Rassegna Stampa

'Il giorno piu' bello'. 'Ricostruiamo' Viaggio tra i trionfatori e i musi lunghi

Data: 27/09/2022

« Il giorno più bello della mia vita», dice Massimiliano Morganti, assessore a Fiorenzuola, fotografando tutta la gioia in casa Fratelli d'Italia dopo il grande risultato anche a Piacenza. E' arrivato anche l'applauso di Giorgia Meloni, che manda un messaggino a Tommaso Foti: «Grandi Tommaso e Piacenza ». Musi lunghi invece in casa degli altri partiti maggiori. La Lega affonda, ma mentre il commissario regionale Rancan dà la colpa alle scelte fatte nel periodo Covid, l'ex senatore Polledri è critico: «Qui pochi militanti, poca campagna, pochi banchetti». Tempo di amare riflessioni anche in casa Pd. Sia il segretario Berra che la sindaca Tarasconi convergono sull'esigenza di ricostruire una identità. « Altrimenti ogni volta ti devi attaccare al pezzetto di un altro».

Il trionfo di FdI «Il più bel giorno della mia vita»

IL SALTO DA UN PUGNO DI VOTI A PRIMO PARTITO. L'EMOZIONE DI MORGANTI BURSI: «LO AVEVO PREVISTO 4 ANNI FA»

«Non so se governeremo bene o male, ma una cosa la so: oggi è il giorno più bello della mia vita». Massimiliano Morganti, assessore di Fratelli d'Italia a Fiorenzuola, ha gli occhi lucidi e non trattiene lo slancio di felicità. La nottata elettorale è stata lunga e febbrile, ma dolce come l'uva. «Sono molto stanco» ammette. Ma con un post su Facebook trova il modo di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al D-day, inteso come Destra day: gli elettori, i compagni di viaggio, quelli di oggi e quelli che non ci sono più. Ma soprattutto «il Capo», che altri non è che Tommaso Foti, il leader indiscusso del partito, riconfermato per la sesta volta in Parlamento. «Un uomo che non conosce riposo, che ha affrontato la malattia senza piegarsi e che ha fatto una campagna elettorale senza requie portando la Destra politica a Piacenza a risultati mai, mai, mai visti prima». Tradotto in numeri: 32,9% alla Camera, 28,6% al Senato. Primissimo partito a Piacenza. E' storia. E gioia palpabile tra i fedelissimi di Giorgia Meloni, l'inossidabile leader, «la lottatrice indomita », la donna che «ha declinato nei tempi moderni la tradizione nobile della destra italiana». Nel viaggio tra i vincitori c'è una parola che ricorre sovente e che spiega la ragione del successo: coerenza. «Anche a costo di rinunciare alle poltrone». Eppure dieci anni fa, dicembre 2012, l'unica consapevolezza era quella che si stava affrontando «una traversata nel deserto» per usare le parole dello stesso Morganti. Lui c'era quel giorno al teatro urbano di Roma quando Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa fondarono Fratelli d'Italia dopo la scissione con il Pdl. Partirono da Piacenza con un pullman sgarrupato. Con lui, oltre a Foti naturalmente, quegli sparuti che osarono credere nel progetto. Qualche nome? Il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (allora sindaco di San Giorgio), Erika Opizzi, Sergio Bursi, Tina Rigamondi, Filippo Bertolini, Franco Albertini, Massimo Bollati. Gente rimasta nei ranghi fin dai tempi di Alleanza Nazionale, che ha amministrato e amministra ancora comuni con indosso la casacca di FdI. «Era un salto nel buio» ricorda Morganti. E infatti le Politiche del 2013 furono una mezza catastrofe, sotto il 2% in Italia, vicini al 4% a Piacenza. Dopo due lustri la musica è cambiata: «Beh, di strada ne abbiamo fatta» commenta Bursi. «Se sono felice? Felicissimo» dice. E racconta un aneddoto che lo fa quasi apparire veggente: «Quattro anni fa eravamo al 4%, ma una sera lo dissi chiaro: alle prossime arriviamo al 28%. Pensavo così per la storia dei vasi comunicanti. E perché Giorgia Meloni è una donna capace. E così è stato. In questi mesi in cui crescevamo nei sondaggi, qualcuno mi ha dato atto di quella previsione». «Siamo stati premiati per la coerenza - spiega Franco Albertini, sindaco di Alta Valtidone, unico primo cittadino del nostro territorio con tessera in tasca - è una gran bella soddisfazione. Pensare che eravamo partiti da zero solo poco tempo fa». Albertini non teme le responsabilità crescenti da adesso in avanti. «Abbiamo sempre lottato in minoranza, figuriamoci adesso. La gente ci ha dato fiducia, adesso è nostro compito non deluderla. L'Italia ha bisogno di un governo politico, stabile e con le idee chiare. La paura della fiamma? La risposta migliore l'hanno data gli elettori». Chi si è avvicinata più di recente a FdI, quattro anni fa, è Sara Soresi, capogruppo in Comune: «Di strada ne abbiamo fatta, di lavoro altrettanto. Siamo stati derisi, snobbati, offesi. Ma la coerenza, la costanza e la forza degli ideali sono più potenti di qualsiasi lotta alle streghe. E così, come nel migliore dei sogni, oggi abbiamo dimostrato che lottare è importante, che con perseveranza ed impegno, con pazienza e dedizione, si può ottenere uno straordinario attestato di fiducia che va oltre le aspettative. Fratelli d'Italia primo partito! E ora risolleviamo l'Italia».

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