Rassegna Stampa

'Il minimo deflusso vitale va ricalcolato danni all'agricoltura'

Data: 15/07/2021

La posizione congiunta di Rancan (Lega) e di Argellati, sindaco di Vigolzone

«Ingiusto applicare il deflusso minimo vitale ai torrenti: così si provocano solo danni al mondo agricolo». È la posizione congiunta del capogruppo regionale della Lega Matteo Rancan e del sindaco di Vigolzone Gianluca Argellati che criticano il sistema di calcolo della portata "minima" necessaria a garantire la sopravvivenza dei corsi d'acqua ma tale da sottrarre, di conseguenza, i litri necessari alll'irrigazione dei campi. «Serve un diverso metodo di calcolo del Deflusso Minimo Vitale, che tenga conto della variabilità idrologica dei corsi d'acqua appenninici, caratterizzati da periodi di magra prolungati seguiti da improvvise quanto rapide piene fluviali» sottolinea Rancan. «Il cambiamento climatico in atto, con fenomeni sempre più violenti, pone l'attenzione sui danni ad ambiente e agricoltura, soprattutto sulla provincia di Piacenza». Da Vigolzone, Argellati porta l'esperienza della sua zona. «Se si chiudono i rubinetti a monte del nostro paese, tutta la bassa Valnure viene danneggiata» sostiene. «Gli agricoltori si trovano costretti a pescare nei pozzi, sostenendo costi importanti. Per la mancanza d'acqua, i canali consortili si asciugano e tutta la fauna ittica e selvatica delle campagne non ha più fonte di sopravvivenza e sono costretti a spostarsi, originando ulteriori disagi. I canali seccano, si crepano e alla prima pioggia franano: in altre parole, attivare il deflusso minimo vitale a un torrente come il Nure crea danni abnormi e assolutamente ingiustificabili».

Tagliaferri e Foti 
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fd'I) secondo cui «la Regione deve trovare una soluzione per garantire da un lato gli agricoltori e dall'altro tutelare l'ambiente: è tempo di passare ai fatti e ignorare il problema crea solo una "guerra tra poveri". Sul Nure, se non si interviene con l'aggiornamento delle norme sul Dmv, sarà una tragedia per il mondo agricolo e per l'ecosistema». Sempre da Fratelli d'Italia, stavolta da Roma, il deputato Tommaso Foti riaccende i riflettori sul Brugneto. «Servono rilasci straordinari dall'invaso per contrastare la straordinaria siccità che sta colpendo l'agricoltura piacentina e la Valtrebbia» ammonisce. «La concessione sul rilascio e i recenti accordi tra Emilia e Liguria risultano del tutto inadeguati consentendo al massimo un totale di 4 milioni di metri cubi d'acqua. Servono scelte straordinarie e, in vista della scadenza della concessione nel 2024, si proceda già da ora ad una regolazione d'acqua congruente al fabbisogno della vallata».

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