Rassegna Stampa

Tra cravatte e tailleur in un caldissimo 'primo giorno di scuola'

Data: 15/07/2017

OPIZZI E GIARDINO I PIÙ ELEGANTI, LA LEGA NON CANTA L'INNO, GLI IMPACCIATI

L'atmosfera è quella del primo giorno di scuola, ma posticipato al 14 luglio, cioè con un caldo boia. A guardarlo togliendosi i para-occhi della politica il primo Consiglio Comunale sembra una rimpatriata tra ex-compagni di classe: strette di mano, pacche sulle spalle, baci, abbracci. Cambia la guida della città, ci sono tanti volti nuovi, parecchi giovani, poche donne. I neoconsiglieri arrivano per lo più in piccoli gruppi - qualcuno ha preso il caffé al Barino - una solerte dipendente comunale che impugna una "mappa" disegnata a mano, indica ad ognuno lo scranno che dovrà occupare. In alto a destra i leghisti, in prima fila gli eletti di Forza Italia, in fondo quelli di Fratelli d'Italia; sull'altro lato dell'aula le minoranze. Chi prende possesso per la prima volta del proprio posto fruga curioso nel sottostante cassetto, c'è chi ci deposita un mazzo di Bic. I fogli bianchi lasciati sui banchi diventano provvidenziali ventagli, l'impianto di condizionamento non è tarato per accogliere così tanta gente. Oltre agli amministratori c'è un piccolo esercito di colleghi giornalisti, fotografi, operatori. E il pubblico delle grandi occasioni. La temperatura è oltre il livello di guardia, quando - esauriti i riti fotografici- viene aperta la seduta. Nel 1987 - da poco assunto a Libertà - rimasi estasiato per il gusto di un "pezzo" di colore del mio compianto collega e maestro Gianni Manstretta sulle cravatte del Consiglio Comunale, che allora erano assolutamente prevalenti. Oggi sono solo undici, alcune per di più inguardabili o proposte su improbabili camicie a quadretti. La più appariscente, ma non priva di appeal, quella giallissima del neopresidente dell'aula Caruso, alla Galliani. L'Oscar dell'eleganza maschile è certamente da assegnare a Michele Giardino, che veste con la disinvoltura di un indossatore un completo blu con camicia azzurra e cravatta perfettamente abbinata. Ben assortito anche lo spezzato chiaro di Mauro Monti, mentre c'è chi la cravatta ha fatto proprio fatica a mettersela e dopo pochi minuti non resiste alla tentazione di allentarla. Prevale l'informale, camicia aperta e jeans. Premio alla più invidiabile abbronzatura consigliare a Massimo Trespidi. L'ex-presidente della Provincia la esalta con una camicia bianca a maniche ripiegate ed un aplomb particolarmente rilassato. Stesso tipo di abbigliamento, ma colorito decisamente meno vacanziero per Paolo Rizzi e per parecchi altri esponenti dell'opposizione. Tra le signore del Consiglio Comunale spiccano i pois bianconeri dell'affascinante Gloria Zanardi e uno sgargiante abito verde (ma non quello canonico del Carroccio) per la leghista Lorella Cappucciati. Giulia Piroli sfoggia un vestito a fiori con collana etnica. Il sindaco, in elegante ma informale abito rosso, passa tra i banchi per salutare uno ad uno i consiglieri. Arrivata all'altezza del pubblico viene fermata e stringe mani anche ai tanti cittadini assiepati dietro le transenne. Tra i banchi della Giunta il dress code è abbastanza free, si va dal sobrio rigore di Elena Baio all'elegantissimo abito salmone di Erika Opizzi, impreziosito da scarpa bianca "tacco dieci" con lustrini colorati. E' lei - ovviamente con fascia del tutto scherzosa - "miss Consiglio Comunale". Dai banchi leghisti quasi nessuno canta in coro l'Inno di Mameli a inizio seduta, sulle giacche degli esponenti del Carroccio fanno bella mostra fazzoletti verdi e spille di Alberto da Giussano. E a proposito dell'inno nazionale, va rilevata un'esecuzione corale particolarmente intonata alla quale dà man forte anche il pubblico. L'appello riporta tutti al clima da primo giorno di scuola mentre già alla prima votazione elettronica (per la convalida dell'elezione del sindaco) si evidenziano le difficoltà dei neofiti, aiutati dai consiglieri più esperti. La regia della cerimonia è affidata alla segreteria del Consiglio comunale, due impiegate verbalizzano gli interventi mentre la seduta viene trasmessa in streaming. A controllare la regolarità delle procedure ci sono il segretario e vicesegretario comunale Vincenzo Filippini e Vittorio Boccaletti. La comunicazione è come al solito affidata all'Ufficio stampa diretto da Mauro Molinaroli, che - assieme al "fido" Paolo Rosati - indirizza i colleghi giornalisti da questo o da quello "sconosciuto" consigliere. Prende la parola l'ex-assessore Stefano Cugini, che funge da coordinatore dell'assise prima dell'elezione del presidente vero e proprio. L'era Barbieri è ufficialmente iniziata.

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TommasoFoti
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