La maggioranza, con Liberi e gruppo misto, decide la revoca del protocollo d'intesa del 2017
Passa l'emendamento di Fratelli
d'Italia all'ordine del giorno del
sindaco Patrizia Barbieri. Crocevia
decisivo per stralciare le aree pubbliche
dell'ex Pertite e della Lusignani
dal lotto delle possibili sedi
del nuovo ospedale e dare il benservito
al protocollo d'intesa del
2017. Ora porte spalancate a un
bando a evidenza pubblica per individuare
altri terreni - privati ma
non viene escluso possano essere
anche pubblici - disponibili e adatti
a ospitare una struttura ritenuta
comunque «necessaria» dalla quasi
totalità dei gruppi politici, ad eccezione
di Pc in Comune e Movimento
5 stelle. Esulta il centrodestra
e applaude il comitato per il
Parco della Pertite (vedi articolo
sotto) che vanno a braccetto, circostanza
politicamente impensabile
solo fino a qualche mese fa, a maggior
ragione se si pensa ai ruoli ribaltati
durante l'"abbraccio" del 2010. Segno, anche questo, dei
tempi che cambiano.
«Voto storico»
Segnava le 18,40, l'orologio di Palazzo
Mercanti, quando l'aula si è
espressa con un voto che più d'uno
tra i consiglieri ha definito «storico»:
maggioranza di centrodestra
che in questo caso si è irrobustita
con il voto favorevole di Liberi («la
nostra resta comunque una opposizione
costruttiva» ha precisato
Massimo Trespidi) e di Gloria Zanardi
(misto) che già avevano sottoscritto
il testo originario del primo
cittadino. Contro ha votato il Pd
mentre Piacenza Più, Pc in Comune
e Movimento 5 stelle non hanno
partecipato al voto.
Ragioni «tecniche»
Come si evince dalla lettura del testo dell'emendamento proposto da
Fdi (che di conseguenza ha ritirato
il suo ritenedolo "inglobato" in
quello del sindaco modificato) sono
«ragioni tecniche» quelle che
hanno portato il sindaco e la coalizione
di governo a propendere per
cancellare le due aree pubbliche:
«L'area dell'ex proiettificio Pertite
ha come elemento di forte criticità
il possibile inquinamento del sottosuolo
e del sistema delle acque
sotterranee a seguito dei processi
industriali svolti nel secolo scorso.
E' impossibile valutare l'entità di tale
ipotetico inquinamento senza
una preliminare e sistematica indagine
ambientale. Mentre la criticità
della Lusignani è data dalla
superficie fondiaria attualmente
disponibile che detta vincoli alla
progettazione del nosocomio». A
scoraggiare l'ipotesi Pertite un motivo
ulteriore: «Ad oggi non risulta
individuata alcuna area sulla quale
trasferire la pista prova carri» si
legge ancora.
«Ora no a rappresaglie»
«Se la Regione vuole andare avanti
che vada, ma ora non può dire
che ha l'avallo del Consiglio» ha sostenuto
Foti. «Ci auguriamo che
Bologna non voglia rispondere con una rappresaglia politica a un voto
amministrativo» ha aggiunto,
specificando che «la classificazione
a verde pubblico dell'ex Pertite
nel Rue è legittima dal momento
che non ci sono stati ricorsi al Tar».
E gli applausi degli esponenti del
comitato Pertite sono andati anche
all'indirizzo di Luigi Rabuffi (Pc in
Comune) che, per senso di responsabilità,
ha ritirato l'odg presentato
con i 5 stelle che chiedeva
anch'esso di stralciare l'area Pertite
dalle opzioni in campo. Così come
poco dopo i grillini hanno richiuso
nel cassetto i due che li vedevano
come primi firmatari (sostenuti
anche da Rabuffi) e che caldeggiavano
la verifica di un piano
finanziario dettagliato e la stesura
di un altrettanto dettagliato progetto
su come utilizzare il Guglielmo
da Saliceto nel caso si fosse optato
per una nuova struttura.
Odg Pd bocciati
Pure il Pd, a dire il vero, avrebbe votato
a favore dell'ordine del giorno
del sindaco se solo non fosse stato
modificato con l'emendamento di
Fdi, giudicato «irricevibile» per usare
le parole di Giorgia Buscarini. «E
non certo perché il Pd con sotterfugi
pensava di fare il nuovo ospedale alla Pertite» ha annotato. Per i
dem la priorità resta quella di un
nuovo ospedale mentre la Pertite
viene vista come un «parco fruibile»
e non come «un bosco in città»,
concetto ribadito anche dal capogruppo
Stefano Cugini.
I due odg presentati dai dem (un
terzo è stato ritirato) sono stati bocciati.
Il primo esprimeva orientamento
favorevole affinché si individuasse
«una data e una forma di
consultazione che dia ai piacentini
la possibilità di esprimersi sulla
localizzazione della più importante
opera dei prossimi decenni, come
garanzia di scelta condivisa, trasparente
e non calata dall'alto» e a
«predisporre un calendario di incontri
pubblici , fino alla data di
consultazione, per permettere a
quanta più gente possibile di informarsi,
porre domande e trovare
adeguati ricontri». Stessa sorte negativa
per l'altro testo che chiedeva
l'impegno, nel caso in cui la Pertite
non fosse stata destinata a sede
del nuovo ospedale, «ad acquisire
il sito a titolo non oneroso e a
prevederne la riconversione in parco
verde integralmente fruibile alla
cittadinanza» e non a bosco in
città. Ma ora, per questi ragionamenti,
si aprono nuovi scenari.
Libertà
