Con il voto anche di Liberi e Pugni (M5s) passa la mozione di Foti (Fdi) che chiede di bloccare il giro di vite promosso dalla legge Fiano (Pd)
E' anacronistico discutere di fascismo
nel 2017? Ha senso chiedere
un giro di vite rispetto all'utilizzo
di simboli che richiamano il regime
guidato da Benito Mussolini?
Attorno a queste domande ha ruotato
lunedì in consiglio comunale la
discussione sulla proposta di legge
promossa da Emanuele Fiano (Pd)
con l'obiettivo di rinforzare l'argine
normativo nei confronti di comportamenti,
apologie e manifestazioni
indici di derive nostalgiche ritenute
pericolose per la tenuta democratica
del Paese.
Lo spunto l'ha dato la risoluzione
del centrodestra presentata da Tommaso
Foti (Fdi) volta a rivolgere al
Parlamento «l'invito» a bloccare
l'iter della proposta di legge Fiano per due ordini di ragioni: dalla legge
Scelba alla legge Mancino, ci sono
già norme sufficienti a sanzionare
e tenere sotto controllo certi fenomeni;
la proposta in discussione
«pare lesiva di quella libertà di pensiero
e di espressione garantita dalla
Costituzione».
Questo il testo della risoluzione che
è passata con il sì della maggioranza
(eccetto il forzista Michele Giardino
che si è astenuto considerando
«improprio investire il consiglio
comunale» di simili tematiche), di
Liberi e di Andrea Pugni (M5s) e il
no di Pd, Piacenza Più, Piacenza in
Comune e Sergio Dagnino (M5s).
Se, dunque, Foti ha esortato a non
«mettere fuorilegge le idee», Giulia
Piroli (Pd) ha ammonito dal non derubricare
a folklore certe manifestazioni
come il saluto romano o la
vendita di gadget e icone fasciste.
L'«anacronismo» di fascismo e comunismo
è stato sostenuto da Davide
Garilli (Lega), «è una battaglia
contro cadaveri di un'epoca che è
finita». Secondo Lorella Capucciati
(Lega), «più che chi propaganda
il fascismo sono gli immigrati sempre
più violenti a dover preoccupare».
Attenzione a «sminuire sempre», ha
avvertito Stefano Cugini (Pd), «l'incendio
comincia dal mozziconi di
sigaretta». E Luigi Rabuffi (Piacenza in comune) ha ribattuto a Foti affermando
che «la libertà di manifestare
sarà sempre garantita purchè
non si contrabbandi un'ideologia
che la Costituzione ha escluso dal
nostro ordinamento».
«La legge Fiano è uno strumento di
propaganda», secondo Filippo Berolini (Fdi). «Dell'iniziativa di Fiano
non se ne sentiva il bisogno», ha fatto
eco Massimo Trespidi (Liberi)
perchè le leggi di Scelba e Mancino
che ci sono sufficienti, non abbiamo
bisogno di riproporre una guerra
civile che abbiamo superato».
«Sono d'accordo a censurare le opposte
dittature, ma in Italia c'è stato
il fascismo che fu un regime violento»,
ha ribattuto Paolo Rizzi (Piacenza
Più). Christian Fiazza (Pd) ha
commentato il blitz degli skinhead
nella sede dell'associazione di volontariato
"Como senza frontiere", a
cui hanno partecipato anche tre piacentini:
«Il pericolo è la sottovalutazione
dell'ignoranza, nelle parole
del proclama letto nel corso del blitz
si coglieva un'atmosfera minacciosa
e di intimidazione psicologica».
Il Pd promuove la partecipazione
alla manifestazione antifascista a
Como sabato prossimo (un pullman
partirà alle 8 dallo stadio, chi è
interessato può prenotare il posto).
A contestare duramente il voto del
consiglio comunale è l'Anpi (associazione
partigiani) che parla di
«tradimento dei valori antifascisti
della nostra città»
Libertà
