L'imprenditore parla di «100mila euro» in relazione a un tentativo di speculazione
C'è un terreno a La Verza al centro delle intercettazioni dell'inchiesta che coinvolge anche il deputato di FdI, Tommaso Foti. Dalla Procura è indagato per corruzione e traffico di influenze illecite. L'ipotesi a suo carico è di essersi interessato, in cambio di denaro o altre utilità, alle richieste di operazioni immobiliari avanzate da imprenditori privati, questo avvalendosi della sua influenza sull'assessora all'urbanistica e compagna di partito, Erika Opizzi. Nello specifico di La Verza si tratterebbe dell'edificabilità di un terreno della famiglia del responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Ferriere, Carlo Bruno Labati, uno dei sodali di Nunzio Susino, il costruttore finito in carcere. L'ordinanza del gip Luca Milani poggia anche su conversazioni intercettate a cui avrebbe «preso parte l'onorevole» di FdI (che anche ieri ha mantenuto la linea del no comment), ma per il cui utilizzo a fini probatori la Procura chiederà l'autorizzazione alla Camera dei deputati, come prevedono le guarentigie normative a tutela dei parlamentari. E' quindi presumibile che i magistrati contino di avere in mano, se l'autorizzazione verrà concessa, elementi che rafforzino le tesi accusatorie. La veridicità delle conversazioni tra Susino e altri indagati (privi di immunità parlamentare) sono tutte da dimostrare, e d'altra parte presentano, ad avviso degli inquirenti, già di per sé un «altissimo grado di attendibilità». Labati chiede a Susino di «intercedere presso Foti e altri funzionari» dell'Urbanistica del Comune di Piacenza «al fine di ottenere l'edificabilità dei terreni» di La Verza (precisamente in via degli Alpini 11). E' il novembre del 2019. Nell'ordinanza vengono documentati incontri di Susino nella sede di FdI. E conversazioni, in una delle quali, scrive il gip, l'imprenditore «confida di avere preso appuntamento con Foti al quale avrebbe promesso un finanziamento per la campagna elettorale », verosimilmente quella per le regionali che si sarebbero tenute a fine gennaio 2020. Così Susino intercettato con un suo socio in af- fari: «Gli ho detto a Foti... Te la finanziamo tutta noi la campagna elettorale. Vuoi centomila euro? Centomila euro!». La conferma dell'accordo a tre (Labati- Susino-Foti), secondo i magistrati la dà un'intercettazione in cui l'imprenditore racconta di un incontro nella sede di FdI in cui il deputato «avrebbe affermato che Susino e Labati andavano "aiutati" e ricompensati per il sostegno economico garantito» al partito. Durante la conversazione l'imprenditore, continua l'ordinanza, «ripete più volte come abbia sancito con Foti un preciso accordo corruttivo, nel cui ambito avrebbe ricevuto la richiesta del parlamentare di una dazione di 15mila euro a fronte del buon esito della pratica» sui terreni. Pratica urbanistica che l'onorevole - riferisce sempre Susino - avrebbe dato «garanzia che sarebbe stata trattata in commissione edilizia nei mesi successivi», si legge nelle carte («Lui mi ha detto che adesso sta sistemando tutte le carte la Erika, così da poterla far passare in commissione a fine gennaio o fine febbraio» (2020). Una ricerca negli archivi di "Libertà", che però non sono esaustivi, non ha dato riscontro di sedute in sedi consiliari in cui si siano esaminati provvedimenti edilizi relativi a La Verza. Né risulta che in Comune, dove pure ricerche analoghe sarebbero in corso in queste ore, abbiano portato a individuare delibere di riferimento. Il che, se confermato, significherebbe che, al massimo, una tentata speculazione immobiliare è ipotizzabile. Da annotare, oltretutto, che nel settembre 2019, in un dialogo tra Labati e Susino captato dagli inquirenti a Ferriere, la richiesta del primo al secondo di intercedere con Foti e Opizzi ai fini della variante urbanistica è relativa a un «terreno interessato dalla costruzione del nuovo ospedale di Piacenza».
Libertà
