La sottosegratria Frassinetti e il senatore Menia, di FdI, nell'incontro al Park Hotel
« In Italia ci sono ancora troppe scuole che non ricordano la tragedia delle foibe. Il negazionismo e il revisionismo cercano di sminuire una delle pagini più cupe della storia italiana». Lo hanno detto Paola Frassinetti, sottosegretaria di Stato al Ministero dell'Istruzione, e il senatore Roberto Menia, entrembi di Fratelli d'Italia nell'incontro di sabato pomeriggio al Park Hotel dove Menia, figlio di un'esule istriana di Buie trasferitasi a Trieste nel dopoguerra, ha presentato il suo libro "Dalle foibe all'esodo". Menia è considerato il "padre" della legge del 2004 con cui "la Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale". «Quella delle foibe è stata una grande tragedia italiana oscurata per decenni e questo perché vi era una sorta di congiura del silenzio dovuta a motivazioni e interessi politici tanto interni quanto internazionali - ha detto Menia . Ora molto è cambiato perché vent'anni fa non c'era un solo rigo sui testi di scuola. Detto questo: il 10 febbraio viene celebrato come si dovrebbe? No, so benissimo che spesso viene celebrato al contrario. Soprattutto con certe amministrazioni, con certe università, le cose vengono lette al contrario, si continua a fare negazionismo, riduzionismo, giustificazionismo. Sono sacche intollerabili a ottant'anni ormai da quelle vicende, perché dovremmo trovare un momento comune di fratellanza e solidarietà nazionale. Ma nonostante tutto questa battaglia l'abbiamo vinta noi» .
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