Per Rolleri (Confindustria) va completata la rete. Foti: «E il terzo ponte sul Po?»
Il completamento di un progetto «che non può più attendere. Perché collegare la rotatoria
della Vigna (Sordello) con Rottofreno è oggi più che mai uno
step indispensabile». La vede
così il presidente di Confindustria Francesco Rolleri che,
quando guidava la Provincia
(2014-2018), si era occupato in
prima persona dell'iter urbanistico di quel tratto di tangenziale di Piacenza che ancora manca all'appello. Ora, questa bretella di 4,5 chilometri di cui parevano essersi perse le tracce, è
tornata improvvisamente alla ribalta dopo le sollecitazioni della sindaca Patrizia Barbieri alla
ministra delle Infrastrutture e
dei Trasporti Paola De Micheli.
È vero che ci sono ancora parecchie incognite - dai tempi di realizzazione alle fonti di finanziamento fino all'individuazione
del soggetto esecutore - ma l'appello non sembra essere caduto
nel vuoto. Rolleri non ha dubbi
sull'utilità dell'infrastruttura.
«L'idea progettuale era di fatto
completa e gli strumenti urbanistici erano in gran parte adeguati. Ritengo si debba ora andare fino in fondo perché tutto
il sistema della tangenziale di
Piacenza venga completato e assolva alle sue funzioni, su tutte
quella di snellire il traffico veicolare che grava sulla città». La fiducia che la ministra piacentina
possa prendersi a cuore la questione c'è tutta, «in fondo - dice
Rolleri - conosce il nostro territorio e sa di cosa c'è bisogno».
Da una prospettiva diversa la
prende invece Tommaso Foti,
parlamentare di Fratelli d'Italia.
«Il prolungamento della tangenziale di Piacenza dalla rotatoria
di Sordello, passato il Ponte Paladini, sino alla Cattagnina, fra
San Nicolò e Rottofreno, è sicuramente importante sia sotto il
profilo viabilistico che quello
ambientale. Ciò detto occorre
dire che altre due opere appaiono indispensabili per rendere
adeguato ai nuovi carichi di traffico la tangenziale di Piacenza:
il raddoppio della stessa nel tratto Piacenza Sud- Montale, già
previsto vent'anni or sono a carico di Centropadane e alla cui
realizzazione rinunciò la giunta
di sinistra; e il superamento del
nodo determinato dalla rotatoria della Galleana all'incrocio con la Statale 45».
Ma sempre di termini di opere
che attendono da anni, per Foti
non ci sono solo i 22 anni per la
conclusione dei lavori di ammodernamento della provinciale
n.6 per Carpaneto. «Sono infatti ormai trascorsi 27 anni da
quando si iniziò a parlare del terzo ponte sul Po a Cremona e già
dieci anni da quando venne approvato il progetto per la realizzazione dello stesso».
Un intervento di 216 milioni di
euro, a carico di Centropadane,
di cui non si parla più, nonostante interessasse fortemente, anche come compensazioni ambientali, il territorio piacentino.
«E pensare - prosegue Foti - che
l'opera doveva essere inaugurata nel 2014. Autovia Padana,
concessionario dell'A21, ha tempo solo fino al 2022 per trovare
le risorse finanziarie per realizzare l'infrastruttura. Dopo quella data, questa opera definita in
convenzione come non obbligatoria per il nuovo concessionario, verrà definitivamente
stralciata estinguendo qualsiasi obbligo di realizzazione da
parte del concessionario. Mi
chiedo quindi se non varrebbe
la pena almeno richiedere ad
Autovia di farsi carico del raddoppio del tratto di tangenziale
da Piacenza Sud a Montale e ad
Anas di finanziare il superamento della rotatoria della Galleana».
Libertà
