Rassegna Stampa

'Basta silenzio facciamoci sentire pronti alla protesta'

Data: 21/03/2025

L'INTERVISTA MARIALUISA BALLERINI / DIFESA VALTREBBIA

LE ASSOCIAZIONI RICEVUTE A BOLOGNA. «LA REGIONE DICE DI AVER INVIATO UNA NOTA DURISSIMA A GENOVA»

Marialuisa Ballerini, tornano i toni della protesta per il Cassingheno? Lei c'era.

« In qualche modo stiamo facendo rivivere più di trent'anni dopo quel comitato di difesa Valtrebbia che entrò nel cuore di tanti, al tempo. Ci siamo, ancora, anche se onestamente le nostre energie non sono più le stesse. Io custodisco ancora gli striscioni, le bandiere, gli articoli, le foto. Oggi vorrei vedere i giovani farsi avanti, per difendere la valle. Il 24 luglio 2024 è scaduta la concessione per avere l'acqua dalla diga del Brugneto, l'acqua della Valtrebbia, e da allora c'è un silenzio non comprensibile ».

E quindi avete fatto voi "rumore".

«Abbiamo presentato una regolare istanza, in agosto, al ministero dell'ambiente. Le risposte, come sapete, sono arrivate».

Vi aspettavate una risposta così?

«No, è stato sconvolgente. L'Autorità di Bacino ci ha risposto in modo dettagliato circa le intenzioni della Liguria. E abbiamo apprezzato si sia attivata subito per fare altre analisi. Non si comprende infatti una proposta del genere. Uno, perché la demografia di Genova è cambiata. Ci sono meno abitanti, rispetto agli anni Sessanta. Due, le industrie siderurgiche non hanno più bisogno del quantitativo di un tempo per il raffreddamento. E poi gli acquedotti ora sono interconnessi, più efficienti. Ovviamente l'uso idropotabile deve avere il massimo rispetto. Ma parliamoci chiaro. Quell'allarme che la Liguria ipotizza non c'è, e la diga è tra l'altro sempre piena. Secondo noi sarebbe opportuno iniziare a ragionare di una gestione dinamica dei volumi, moderna».

Avete incontrato le istituzioni, per di-

re quel che sta accadendo?

«Sì, abbiamo incontrato il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali, che è anche presidente dell'Unione montana. Ci ha detto di aver portato la preoccupazione all'incontro con l'assessore alla montagna Davide Baruffi. Ha detto che in primavera ne avremmo riparlato. Ora ci siamo...».

Avete contattato anche altri?

«Stiamo contattando tutti i sindaci della valle, compresa l'amministrazione di Montebruno, e i consiglieri regionali piacentini. Abbiamo inoltrato la documentazione in nostro possesso anche alle minoranze di Bobbio. Contatteremo anche il ministro Tommaso Foti. Non si può stare tranquilli».

Cosa vi preoccupa di più?

«Non sappiamo, oggi, cosa succederà quest'estate. La Valtrebbia potrà contare sulla sua acqua? Avremo acqua in Trebbia per garantire agricoltura, turismo, paesaggio verde, ossigeno nelle falde? Ci chiediamo con urgenza con quale proposta ci si presenterà al tavolo di concertazione tra le due Regioni tanto atteso ma mai convocato».

Lo avete detto anche lunedì in Regione. È così?

«Sì, grazie a Fabrizio Binelli siamo stati ricevuti dal direttore generale Paolo Ferrecchi. Ci è stato detto che la Regione Emilia-Romagna ha più volte sollecitato la convocazione del tavolo di concertazione, ma invano. Non è arrivata alcuna risposta. Secondo quanto appreso, è stata dunque inoltrata da Bologna a Genova una nota dura, durissima. Abbiamo chiesto di vedere quella nota, ma ci è stato risposto di no. Di certo il trasferimento di acque tra Regioni diverse va disciplinato e con serietà. Anche perché bisogna parlare anche di sicurezza, viste le frequenti alluvioni ».

Siete pronti a una iniziativa pubblica? Si torna in piazza?

«Sì, certo. Siamo pronti anche alla raccolta firme. Bisogna rompere il silenzio. Quest'estate vogliamo vedere la nostra acqua in Trebbia».

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