri che sono rinati - ha rilanciato Rizzi, parlando del centro storico nostro deve diventare un centro commerciale naturale. Per fare questo urge una mobilità nuova, una specializzazione degli operatori commerciali e iniziative culturali che riportino la gente in centro. Con i Venerdì Piacentini si registrano tante presenze. Abbiamo disordine di traffico e troppe auto in centro. Vogliamo valorizzare il centro ma senza le auto. Piazza Cavalli e piazza Duomo saranno pedonalizzate. Sul Corso l'ho già detto. La sperimentazione non ha funzionato e troveremo con i residenti e i commercianti la soluzione migliore».
4. Decoro, punto debole»
Rizzi ha riconosciuto che quello del decoro è «un punto debole di Piacenza di questi anni». «Occorre un cambio di registro fortissimo», ha annunciato il candidato. «Per questo motivo, un primo intervento immediato di mezzo milione di euro sarà destinato alle nostre strade, alla viabilità, all'ammodernamento dei campi gioco e alle frazioni che necessitano piste ciclabili e riqualificazione urbana. Abbiamo in programma grandi eventi culturali per il centro, ma anche mini-interventi culturali nelle frazioni Tra i progetti che attueremo un autovelox a Mucinasso e una pista ciclabile a Pittolo».
5. Hospice e Tecnopolo
Rizzi ha scandito le parole e non ha mancato di punzecchiare la contendente sulle sue origini di Castelvetro: «La differenza è di concezione della città. La visione guarda di Barbieri guarda al passato ed è solo critica. Io sono orgoglioso di essere di Piacenza e un sindaco deve pensare al futuro della città. Ho seguito alcuni piani strategici importanti di molte città del Nord e parlo a ragione veduta. Piacenza Vision 2020 portò cose concrete. L'hospice, un orgoglio tutto piacentino; un progetto anziani-bambini insieme che ci invidiano in tutta Italia; un Tecnopolo che è al servizio delle imprese locali. Il welfare è al primo punto del nostro programma».
6. Piano di mobilità
Il candidato torna su quanto già detto in questa campagna elettorale: «Le due fonti principali di inquinamento sono il traffico e il riscaldamento. Occorre un Piano di mobilità complessivo con meno traffico nel nostro centro. E in secondo luogo aumenteremo il teleriscadamento. Abbiamo bisogno di più verde e incentiveremo il verde urbano e gli orti. Rafforzeremo il Controllo sulle autostrade con pareti mangia-polvere. Favoriremo l'uso delle biciclette, del car pooling, rafforzeremo i parcheggi scambiatori».
7. «La mia città aperta»
Sul marketing territoriale, «Ci sono due obiettivi da perseguire insieme - ha osservato Rizzi -. Primo, salvaguardare la piacentinità. Ma per fare questo abbiamo bisogno di allargare lo scenario, di tessere relazioni e collaborazioni con Parma e Reggio Emilia attraverso lo strumento di Destinazione "Emilia" sul fronte turistico. Tre città insieme possono attrarre turisti con pacchetti studiati ad hoc. E poi investire sui nostri prodotti. Pomodoro, salumi, formaggi, ma anche l'agroindustria e la meccatronica. A mio avviso Barbieri propone una città chiusa».
8. Industria 4.0
La ricetta economica di Rizzi per ottenere investimenti di qualità passa dall'essere realmente attrattivi. «Dobbiamo creare condizioni di contesto più favorevoli. Anche attraverso un rapporto più forte con le Università, centri di ricerca applicata Vogliamo sostenere la rivoluzione in corso sul sistema industria 4.0. Qui abbiamo grandi specializzazioni. Non dimentichiamo poi le nostre start up e la natalità d'impresa. Le nostre imprese sono orientate verso l'internazionalizzazione. Occorre puntare sull'alternanza scuola-lavoro».
9. Sos ospedale
Torna il tema del nuovo ospedale. E Rizzi accusa Barbieri di incoerenza: «Contrariamente a voi, noi abbiamo sempre detto che il nuovo ospedale riveste una doppia opportunità per la città. Più spazi, riduzione dei trasporti interni, riduzione dei costi energetiche il superamento del dualismo tra vecchio e nuovo. Abbiamo esigenza di nuovi flussi. Gli accessi al pronto soccorso sono raddoppiati. Avremo l'opportunità di avere nuovi parcheggi Nel frattempo dovremo valorizzare anche l'attuale nosocomio e chiedere alla Regione di aumentare la nostra spesa pro-capite sanitaria».
10. Sport formativo
«Abbiamo seicento associazioni dilettantisitiche, 50mila tesserati. Noi possiamo dare contributo a tutti un sostegno sul piano educativo perché gli allenatori o yy. sono educatori. Abbiamo una nuova legge che ci aiuterà per l'impiantistica sportiva e per gli eventi che vogliamo rafforzare. Sosterremo anche gli sport minori».
LA VOCE DEL CANDIDATO , Paolo Rizzi, docente «Mi sono occupato dei più importanti piani strategici delle città del nord Italia e sono orgoglioso di Piacenza. Sono però convinto che ci voglia un cambio di registro fortissimo sul decoro urbano. Mezzo milione di euro sarà destinato alle strade urbane, alle manutenzioni, da subito».
Libertà
