Intesa in Consiglio: sindaca e giunta si attivino «presso le sedi istituzionali» per coinvolgere la Fondazione Teatri nella kermess
Il Festival Verdi sia anche di Piacenza. C'è ora un'intesa bipartisan che punta a chiedere a livello nazionale il riconoscimento del nostro territorio all'interno della rassegna culturale che il Teatro Regio di Parma organizza ogni anno nel solco del Maestro Giuseppe Verdi. La questione riguarda le istituzioni centrali a Roma, ma la richiesta esplicita arriverà presto dal consiglio comunale della nostra città, dove i gruppi di centrosinistra e centrodestra maggioranza e opposizione -puntano a fare in fretta (e a farlo insieme): « L'imminente avvio della discussione parlamentare sulla nuova legge di bilancio per la prossima annualità potrebbe permettere già dal 2024 la tempestiva nascita di un nuovo e ipotetico Festival Verdi con l'inserimento delle realtà piacentine». Così si legge nella risoluzione abbozzata dai capigruppo dell'aula di palazzo Mercanti, in maniera congiunta. Il documento, che potrebbe approdare già nella seduta di lunedì prossimo, è in fase di perfezionamento. In sostanza, centrosinistra e centrodestra vogliono «impegnare il sindaco e la giunta comunale ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali, regionali e nazionali, al fine di provvedere a modificare la Legge 238 del 20.12.2012, come novellata dalla Legge 17 del 03.02.2017» allo scopo di inserire «la Fondazione Teatri di Piacenza fra i soggetti destinatari di idoneo contributo per l'organizzazione del Festival Verdi di Parma e Busseto che deve al contempo divenire Festival Verdi di Parma, Piacenza e Busseto o Festival Verdi delle Terre Verdiane ». Quello tra Verdi e Piacenza, del resto, è un legame più che mai tribolato. La nostra città continua a rivendicarne la parentela culturale e artistica, ma la distanza sembra ancora marcata. Un caso eclatante riguarda appunto il Festival, che anche quest'anno ha visto l'esclusione di Piacenza dal cartellone. Nei mesi scorsi, l'assessore alla Cultura Christian Fiazza aveva spiegato che «c'è una legge che lega la rassegna culturale al Teatro Regio di Parma, ma si tratta di un patrimonio anche del nostro territorio, perciò c'è l'intenzione di proporre al ministero della Cultura di modificare questa norma». Ed ecco dunque un tentativo concreto: la risoluzione abbozzata da centrodestra e centrosinistra, e presto depositata in consiglio comunale, indica una strada. Da alcuni anni, come premesso nella risoluzione, «è assegnato un contributo di un milione di euro alla Fondazione Teatro Regio di Parma per la realizzazione del Festival Verdi di Parma e Busseto». Ritenuto però che «rappresenta un vulnus incomprensibile la non inclusione della realtà della Fondazione Teatri di Piacenza, che si aggrava della quasi distopica e certamente forzata associazione della figura di Verdi alle terre parmensi piuttosto che a quelle piacentine dove il compositore scelse di vivere e di intrecciare relazioni con più interlocutori fino ad essere eletto consigliere comunale a Villanova sull'Arda e poi consigliere della Provincia di Piacenza». I parlamentari piacentini Tommaso Foti (FdI), Elena Murelli (Lega) e Paola De Micheli (Pd) sono già stati sensibilizzati sulla questione. E come sullo spinoso iter dell'area ex Pertite, con il dialogo bipartisan tra la sindaca Katia Tarasconi e Foti per sciogliere l'annoso nodo attraverso il governo Meloni (vedi "Libertà" di ieri), adesso il centrosinistra e il centrodestra ripropongono un tentativo di intesa trasversale sul Maestro.
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