Rassegna Stampa

'Fratelli d'Italia e' la nuova casa - Nella Lega poca correttezza'

Data: 16/02/2025

L'INTERVISTA GIAMPAOLO MALOBERTI / IMPRENDITORE AGRICOLO

È STATA ACCOLTA L'ISTANZA DI ISCRIZIONE DELL'EX CONSIGLIERE PROVINCIALE «AIUTERÒ IL PARTITO SULL'AGRICOLTURA»

Era nell'aria già da qualche mese, ora c'è l'ufficialità. Dopo oltre 25 anni di militanza nella Lega, Giampaolo Maloberti, consigliere comunale di Rivergaro ed ex consigliere provinciale, approda in Fratelli d'Italia. A certificarne l'ingresso una nota diramata ieri sera dal coordinamento provinciale del partito di Meloni in cui si spiega che la richiesta di Maloberti di entrare nel partito, che risale a gennaio, è stata accolta «con entusiasmo, consapevoli del suo ruolo storicamente propositivo nel mondo agricolo nelle sue varie articolazioni». In effetti la sua presenza negli ultimi mesi ad appuntamenti ufficiali di FdI non era passata inosservata.

Maloberti, cosa ha fatto la differenza per la sua scelta?

«Credo che in questo momento FdI rispecchi il mio sentire e il mio modo di fare politica. Il mio auspicio è quello di contribuire ad aiutare il partito soprattutto nei settori della caccia e dell'agricoltura. Non posso poi nascondere che l'amicizia e la stima che mi legano al ministro Tommaso Foti, ma anche ad altri esponenti come il coordinatore provinciale Filippo Bertolini, il sindaco di Alta Valtidone Franco Albertini e l'assessore di Fiorenzuola Massimiliano Morganti, abbiano pesato eccome nella mia scelta».

Ha chiuso alle sue spalle la porta della Lega dopo un quarto di secolo. Una rottura un po' traumatica, per sua stessa ammissione.

«Non intendo fare polemica. Sicuramente però, considerando anche che ero iscritto al Carroccio dal gennaio 1997, posso dire che alcune scelte fatte dall'attuale classe dirigente mi hanno amareggiato. In alcune fasi credo sia mancata la correttezza nei miei confronti, ma non solo».

Ce l'ha per caso con il segretario della Lega Emilia Matteo Rancan?


« Ripeto: non voglio scendere sul terreno della polemica. Diciamo che non sempre con Rancan ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d'onda».

Il governo Meloni è in sella da oltre due anni. Sull'agricoltura la rotta imboccata è giusta?

«Intanto giudico positivo in generale l'operato del governo Meloni. Poi sul fronte dell'agricoltura credo che ci sia stato un cambio di passo sposando la linea politica della sovranità alimentare su cui mi sono battuto durante il mio lungo percorso politico».

A livello personale quale contributo intende portare?

«Credo di aver maturato una certa esperienza e competenza nelle dinamiche di quel mondo. L'agricoltura piacentina sta attraversando un momento favorevole almeno sui comparti latte e pomodoro. Certo c'è da far fronte all'emergenza sulla peste suina. Ormai la fauna selvatica è fuori controllo, l'Europa deve prendere dei provvedimenti, in particolare rivedere il grado di protezione dei lupi che sono un grosso problema. Di recente ho preso contatti con il sottosegretario all'Agricoltura Patrizio La Pietra e con il presidente della commissione agricoltura in Senato Luca De Carlo. Si è avviato un dialogo. Io sono a disposizione».


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