Mozione dell'opposizione respinta in consiglio comunale. Cugini presenta esposto in procura Barbieri: «Ne parlerò in conferenza degli enti»
L'opposizione che attacca richiamando all'oculatezza nello spendere «risorse del contribuente», la
maggioranza che rimbalza la palla
alla conferenza degli enti perchè
«questo genere di verifiche non
spetta al consiglio comunale», il sindaco Patrizia Barbieri che si ritaglia
un ruolo di mediazione impegnandosi a «fare presente nei luoghi deputati quanto è emerso dalla discussione odierna», verbali alla mano.
In questo quadro la mozione delle
minoranze sull'impennata di spese
del presidente di Acer - il forzista Patrizio Losi, indicato dall'amministrazione e nominato nella conferenza
degli enti, organismo che riunisce i
Comuni della provincia in cui si trovano case di edilizia popolare - è stata respinta dalla maggioranza (sì
dell'opposizione a eccezione di Piacenza Oltre e Piacenza del Futuro che si sono astenuti).
Dall'indennità dell'addetto alla comunicazione «aumentata del 70%
(da 15mila a 25.515 euro all'anno»)
alle spese di trasferta impennatesi
del 1.193% rispetto all'anno precedente quando l'ente che gestisce le
case popolari era guidato da Massimo Savi indicato dalla giunta di centrosinistra («una media giornaliera
che passa da 1,21 a 19,80 euro»): sono i numeri riportati nella mozione
che ha Stefano Cugini (Pd) come
primo firmatario.
E se Tommaso Foti (Fdi), nell'ammonire l'opposizione dallo strumentalizzare» l'intervento del sindaco («Non ho sentito che abbia
parlato di comportamenti illeciti»),
ha esortato i detrattori di Losi a rivolgersi alla procura della Repubblica («Essendo pubblici ufficiali
avete l'obbligo di riferirne alla competente autorità»), Cugini ha colto
la palla al balzo per assicurare che
di certo «mi rivolgerò alla competente autorità per violazione di una
norma precisa del regolamento».
Che si tratti dell'autorità giudiziaria
è fuor di dubbio, dal momento che
l'esponente dem lo ha definito come un bis («Già siamo dovuti andare in procura per omissione di atti
d'ufficio») del contestato caso
dell'«occupazione abusiva» - questa l'accusa - di un alloggio Acer da
parte di un utente di cui si era fatto
garante, economicamente, il prete
di San Giuseppe Operaio don Stefano Segalini (v. "Libertà" del 14 novembre scorso).
Stavolta nel mirino c'è una «palesissima violazione del regolamento per
il rimborso spese delle missioni e di
rappresentanza dei componenti il
cda di Acer», ha incalzato Cugini sottolineando quanto sta scritto al punto 5 dell'articolo 5: «Dell'autovettura ci si può avvalere qualora non sia
possibile utilizzare un mezzo di trasporto pubblico o nel caso che la
missione coinvolga più amministratori, rendendo di fatto più conveniente l'utilizzo di un automezzo».
E anche in questo caso parla il confronto con il mandato precedente:
emerge, quantifica la mozione, «la
possibilità di risparmiare, con la
semplice preferenza del treno rispetto all'auto, circa il 50% del totale delle spese messe a rimborso del
presidente Losi, di volta in volta approvate dal cda».
«Trattare le risorse dei contribuenti con maggiore ocultezza», è il monito della mozione, e senza fa ricadere su Acer «i costi delle trasferte
internazionali» per le partecipazioni di Losi alle riunioni di Housing
Europe, «in virtù del dubbio ritorno
di interesse concreto sul sistema di
edilizia residenziale pubblica del
territorio piacentino».
Tutte questioni che non spetta al Comune sindacare, è stata la linea tenuta dal centrodestra con l'assessore al bilancio Paolo Passoni che ha
elencato i livelli di vigilanza di stretta competenza del cda dell'ente, del
suo direttore, del collegio dei revisori, nonché della conferenza degli
enti. Sulla stessa lunghezza d'onda
Foti, Sergio Pecorara (Fi) e Antonio
Levoni (Liberali). «Una mozione utile perché ci permette una presa d'atto della situazione», l'ha definita
Carlo Segalini (Lega), mentre le minoranze, con Massimo Trespidi (Liberi), Giulia Piroli e Giorgia Buscarini (entrambe Pd), Sergio Dagnino
e Andrea Pugni (M5s), Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) e Gloria Zanardi (gruppo misto), hanno polemicamente sventolato la bandiera
della «oculatezza delle spese» richiamando all'«etica dei comportamenti degli amministratori pubblici».
Libertà
