«Esiste una situazione di carenza d'organico e prenderemo tutti i provvedimenti necessari per farvi fronte». Lo assicura Stefano Brusati, presidente del tribunale di Piacenza, alle prese con un puzzle non semplice da ricomporre per non lasciare sedie vuote nelle aule giudiziarie di Piacenza. Una voce allarmata viene da Giovanni Giuffrida, presidente dell'Ordine degli avvocati di Piacenza: «Siamo molto preoccupati e temiamo contraccolpi su tutti i settori del tribunale. Se i posti vacanti nell'ufficio del gip non saranno coperti con nuovi arrivi, ma si dovrà ricorrere a magistrati già in servizio a Piacenza, la conseguenza sarà di lasciare scoperte altre posizioni. L'interpello indetto dal presidente della Corte d'Appello potrebbe essere di grande aiuto, se avrà esito favorevole, ma rimaniamo in attesa di soluzioni definitive». Per l'avvocato Graziella Mingardi, consigliere giudiziario a Bologna, «il presidente Drigani ha mantenuto la parola». Il riferimento è alla visita che fece a Piacenza il 27 luglio scorso, quando prese atto della drammatica carenza d'organico del tribunale, impegnandosi a risolverla. «Per Piacenza ci metterò l'anima», aveva detto di fronte all'aula gremita di giudici, avvocati e personale amministrativo. «Conosco le difficoltà che state attraversando», aveva sottolineato. Per poi aggiungere che Piacenza «credo sia fra le realtà più deteriori se confrontate con altre». Dopo la visita di Drigani, il deputato piacentino di Fratelli d'Italia Tommaso Foti con un'interrogazione parlamentare aveva invocato l'intervento della ministra della Giustizia Cartabia. I giudici in via Del Consiglio dovrebbero essere 17, ma di fatto oggi sono 15, compresi il presidente Brusati e la presidente della sezione civile Marisella Gatti. Con le tre assenze per maternità, i due gip in partenza e il terzo gip presente soltanto per pochi mesi, di fatto l'organico dei ruoli giudicanti sarà quasi dimezzato. Senza contare che gravi problemi di personale esistono anche nelle cancellerie e nei vari uffici. Piacenza nel tempo ha ciclicamente sofferto di penuria di toghe. Dai magistrati di prima nomina la nostra città viene spesso considerata una sede di passaggio, dove rimanere qualche anno e poi trasferirsi in tribunali più grandi o più vicini a casa. E se in anni più recenti sembrava che la situazione fosse un po' migliorata, ora il rischio di ritrovarsi con le aule sguarnite di giudici si fa serio.
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