Rassegna Stampa

Un cingolato a fuoco così parti' l'indagine sulla via del malaffare dai monti alla citta'

Data: 13/02/2022

LA RICOSTRUZIONE / TUTTO INIZIA NEL 2015 E LE INDAGINI PROSEGUONO

DAL CELLULARE SOTTO CONTROLLO DELL'IMPRENDITORE CHE DENUNCIA IL ROGO AFFIORA IL VASTO INTRICO DI CONNIVENZE

Agosto 2015, Bobbio. Nell'azienda della società edile Edilgiemme ci sono fiamme e fumo. Sta bruciando una pala cingolata utilizzata nei cantieri, completamente avvolta dal rogo. Un incendio sicuramente doloso, ma non si sa chi sia stato. Il titolare Maurizio Ridella va dai carabinieri di Bobbio per denunciare la cosa ma i militari aggrottano le sopracciglia. Ridella fa il vago, sembra restio a collaborare: ai carabinieri viene subito il sospetto che nasconda qualcosa. Peggio: che sia oggetto di minacce o estorsioni. Così lo mettono "sotto controllo", ascoltano le sue conversazioni telefoniche.

Vaso di Pandora 
È allora che si schiude il vaso di Pandora, dal quale escono tutti i mali del mondo: dalle intercettazioni, ecco i primi spaccati di rapporti anonimi tra l'imprenditore e le amministrazioni locali, di irregolarità nell'affidamento di vari lavori, primi tra tutti la sistemazione della strada provinciale di Valdaveto a Salsominore di Ferriere (col coinvolgimento della Provincia), la sistemazione del borgo di Vigoleno a Vernasca e del "Parco delle Driadi" di Castellarquato. Così è nata l'inchiesta che sta facendo tremare le amministrazioni piacentine: dal piccolo rogo di Bobbio, ecco scatenarsi in breve tempo il grande incendio simbolico che con l'inchiesta della Procura sta investendo oggi Comuni, imprenditori, professionisti e anche le comunità locali.

Il caso Europam 
Il primo coinvolgimento, che poi si rivelerà più marginale rispetto ad altre figure, è quello del sindaco di Bobbio Roberto Pasquali. Si scopre che, assieme a Ridella, avrebbe puntato a costringere i dirigenti di Europam Spa (che gestisce distributori di benzina) a vendere al costruttore un loro terreno per poter lucrare su una successiva vendita, mascherandola con un presunto interesse pubblico. La minaccia di Pasquali sarebbe quella di fare una variante al piano regolatore per dare la possibilità di installare nuovi distributori di benzina e danneggiare così Europam. Una vicenda che finirà in nulla.

La figura di Susino 
Dalle intercettazioni di Ridella, emerge uno strano e strettissimo rapporto con un altro imprenditore della zona: Nunzio Susino, originario di Gela ma stanziatosi a Bobbio da molti anni, titolare della cooperativa edile e forestale Alta Valtrebbia assieme al fratello. Sarà proprio lui il centro dell'intero sistema di corruzione denunciato dalla Procura. Le prime rilevanze sono collegate a due gare d'appalto pilotate a Bobbio relative ai lavori dell'ex bocciodromo e del centro sportivo in località Candia: fingendo di essere concorrenti, le ditte Alta Valtrebbia e Edilgiemme partecipavano alle gare con altre aziende compiacenti, con ribassi già concordati e poi utilizzati dalla ditta vincitrice per "ripagare" le altre "per il disturbo". Entrano in gioco così i tecnici e i funzionari comunali – come Carlo Bruno Labati, Matteo Gianluigi Guerci o Roberto Raffo – per oliare le pratiche.

Comune ad personam 
La più importante sponda amministrativa per garantire i suoi illeciti, Susino la trova a Cerignale nella figura del sindaco Massimo Castelli. È lui, secondo le accuse, a garantirgli gli appalti più gustosi, come quello della nuova centralina idroelettrica del paese, o a fare carte false pur di aggiudicarsi dei bandi di finanziamento a favore della sua comunità. In cambio, si parla di favori come la tinteggiatura del ristorante di famiglia o lavori per il bed & breakfast intestato alla figlia. Susino, con l'avvallo di Castelli che già pensa di candidarsi alle elezioni regionali, vuole estendere la sua influenza all'intera Unione Montana Valtrebbia e Valluretta e quindi spinge per far eleggere Mauro Guarnieri nel 2019 a sindaco di Cortebrugnatella perché diventi poi presidente dell'Unione. Secondo le accuse gli avrebbe dato 12mila euro da distribuire per pagare i voti (anche tramite l'utilizzo di un sacerdote) e altri 5mila con la promessa di avere l'assegnazione di lavori pubblici o agevolazioni presso l'Anas. Dopo le elezioni, Guarnieri diventa quindi l'altro pilastro sicuro per Susino, garanzia di lavori e appalti sicuri.

Niente gare a Ferriere 
Il tecnico Labati, intanto, è la figura di collegamento tra Bobbio e Ferriere, in quanto tecnico comunale in comune con le due amministrazioni, e che mette in collegamento la figura dell'imprenditore Nunzio Susino con l'ex sindaco di Ferriere Gianni Malchiodi, scomparso per Covid nel 2020. Susino riesce a mettere le mani su ogni opera pubblica grazie alle agevolazioni di tecnico ed ex sindaco che possono così beneficiare di un importante ritorno d'immagine dovuto a cantieri rapidi che fanno felice la cittadinanza. Gran parte dei lavori sono però "in nero", senza certificazioni né affidamenti o pagamenti ufficiali.

Corruzione ereditaria 
L'ascesa di Susino coinvolge naturalmente anche altri comuni. A Coli, ad esempio, il suo «chiaro legame collusivo» con la precedente amministrazione viene trasferito alla nuova amministrazione del sindaco Renato Torre, con un legame particolare verso i consiglieri Ester Elezioni a Marsaglia Pugni, Daniele Rossi e il tecnico Mario Ferri. A Zerba, la vicesindaca Borrè finisce nei guai per una gara pilotata per lavori all'ex scuola comunale del paese.

Le mani sulla città 
Sempre da Labati e da Ferriere la ragnatela di Susino e dei suoi imprenditori fidati si allunga fino a Piacenza. La prima circostanza riguarda alcuni terreni in località La Verza ed è molto pratica: sono terreni dello stesso Labati, per i quali quest'ultimo chiede a Susino intercedere a Palazzo Mercanti (tramite l'onorevole Tommaso Foti) per renderli edificabili. Poi c'è la vicenda del palazzo di via Genova (sull'area ex Agip) per l'agevolazione della gestione del relativo parcheggio, cosa che coinvolge anche l'ormai ex assessora all'urbanistica Erika Opizzi. Ma la vicenda è tutt'altro che conclusa.

Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl