Rassegna Stampa

Severita' con l'apologia di fascismo, il consiglio comunale e' contrario

Data: 06/12/2017

Con il voto anche di Liberi e Pugni (M5s) passa la mozione di Foti (Fdi) che chiede di bloccare il giro di vite promosso dalla legge Fiano (Pd)

E' anacronistico discutere di fascismo nel 2017? Ha senso chiedere un giro di vite rispetto all'utilizzo di simboli che richiamano il regime guidato da Benito Mussolini? Attorno a queste domande ha ruotato lunedì in consiglio comunale la discussione sulla proposta di legge promossa da Emanuele Fiano (Pd) con l'obiettivo di rinforzare l'argine normativo nei confronti di comportamenti, apologie e manifestazioni indici di derive nostalgiche ritenute pericolose per la tenuta democratica del Paese. Lo spunto l'ha dato la risoluzione del centrodestra presentata da Tommaso Foti (Fdi) volta a rivolgere al Parlamento «l'invito» a bloccare l'iter della proposta di legge Fiano per due ordini di ragioni: dalla legge Scelba alla legge Mancino, ci sono già norme sufficienti a sanzionare e tenere sotto controllo certi fenomeni; la proposta in discussione «pare lesiva di quella libertà di pensiero e di espressione garantita dalla Costituzione». Questo il testo della risoluzione che è passata con il sì della maggioranza (eccetto il forzista Michele Giardino che si è astenuto considerando «improprio investire il consiglio comunale» di simili tematiche), di Liberi e di Andrea Pugni (M5s) e il no di Pd, Piacenza Più, Piacenza in Comune e Sergio Dagnino (M5s). Se, dunque, Foti ha esortato a non «mettere fuorilegge le idee», Giulia Piroli (Pd) ha ammonito dal non derubricare a folklore certe manifestazioni come il saluto romano o la vendita di gadget e icone fasciste. L'«anacronismo» di fascismo e comunismo è stato sostenuto da Davide Garilli (Lega), «è una battaglia contro cadaveri di un'epoca che è finita». Secondo Lorella Capucciati (Lega), «più che chi propaganda il fascismo sono gli immigrati sempre più violenti a dover preoccupare». Attenzione a «sminuire sempre», ha avvertito Stefano Cugini (Pd), «l'incendio comincia dal mozziconi di sigaretta». E Luigi Rabuffi (Piacenza in comune) ha ribattuto a Foti affermando che «la libertà di manifestare sarà sempre garantita purchè non si contrabbandi un'ideologia che la Costituzione ha escluso dal nostro ordinamento». «La legge Fiano è uno strumento di propaganda», secondo Filippo Berolini (Fdi). «Dell'iniziativa di Fiano non se ne sentiva il bisogno», ha fatto eco Massimo Trespidi (Liberi) perchè le leggi di Scelba e Mancino che ci sono sufficienti, non abbiamo bisogno di riproporre una guerra civile che abbiamo superato». «Sono d'accordo a censurare le opposte dittature, ma in Italia c'è stato il fascismo che fu un regime violento», ha ribattuto Paolo Rizzi (Piacenza Più). Christian Fiazza (Pd) ha commentato il blitz degli skinhead nella sede dell'associazione di volontariato "Como senza frontiere", a cui hanno partecipato anche tre piacentini: «Il pericolo è la sottovalutazione dell'ignoranza, nelle parole del proclama letto nel corso del blitz si coglieva un'atmosfera minacciosa e di intimidazione psicologica». Il Pd promuove la partecipazione alla manifestazione antifascista a Como sabato prossimo (un pullman partirà alle 8 dallo stadio, chi è interessato può prenotare il posto). A contestare duramente il voto del consiglio comunale è l'Anpi (associazione partigiani) che parla di «tradimento dei valori antifascisti della nostra città»

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