Rassegna Stampa

'Bretella Rottofreno e i nodi della Galleana e di Piacenza Sud'

Data: 29/09/2020

Per Rolleri (Confindustria) va completata la rete. Foti: «E il terzo ponte sul Po?»

Il completamento di un progetto «che non può più attendere. Perché collegare la rotatoria della Vigna (Sordello) con Rottofreno è oggi più che mai uno step indispensabile». La vede così il presidente di Confindustria Francesco Rolleri che, quando guidava la Provincia (2014-2018), si era occupato in prima persona dell'iter urbanistico di quel tratto di tangenziale di Piacenza che ancora manca all'appello. Ora, questa bretella di 4,5 chilometri di cui parevano essersi perse le tracce, è tornata improvvisamente alla ribalta dopo le sollecitazioni della sindaca Patrizia Barbieri alla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli. È vero che ci sono ancora parecchie incognite - dai tempi di realizzazione alle fonti di finanziamento fino all'individuazione del soggetto esecutore - ma l'appello non sembra essere caduto nel vuoto. Rolleri non ha dubbi sull'utilità dell'infrastruttura. «L'idea progettuale era di fatto completa e gli strumenti urbanistici erano in gran parte adeguati. Ritengo si debba ora andare fino in fondo perché tutto il sistema della tangenziale di Piacenza venga completato e assolva alle sue funzioni, su tutte quella di snellire il traffico veicolare che grava sulla città». La fiducia che la ministra piacentina possa prendersi a cuore la questione c'è tutta, «in fondo - dice Rolleri - conosce il nostro territorio e sa di cosa c'è bisogno». Da una prospettiva diversa la prende invece Tommaso Foti, parlamentare di Fratelli d'Italia. «Il prolungamento della tangenziale di Piacenza dalla rotatoria di Sordello, passato il Ponte Paladini, sino alla Cattagnina, fra San Nicolò e Rottofreno, è sicuramente importante sia sotto il profilo viabilistico che quello ambientale. Ciò detto occorre dire che altre due opere appaiono indispensabili per rendere adeguato ai nuovi carichi di traffico la tangenziale di Piacenza: il raddoppio della stessa nel tratto Piacenza Sud- Montale, già previsto vent'anni or sono a carico di Centropadane e alla cui realizzazione rinunciò la giunta di sinistra; e il superamento del nodo determinato dalla rotatoria della Galleana all'incrocio con la Statale 45». Ma sempre di termini di opere che attendono da anni, per Foti non ci sono solo i 22 anni per la conclusione dei lavori di ammodernamento della provinciale n.6 per Carpaneto. «Sono infatti ormai trascorsi 27 anni da quando si iniziò a parlare del terzo ponte sul Po a Cremona e già dieci anni da quando venne approvato il progetto per la realizzazione dello stesso». Un intervento di 216 milioni di euro, a carico di Centropadane, di cui non si parla più, nonostante interessasse fortemente, anche come compensazioni ambientali, il territorio piacentino. «E pensare - prosegue Foti - che l'opera doveva essere inaugurata nel 2014. Autovia Padana, concessionario dell'A21, ha tempo solo fino al 2022 per trovare le risorse finanziarie per realizzare l'infrastruttura. Dopo quella data, questa opera definita in convenzione come non obbligatoria per il nuovo concessionario, verrà definitivamente stralciata estinguendo qualsiasi obbligo di realizzazione da parte del concessionario. Mi chiedo quindi se non varrebbe la pena almeno richiedere ad Autovia di farsi carico del raddoppio del tratto di tangenziale da Piacenza Sud a Montale e ad Anas di finanziare il superamento della rotatoria della Galleana».

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