LORENZO BARBO, AMAZON RACCONTA L'EVOLUZIONE DI MANSIONI E MAGAZZINI
Tecnologia e innovazione come possono interagire con il mondo del lavoro? È vero che l'intelligenza artificiale ruberà posti di lavoro, oppure li migliorerà? Ed è corretto parlare di queste cose al futuro, oppure questo futuro è già realtà presente? A sentire i relatori che ieri al convegno organizzato in teatro Verdi a Castelsangiovanni hanno preso la parola, tutto questo è già realtà. «Quindici anni fa qui – ha ricordato Lorenzo Barbo, amministratore delegato di Amazon Italia logistica – siamo partiti con un primo piccolo insediamento che impiegava duecento persone in una logistica tradizionale, che voleva dire attività a carico dei lavoratori anche onerose e sfide importanti per quel che riguarda la sicurezza sul posto di lavoro». Da quei primi duecento addetti, in quello che all'epoca era il primo magazzino, nel senso ancora tradizionale del termine, che il colosso del commercio on line aveva insediato in Italia, si è passati oggi ad un mega magazzino super tecnologico in cui lavora una media di 1500 addetti. « Adesso – ha ricordato Barbo – i magazzini sonO interamente robotizzati. Stiamo minimizzando tutte le attività che comportano fatica per il lavoratore e che al tempo stesso velocizzano i tempi di consegna al cliente, riducendo anche i prezzi». A chi gli chieda se i robot mettano a rischio posti di lavoro, Barbo risponde che «nessuno dice a un agricoltore di non usare un trattore e di raccogliere a mano, come nessuno si sognerebbe mai di andare nella MotorValley a dire che le carrozzerie vanno battute con un martello: se inseriamo robot, servono a lavorare meglio e a dare lavoro più sicuro». «Se un tempo – ha aggiunto ancora l'amministratore delegato – era l'operatore che andava allo scaffale, ora è lo scaffale che va dall'operatore, eliminando tutte le attività che non portano valore aggiunto». Un risultato, quest'ultimo ottenuto grazie alla robotizzazione e alla tecnologizzazione del lavoro «che però - ha avvertito Barbo – tiene sempre la persona al centro, il che vuol dire che non esiste dicotomia tra intelligenza artificiale e innovazione con i posti lavoro». «Semplicemente – ha detto il dirigente Amazon - negli ultimi 15 anni i nostri "facchini" hanno smesso di fare dieci chilometri al giorno avanti e indietro per i magazzini oppure di piegarsi e sollevare carichi pesanti ». «Di pari passo – ha detto ancora l'amministratore di Amazon Italia - sono cresciuti del 50 percento i ruoli tecnici e manageriale. In una parola la tecnologia ha portato opportunità di crescita e carrie-ra». La mattinata è stata aperta dai saluti del presidente del Gruppo Libertà, Alessandro Miglioli, che ha organizzato il convegno al teatro Verdi con i partner Amazon, Gruppo Fbh, Als, Gxo, Cooperativa San Martino, Fiege, Prologis, Confindustria Piacenza, The Blossom Avenue, Reply Logistic. «Affrontiamo – ha detto Miglioli – un tema di rilevanza mondiale. La nostra missione è informare, riunire protagonisti e provare a raccontare la logistica a Piacenza».
Libertà
