La posizione congiunta di Rancan (Lega) e di Argellati, sindaco di Vigolzone
«Ingiusto applicare il deflusso minimo vitale ai torrenti: così si provocano solo danni al
mondo agricolo». È la posizione congiunta del capogruppo
regionale della Lega Matteo
Rancan e del sindaco di Vigolzone Gianluca Argellati che criticano il sistema di calcolo della portata "minima" necessaria
a garantire la sopravvivenza dei
corsi d'acqua ma tale da sottrarre, di conseguenza, i litri necessari alll'irrigazione dei campi.
«Serve un diverso metodo di
calcolo del Deflusso Minimo
Vitale, che tenga conto della variabilità idrologica dei corsi
d'acqua appenninici, caratterizzati da periodi di magra prolungati seguiti da improvvise
quanto rapide piene fluviali»
sottolinea Rancan. «Il cambiamento climatico in atto, con fenomeni sempre più violenti,
pone l'attenzione sui danni ad
ambiente e agricoltura, soprattutto sulla provincia di Piacenza». Da Vigolzone, Argellati
porta l'esperienza della sua zona. «Se si chiudono i rubinetti
a monte del nostro paese, tutta la bassa Valnure viene danneggiata» sostiene. «Gli agricoltori si trovano costretti a pescare nei pozzi, sostenendo costi
importanti. Per la mancanza
d'acqua, i canali consortili si
asciugano e tutta la fauna ittica
e selvatica delle campagne non
ha più fonte di sopravvivenza e
sono costretti a spostarsi, originando ulteriori disagi. I canali
seccano, si crepano e alla prima pioggia franano: in altre parole, attivare il deflusso minimo vitale a un torrente come il
Nure crea danni abnormi e assolutamente ingiustificabili».
Tagliaferri e Foti
Sulla stessa lunghezza d'onda
anche il consigliere regionale
Giancarlo Tagliaferri (Fd'I) secondo cui «la Regione deve trovare una soluzione per garantire da un lato gli agricoltori e
dall'altro tutelare l'ambiente: è
tempo di passare ai fatti e ignorare il problema crea solo una
"guerra tra poveri". Sul Nure, se
non si interviene con l'aggiornamento delle norme sul Dmv,
sarà una tragedia per il mondo
agricolo e per l'ecosistema».
Sempre da Fratelli d'Italia, stavolta da Roma, il deputato
Tommaso Foti riaccende i riflettori sul Brugneto. «Servono
rilasci straordinari dall'invaso
per contrastare la straordinaria siccità che sta colpendo
l'agricoltura piacentina e la Valtrebbia» ammonisce. «La concessione sul rilascio e i recenti
accordi tra Emilia e Liguria risultano del tutto inadeguati
consentendo al massimo un totale di 4 milioni di metri cubi
d'acqua. Servono scelte straordinarie e, in vista della scadenza della concessione nel 2024,
si proceda già da ora ad una regolazione d'acqua congruente
al fabbisogno della vallata».
Libertà
