Sì in consiglio comunale al consuntivo 2018 Con l'avanzo di gestione il leader di Fdi propone di investire in impiantistica sportiva
Il tesoretto dell'avanzo di bilancio 2018 perchè non utilizzarlo per
dare a Piacenza uno stadio nuovo?
La proposta, ma dal sapore più di
un'esortazione - oltretutto da parte di Tommaso Foti (Fdi), uno cioè
che nella maggioranza che governa la città di voce in capitolo ne ha
parecchia -, si è levata ieri in consiglio comunale dove era in discussione il conto consuntivo 2018 (approvato dalla maggioranza, astenuta l'opposizione). Documento da
qualche settimana al centro del dibattito politico per la ricca dote di
risorse - 1,9 milioni di euro vincolati a spesa in conto capitale più altri 6,4 milioni liberi sempre per investimenti - destinabile a opere
pubbliche. Un tesoretto, per l'appunto, di 8,3 milioni in totale "avanzato" dalla gestione dell'esercizio
scorso, a cui potenzialmente si aggiungono i 4,3 milioni di introito stimato dalla già deliberata vendita di
una quota di azioni Iren nel corso
del 2019.
Complessivamente fanno 12,6 milioni di euro. E se l'opposizione ne
ha preso spunto per accusare l'amministrazione di incapacità di programmazione della spesa, progettazione dei lavori e aggiudicazione
degli appalti, la maggioranza si è difesa sostenendo che il piano delle
opere pubbliche del 2018 è stato
«completamente assolto», non nel
senso che i lavori in agenda siano
stati tutti già eseguiti, ma che i fondi sono impegnati anche se su un
orizzonte realizzativo pluriennale.
Si vedrà se i milioni di euro a disposizione saranno 8,3 o 12,6, e Foti a
tale proposito ha fatto capire di non
smaniare per dismettere Iren («E'
stato giusto avere stabilito non una
data per la vendita, ma una quotazione», ha puntualizzato in riferimento alla soglia di 2,20 euro per
azione indicata dalla maggioranza
come prezzo minimo di cessione). Sta di fatto che «ci vuole coraggio a
pensare che uno stadio del '69 possa rimanere nelle stesse condizioni del 2019», ha considerato l'esponente di Fdi. E questo «al di là delle
fortune calcistiche» della squadra,
ha aggiunto slegando il ragionamento dalla promozione in serie B
che è oggi alla portata del Piacenza. Il Garilli «o lo si gestisce così o
non lo si gestisce più, è inutile girare attorno al problema», è stato il riferimento di Foti all'annoso dibattito su stadio nuovo sì, stadio nuovo no: «Le scelte politiche non sono solo fare bellissime strade, a volte c'è anche da fare un impianto
sportivo», ha concluso esortando a
«metterci le mani», anche perché
«non è decoroso dal punto di vista
del marketing territoriale presentarsi» alle tifoserie ospiti e ai riflettori sportivi nazionali con l'attuale
Garilli come «biglietto da visita».
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