Rassegna Stampa

'Condanniamo tutti i totalitarismi e la svolta c'era gia' stata a Fiuggi'

Data: 23/10/2021

Il deputato e la "sorpresa" di sentire da lui parole inusuali. «Meloni mai stata fascista»

È cresciuto nel Movimento sociale italiano, seguendo le orme di Carlo Tassi. Nel 1992 la svolta imposta da Gianfranco Fini a Fiuggi e l'adesione ad Alleanza Nazionale. Poi il Pdl e, dal 2012, l'avventura con Fratelli d'Italia. Per Tommaso Foti, alla sua quinta legislatura alla Camera, un'intera vita politica nella destra e nel centrodestra.

Onorevole Foti, giovedì lei ha usato parole forti contro fascismo e neofascismi. A qualcuno, che conosce lei e il suo curriculum, è suonata quasi come una svolta. 
«Se si riascolta il mio intervento è chiarissima la condanna, non a titolo personale ma di FdI, di tutti i totalitarismi (comunismo, fascismo, nazionalsocialismo). E' impensabile che ancora oggi vi sia chi non comprenda che proprio i totalitarismi sono stati la fonte delle barbarie del '900. Svolta? Già a Fiuggi nel 1995, con la nascita di An, tutto ciò era stato messo nero su bianco da parte nostra. Ma poiché, dopo il vergognoso assalto alla sede della Cgil, la sinistra ha riaperto il tema, era doveroso ribadire che per FdI non è mai esistito dubbio al riguardo».  

Però lei è cresciuto all'ombra di un politico come Tassi che si faceva vanto di indossare la camicia nera. Ha mai avuto quella tentazione anche lei? 
«Non penso che il problema sia mai stato il colore della camicia che, in un certo periodo della sua lunga attività politica, decise di indossare: la stima, la considerazione, la riconoscenza di tantissimi per Tassi nasceva dal fatto di considerarlo un galantuomo, un avvocato che non si faceva problema a difendere gratuitamente chi non poteva pagarlo, un politico che aiutava le persone senza chiedere se avessero in tasca una tessera. Una sua imitazione, mimica o del suo modo di vestirsi, sarebbe stata solo caricaturale, oltre che di cattivo gusto».  

D'accordo la svolta di Fiuggi, d'accordo Fratelli d'Italia nel 2012. Ma chi era e in cosa credeva Foti quando iniziò la carriera politica? 
«Aggiungerei la mia partecipazione alla fondazione del Pdl, cioè a quella forza politica che vide l'adesione in seguito di milioni di italiani. Mi chiede com'era Foti da giovane? Allora le cito una fonte politicamente mia avversaria, l'Unità edizione Emilia-Romagna del 28 novembre 1983. Si legge: "La nuova predisposizione dei giovani missini a giocare da "quarta sponda" dello schieramento pentapartito precede addirittura le elezioni del 26 giugno. È il caso di Piacenza, altra città dove il "nuovo volto" della gioventù missina ha più volte avuto modo di manifestarsi. Qui la gioventù missina cerca di agganciare i cattolici in un rapporto organico". In piena campagna elettorale, il Nuovo Giornale, settimanale cattolico di Piacenza, mi concesse un'intervista quando ero segretario del Fronte della Gioventù. È uno dei tanti fatti determinati dal mutamento di condotta di noi giovani Almirante. E il Nuovo Giornale concludeva così: "Tommaso Foti è colui che, ammiccando ai settori cattolici, cerca di incarnare il nuovo ruolo politico della gioventù di destra"».

Nel suo intervento lei ha usato l'espressione "manganello mediatico". Cosa risponde a chi sostiene che Giorgia Meloni abbia riportato indietro l'orologio della storia? 
«Che con le menzogne si possono vincere le elezioni, ma si perde l'occasione di alzare il livello della dignità della politica. Giorgia Meloni non è mai stata fascista, ha definito "squadrismo" l'assalto alla sede della Cgil, non ha avuto difficoltà di specificare che quello è stato un atto di "violenza fascista". Anche nel 1977, quando il segretario generale della Cgil Luciano Lama venne cacciato dall'università di Roma la sinistra qualificò quell'atto quale manifestazione di "squadrismo". Dopo 44 anni, attendiamo fiduciosi, che la nuova sinistra aggiunga "e di violenza comunista"»._

Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl