SINDACO, FONDAZIONE E PARLAMENTARI: LUNGIMIRANZA ED EQUILIBRIO
L'ondata di emozione per la comparsa si Cesare Betti ha toccato molte autorità cittadine, sindacati e amministratori.
«Conserverò il ricordo di Cesare Betti come una persona che alla grande
professionalità e competenza - scrive la sindaca e presidente della Provincia Patrizia Barbieri - in un ruolo
impegnativo e di fondamentale importanza per il territorio, ha unito una
profonda, sincera umanità e la capacità straordinaria di porsi sempre in
empatia con i suoi interlocutori». Barbieri esprime cordoglio anche a nome della giunta, del consiglio comunale, dell'amministrazione provinciale. «Nel corso degli anni ho avuto modo
di confrontarmi con Cesare sui grandi temi dello sviluppo e della crescita
economica, su progetti di innovazione e sostenibilità sociale, su iniziative di solidarietà e collaborazione tra
pubblico e privato rispetto alle quali
si è sempre dimostrato disponibile.
Aveva la dote, rara, di saper unire e
credeva fortemente negli appelli a fare squadra per Piacenza e il territorio
provinciale. Portatore dei valori più
solidi di un'imprenditoria legata al
suo territorio ma tesa ad aprire i propri orizzonti, lungimirante e aperta a
una visione strategica».
Il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Massimo Toscani, ricorda Betti entrato contestualmente alla sua stessa presidenza in Cda
«e diventato anche un amico, con
grandissime doti di equilibrio, mediazione, sempre molto propositivo
sempre alla ricerca di soluzioni, aveva conoscenza veramente straordinaria della piazza di Piacenza, poteva contattare dalla persona più semplice alla più collocata, la Fondazione e tutta la comunità sentirà la sua
mancanza, era un punto di riferimento».
«Ottimo interlocutore, persona
amabile, persona solare, la scomparsa di Betti è una grave perdita»
scrivono i parlamentari della Lega
Elena Murelli e Pietro Pisani e i consiglieri regionali Matteo Rancan e
Valentina Stragliati, rendendo
omaggio ad un grande conoscitore
del sistema confindustriale capace
di interloquire con il sindacato. «Con
infinita tristezza e grande dolore ho
appreso che il cuore buono e generoso di Cesare Betti ha cessato di battere - così interviene l'onorevole
Tommaso Foti (FdI) - L'ho conosciuto sia in ambito professionale, capace e brillante dirigente di Confindustria, sia nel privato, soprattutto a
Carpaneto, nel corso di lunghe e appassionate chiacchierate. Confindustria perde un punto di riferimento, il territorio piacentino un signorile galantuomo, io un amico sincero».
Lo ricorda Gianfranco Dragoni,
sconcertato dalla notizia. Fin dai
tempi in cui Dragoni era segretario
della Fiom e poi della Camera del Lavoro, ecco i due impegnati, da fronti diversi, in vertenze anche difficilissime come quella Mandelli: «capiva i movimenti societari, aiutavano moltissimo la sua competenza e
affidamento, la lealtà e il rispetto, lo
ricordo quando accompagnava nelle vertenze il dottor Magnelli, capo
delle relazioni industriali, si stava facendo le ossa, mai avuto screzi ne impuntature, ci teneva ad aver buone relazione con le controparti ed
era molto preparato». Marina Molinari, segretario generale della Cisl
Parma Piacenza, esprime, anche a
nome di tutte le categorie sindacali,
profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Betti, ricordandone « la grande competenza, unita a
uno spirito positivo e gioviale».
Gaetano Rizzuto, già direttore di Libertà, ricorda con affetto Cesare:
«Piango la perdita di un amico carissimo che ho conosciuto 20 anni
fa quando sono arrivato a Piacenza.
Cesare Betti era la memoria storica
della Confindustria piacentina e ne
progettava il futuro . Aveva tanti progetti in mente. Non si risparmiava,
incontrava e tesseva relazioni. Entusiasta della vita e animato da una forte fede. E' stato un protagonista nel
2015 per dare un grande ruolo a Piacenza per l'Expo di Milano, si è battuto per fare squadra tra le categorie
economiche e sociali, per dare un
futuro al territorio».
Libertà
