Il deputato e la "sorpresa" di sentire da lui parole inusuali. «Meloni mai stata fascista»
È cresciuto nel Movimento sociale italiano, seguendo le orme di
Carlo Tassi. Nel 1992 la svolta imposta da Gianfranco Fini a Fiuggi e
l'adesione ad Alleanza Nazionale.
Poi il Pdl e, dal 2012, l'avventura con
Fratelli d'Italia. Per Tommaso Foti,
alla sua quinta legislatura alla Camera, un'intera vita politica nella
destra e nel centrodestra.
Onorevole Foti, giovedì lei ha usato
parole forti contro fascismo e neofascismi. A qualcuno, che conosce lei
e il suo curriculum, è suonata quasi
come una svolta.
«Se si riascolta il mio intervento è
chiarissima la condanna, non a titolo personale ma di FdI, di tutti i
totalitarismi (comunismo, fascismo, nazionalsocialismo). E' impensabile che ancora oggi vi sia chi
non comprenda che proprio i totalitarismi sono stati la fonte delle
barbarie del '900. Svolta? Già a
Fiuggi nel 1995, con la nascita di An,
tutto ciò era stato messo nero su
bianco da parte nostra. Ma poiché,
dopo il vergognoso assalto alla sede della Cgil, la sinistra ha riaperto
il tema, era doveroso ribadire che
per FdI non è mai esistito dubbio al
riguardo».
Però lei è cresciuto all'ombra di un
politico come Tassi che si faceva
vanto di indossare la camicia nera.
Ha mai avuto quella tentazione anche lei?
«Non penso che il problema sia mai
stato il colore della camicia che, in
un certo periodo della sua lunga attività politica, decise di indossare:
la stima, la considerazione, la riconoscenza di tantissimi per Tassi nasceva dal fatto di considerarlo un
galantuomo, un avvocato che non
si faceva problema a difendere gratuitamente chi non poteva pagarlo, un politico che aiutava le persone senza chiedere se avessero in tasca una tessera. Una sua imitazione, mimica o del suo modo di vestirsi, sarebbe stata solo caricaturale, oltre che di cattivo gusto».
D'accordo la svolta di Fiuggi, d'accordo Fratelli d'Italia nel 2012. Ma chi era
e in cosa credeva Foti quando iniziò
la carriera politica?
«Aggiungerei la mia partecipazione alla fondazione del Pdl, cioè a
quella forza politica che vide l'adesione in seguito di milioni di italiani. Mi chiede com'era Foti da giovane? Allora le cito una fonte politicamente mia avversaria, l'Unità
edizione Emilia-Romagna del 28
novembre 1983. Si legge: "La nuova predisposizione dei giovani missini a giocare da "quarta sponda"
dello schieramento pentapartito
precede addirittura le elezioni del
26 giugno. È il caso di Piacenza, altra città dove il "nuovo volto" della
gioventù missina ha più volte avuto modo di manifestarsi. Qui la gioventù missina cerca di agganciare
i cattolici in un rapporto organico".
In piena campagna elettorale, il
Nuovo Giornale, settimanale cattolico di Piacenza, mi concesse
un'intervista quando ero segretario del Fronte della Gioventù. È uno
dei tanti fatti determinati dal mutamento di condotta di noi giovani
Almirante. E il Nuovo Giornale concludeva così: "Tommaso Foti è colui che, ammiccando ai settori cattolici, cerca di incarnare il nuovo
ruolo politico della gioventù di destra"».
Nel suo intervento lei ha usato
l'espressione "manganello mediatico". Cosa risponde a chi sostiene che
Giorgia Meloni abbia riportato indietro l'orologio della storia?
«Che con le menzogne si possono
vincere le elezioni, ma si perde l'occasione di alzare il livello della dignità della politica. Giorgia Meloni
non è mai stata fascista, ha definito "squadrismo" l'assalto alla sede
della Cgil, non ha avuto difficoltà di
specificare che quello è stato un atto di "violenza fascista". Anche nel
1977, quando il segretario generale della Cgil Luciano Lama venne
cacciato dall'università di Roma la
sinistra qualificò quell'atto quale
manifestazione di "squadrismo".
Dopo 44 anni, attendiamo fiduciosi, che la nuova sinistra aggiunga "e
di violenza comunista"»._
Libertà
