«UN DOVERE ACCETTARE»: IL LEADER LIBERALE CANDIDATO PER ACCLAMAZIONE
«L'amministrazione uscente non ha avuto un'anima nell'amare la città. Noi contiamo di dargliela. Saremo le sentinelle della libertà in consiglio comunale». Sarà l'avvocato Corrado Sforza Fogliani il candidato sindaco del "terzo polo", coalizione che ruoterà intorno ai Liberali piacentini. Lo ha deciso martedì sera per acclamazione l'associazione Luigi Einaudi. A proporre la figura del leader storico è stato il vicepresidente Carlo Giarelli. Una sorpresa. Ma solo fino a un certo punto dato che il nome di Sforza Fogliani come possibile candidato a sindaco circolava con una certa insistenza da giorni («spero di non doverlo fare io» aveva detto a Libertà solo l'altro giorno). Presidente del comitato esecutivo della Banca di Piacenza, presidente di Assopopolari e vicepresidente dell'Abi (associazione bancaria italiana), Sforza Fogliani ha 83 anni (classe 1938). Se sarà eletto, per lui sarà un ritorno a Palazzo Mercanti sui cui scranni si è seduto per la prima volta nel 1964 (è stato consigliere comunale per oltre 30 anni mai candidato sindaco). «La città deve essere onorata di avere un candidato di questa autorevolezza e levatura» ha introdotto Antonino Coppolino, presidente dell'associazione. «Quando Giarelli ha fatto il mio nome durante l'assemblea - ha sottolineato Sforza Fogliani -. Subito una settantina di persone si sono alzate in piedi. Ho inizialmente eccepito che, per una persona della mia età seppur di animo giovanile, si assumevano una bella responsabilità. Ma ho ritenuto fosse mio dovere accettare. Vedete, non ho mai creduto all'epigramma di Oscar Wilde secondo cui "il dovere spetta agli altri". Io sento invece il senso del dovere di contribuire a risolvere i tanti problemi che affliggono la nostra città». Sforza ha promesso che, in caso di elezione, resterà in consiglio comunale per il quinquennio. E ha aggiunto: « Non faremo una campagna elettorale basata su presenzialismo o metodi da Prima Repubblica. Sarà una campagna elettorale sobria ed essenziale, vogliamo parlare di chiarezza. Come già detto più volte il nostro intento è quello di disboscare la città di enti parassitari e inutili, incentivando la collaborazione tra amministratori e cittadini ». Difesa delle libertà e libera concorrenza saranno «le stelle comete» del programma e dell'azione politica del "terzo polo". « Lo dico da vent'anni che questa città sta perdendo centri direzionali: occorre conservare a Piacenza le risorse che sono state prodotte sul territorio». Quanto ai rapporti conflittuali con il centrodestra che hanno impedito di confermare l'alleanza di cinque anni fa e in vista di una scelta in un eventuale ballottaggio, Sforza all'inizio ha scherzato: «Vedo che sia centrodestra che centrosinistra dicono che vincereanno al primo turno, quindi il problema non si pone». Una volta tornato serio ha detto: «E' vero che cinque anni fa mi dichiarai favorevole all'indicazione di Patrizia Barbieri candidata a sindaca perché fece bene da assessore in Provincia e da sindaca di Castelvetro. Ma poi da sindaca di Piacenza ha preso decisioni non coerenti con il pensiero dei Liberali. Questa maggioranza non è mai stata di centrodestra ». Ma sul secondo turno ha anche aggiunto: « Le nostre strade con il centrodestra sono sempre aperte, ma abbiamo ricevuto solo dei grandi inviti ad andare a cena. L'unico che ha manifestato lealtà e che ha preso in mano la penna, come si fa nelle trattative, è stato l'onorevole Tommaso Foti, che si è reso disponibile a proporre delle soluzioni a temi da noi posti». Se saranno una o due le liste a sostenerlo «lo decideremo in un'assemblea lunedì prossimo» ha precisato. Certo, invece, il perimetro dell'alleanza, del «rassemblement» lo ha chiamato Sforza. Oltre ai Liberali, comprenderà Buona Destra di Michele Giardino, Officina delle idee di Enrico Carini, Piacenza al centro di Filiberto Putzu (ieri assente ma era presente la rappresentante Cinzia Guarnieri), Rinascimento di Sgarbi, rappresentato da Marco Elisj, e Mauro Saccardi. Quest'ultimo ha detto: «Presenteremo un vero programma di centrodestra. Per cinque anni non sono stato ascoltato, ora sì». E Giardino: «Buona Destra vuole colmare il vuoto lasciato da Forza Italia. La pandemia ha certificato la sostanziale debolezza di questa giunta». Infine Carini: «Dobbiamo ricostruire l'anima di questa città, anche a partire dai temi culturali». Impossibile non notare l'assenza di Antonio Levoni, capogruppo dei Liberali e per settimane indicato dalle indiscrezioni come possibile candidato sindaco. «E' impegnato in consiglio comunale» è stato riferito. Spiegazione che, a dire il vero, non ha convinto del tutto.
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